<?xml version='1.0' encoding='UTF-8'?><rss xmlns:atom='http://www.w3.org/2005/Atom' xmlns:openSearch='http://a9.com/-/spec/opensearchrss/1.0/' xmlns:georss='http://www.georss.org/georss' xmlns:gd='http://schemas.google.com/g/2005' xmlns:thr='http://purl.org/syndication/thread/1.0' version='2.0'><channel><atom:id>tag:blogger.com,1999:blog-3639349830657556530</atom:id><lastBuildDate>Sun, 27 Nov 2011 15:19:12 +0000</lastBuildDate><category>Donna fotografa</category><category>VO70</category><category>galata</category><category>Argentario</category><category>Volvo Ocean Race</category><category>S.Malo</category><category>Charter</category><category>La Rochelle</category><category>Brasile</category><category>speedo</category><category>moda</category><category>apnea academy</category><category>Capri</category><category>Ancore</category><category>Soldini</category><category>Giuliana Traverso</category><category>Quebec</category><category>Marina di Stabia</category><category>Mylius</category><category>carcere</category><category>Telecom Itaia</category><category>Sail Race</category><category>solitaria</category><category>Cina</category><category>gozzo sorrentino</category><category>immersioni</category><category>Vendee Globe</category><category>foto</category><category>Caracci</category><category>Alicante</category><category>caraibi</category><category>Dee Caffari</category><category>Malta</category><category>swimwear</category><category>Samantha Davies</category><category>Farr 40</category><category>Sailing</category><category>genova</category><category>Fernando de Noronha</category><category>Mascalzone Latino</category><category>Maxi</category><category>Pianeta Mare</category><category>vela</category><category>Porto Cervo</category><category>Torben Grael</category><category>Colombia</category><category>Capo di Buona Speranza</category><category>stand</category><category>D'Alì</category><category>Class 40</category><category>Gozzo</category><category>colonia penale agricola</category><category>Pianosa</category><category>Figaro</category><category>Cartagena</category><category>regate</category><category>Swan</category><category>Miami</category><category>Middle Sea Race</category><category>carte nautiche</category><category>Borsa Turismo Nautico</category><category>Antigua</category><category>diving</category><category>sharm</category><category>minitransat</category><category>pelizzari</category><category>costumi</category><category>rolex</category><category>apnea</category><category>regata</category><category>Vele latine</category><category>salone nautico</category><category>Ian Walker</category><category>Sardegna</category><category>Onorato</category><category>carriacou</category><title>Gentlebreeze</title><description>l'altra metà del mare</description><link>http://gentlebreeze-smc.blogspot.com/</link><managingEditor>noreply@blogger.com (S.Malosio)</managingEditor><generator>Blogger</generator><openSearch:totalResults>95</openSearch:totalResults><openSearch:startIndex>1</openSearch:startIndex><openSearch:itemsPerPage>25</openSearch:itemsPerPage><item><guid isPermaLink='false'>tag:blogger.com,1999:blog-3639349830657556530.post-6468471753885278627</guid><pubDate>Sun, 21 Nov 2010 11:55:00 +0000</pubDate><atom:updated>2010-11-24T10:00:38.758+01:00</atom:updated><category domain='http://www.blogger.com/atom/ns#'>Cartagena</category><category domain='http://www.blogger.com/atom/ns#'>vela</category><category domain='http://www.blogger.com/atom/ns#'>Colombia</category><title>Primero estaba el mar... Colombia</title><description>&lt;span style="font-style: italic;"&gt;di Maurizio Cristofolini&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://4.bp.blogspot.com/_boHVNyBIap4/SezmkdJgroI/AAAAAAAABJw/cdMngnVf3nc/s1600-h/mare.jpg" onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}"&gt;&lt;img alt="" border="0" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5326885973246652034" src="http://4.bp.blogspot.com/_boHVNyBIap4/SezmkdJgroI/AAAAAAAABJw/cdMngnVf3nc/s200/mare.jpg" style="cursor: hand; float: left; height: 122px; margin: 0px 10px 10px 0px; width: 200px;" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;"Primero estaba el mar. Todo estaba oscuro. No habia ni luna ni gente, ni animales, ni plantas. El mar estaba en todas parles. El mar era la madre. La madre no era gente ni nada, ni cosa alguna. Ella era el espiritu de lo que iba a venir y ella era pensamiento y memoria.&lt;/span&gt;"&lt;br /&gt;Dalla mitologia degli indios Kogui: in principio c’era il mare. Tutto era buio. Non c’erano la luna, né l’Uomo, né gli animali, né le piante. Il mare era ovunque. Il mare era la Madre. La Madre non era persona, né cosa né il nulla. Ella era lo spirito di quello che sarebbe venuto ed era pensiero e memoria.&lt;br /&gt;Cartagena de Indias, questo è l’antico nome della città fortificata, ultima tappa della via dell’oro da dove un tempo salpavano navi cariche dei tesori degli Inca dirette in Spagna. &lt;a href="http://2.bp.blogspot.com/_boHVNyBIap4/Sen-szYvRTI/AAAAAAAABIE/TjNOQDcM2P4/s1600-h/cartagenarosa.jpg" onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}"&gt;&lt;img alt="" border="0" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5326068080003990834" src="http://2.bp.blogspot.com/_boHVNyBIap4/Sen-szYvRTI/AAAAAAAABIE/TjNOQDcM2P4/s320/cartagenarosa.jpg" style="cursor: hand; float: right; height: 210px; margin: 0px 0px 10px 10px; width: 320px;" /&gt;&lt;/a&gt;Seduto sulle sue mura antiche, gambe a penzoloni nel vuoto, guardo un mare libero fino a dove può giungere lo sguardo. Mi domando perché siano così pochi i naviganti diportisti che visitano questa parte del mar dei Caraibi. E spesso anche quei pochi che dalle Antille Olandesi vanno verso Panama tirano dritto senza fermarsi, perdendosi la possibilità di vedere un Paese straordinario e avventuroso come la Colombia. Pochissimi hanno voglia di sfidare gli stereotipi negativi che segnano l'infausta fama di questo Paese ma quei pochi sono stati ben ripagati da soddisfazioni che solo un viaggiatore curioso e attento può sperare di ottenere.&lt;br /&gt;Cartagena potrebbe essere l'ultima tappa di un itinerario che passa delle Antille Olandesi. Un tratto di mare dove ci si può trovare a dover affrontare, in alcune stagioni, condizioni meteo-marine impegnative e particolarmente mutevoli, salvo nel periodo a cavallo tra la stagione umida (giugno – ottobre) e la stagione secca (novembre – maggio), unica finestra climatica favorevole.&lt;br /&gt;Uscendo dall’influenza degli alisei, che calano decisi sulla fascia costiera, diventa molto importante osservare attentamente l’orografia della costa e il suo interno per valutarne il riflesso sulle variazioni climatiche in mare. La punta estrema a N.E. della Colombia, la Guajira, è caratterizzata da un vasto territorio pianeggiante, arido e per alcuni tratti totalmente desertico, dove l’unica vegetazione è costituita da grandi cactus. Più si scende verso S.O. più questo territorio si innalza verso i monti e il verde prende il posto del giallo fino ad arrivare, attraverso foreste e nevi perenni, alla vetta della Sierra Nevada di Santa Marta con la cima a 5800 mt. Immaginatevi dunque l'escursione climatica a cui si è soggetti nel passare dal deserto ad una montagna di questa imponenza dove la cima dista dal mar dei Carabi soltanto 50 km in linea aria. Ecco perchè è importante pianificare il passaggio sottocosta nella stagione giusta.&lt;br /&gt;&lt;a href="http://4.bp.blogspot.com/_boHVNyBIap4/Seziv3ie3GI/AAAAAAAABJM/qsdTlrmpNVw/s1600-h/Barche004.jpg" onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}"&gt;&lt;img alt="" border="0" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5326881771262762082" src="http://4.bp.blogspot.com/_boHVNyBIap4/Seziv3ie3GI/AAAAAAAABJM/qsdTlrmpNVw/s320/Barche004.jpg" style="cursor: hand; float: left; height: 216px; margin: 0px 10px 10px 0px; width: 320px;" /&gt;&lt;/a&gt;Avvistato e superato il faro più a nord del continente sudamericano, Punta Gallinas, il primo atterraggio possibile arrivando dal Venezuela o da Aruba è in una delle 2 grandi baie che si trovano prima di Cabo de Vela: Bahia Honda o Bahia de Porlete, molto chiuse e protette. La prima che si incontra è Bahia Honda con un paio di villaggi di pescatori Guajiros che a volte ricevono i naviganti con un eccesso di “calorosità”. La seconda, Bahia de Porlete, ospita il terminal della ferrovia mineraria da dove viene caricato il carbone del “Cerrejon”, una delle miniere a cielo aperto più grandi al mondo. E' un po’ meno affascinante della precedente ma qui si può trovare un valido aiuto in caso di necessità. Passato Cabo de Vela varrebbe la pena buttare l’ancora dietro la punta dove il tramonto infuoca i colori rossi e ocra del deserto. Da qui in avanti nei pressi delle saline e delle lagune interne non è raro trovare grandi comunità di fenicotteri rosa.&lt;br /&gt;&lt;a href="http://4.bp.blogspot.com/_boHVNyBIap4/Sen9gdoHhUI/AAAAAAAABH8/oGNMC_AipT0/s1600-h/pescatori.jpg" onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}"&gt;&lt;img alt="" border="0" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5326066768492856642" src="http://4.bp.blogspot.com/_boHVNyBIap4/Sen9gdoHhUI/AAAAAAAABH8/oGNMC_AipT0/s320/pescatori.jpg" style="cursor: hand; float: left; height: 214px; margin: 0px 10px 10px 0px; width: 320px;" /&gt;&lt;/a&gt;Con un salto di un centinaio di miglia navigando in favore di vento e di corrente si lascia la costa desertica per entrare nella zona umida. Superata la cittadina di Rioacha e alcuni piccoli villaggi, vedremo ergersi alla nostra sinistra l’imponente massiccio della Sierra Nevada. La foresta, che qui si è fatta ora totalmente tropicale, racchiude alcuni dei siti archeologici di grande interesse all'interno del Parque Tayrona.&lt;br /&gt;&lt;a href="http://2.bp.blogspot.com/_boHVNyBIap4/Sen7qxjT9gI/AAAAAAAABHk/UHFVFNufQyk/s1600-h/PARQUE+TAYRONA.jpg" onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}"&gt;&lt;img alt="" border="0" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5326064746616845826" src="http://2.bp.blogspot.com/_boHVNyBIap4/Sen7qxjT9gI/AAAAAAAABHk/UHFVFNufQyk/s320/PARQUE+TAYRONA.jpg" style="cursor: hand; float: right; height: 214px; margin: 0px 0px 10px 10px; width: 320px;" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;Ancora poche miglia più in là si aprono una serie di baiette con acque tranquille, ideali per una sosta. Una di queste è Taganga che offre un buon ormeggio su sabbia e una bellissima spiaggia con ristorantini dall'atmosfera molto familiare che servono aragoste a prezzi introvabili altrove.&lt;br /&gt;Per entrare nella baia di Santa Marta si lascia sulla dritta “El Morro Grande”, un grosso scoglio sul quale svetta un bel faro a pianta esagonale alto 83 metri costruito con mattoni a vista. La città si sviluppa ai bordi di una piacevole insenatura sulla quale si affacciano sia il porto commerciale che la parte antica della città ed è un ottimo posto per fare provviste a costi contenuti. Per chi non avesse ancora provveduto a sbrigare le pratiche d’ingresso nel Paese qui è possibile mettersi in regola e ottenere dalla Capitaneria di Porto il “ZARPE”, un documento indispensabile per navigare nelle acque colombiane.&lt;br /&gt;&lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/_boHVNyBIap4/Sezgvwr5ksI/AAAAAAAABJE/J1kYh4AnhGw/s1600-h/bus.jpg" onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}"&gt;&lt;img alt="" border="0" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5326879570399957698" src="http://3.bp.blogspot.com/_boHVNyBIap4/Sezgvwr5ksI/AAAAAAAABJE/J1kYh4AnhGw/s320/bus.jpg" style="cursor: hand; float: left; height: 218px; margin: 0px 10px 10px 0px; width: 320px;" /&gt;&lt;/a&gt;Santa Marta è una gradevole cittadina coloniale fondata nel 1525. Vale la pena trascorrere qui un paio di giorni visitando per esempio la “Quinta di don Pedro Alejandrino”, una interessante casa museo dove Simon Bolivar, detto il Libertador, esalò il suo ultimo respiro, oppure la “casa de los indios” dove è facile incontrare qualche componente della tribù dei Kogui diretti discendenti dei Tayrona (1200-1500 d.C.), una popolazione precolombiana alla quale si riconosce una ricca mitologia e una particolare abilità nella lavorazione dell’oro.&lt;br /&gt;Per i più avventurosi che volessero spingersi all’interno consiglio una visita alla “Città Perduta” i cui resti sono paragonabili per bellezza e importanza alla più nota Machu Picchu del Peru’. &lt;a href="http://2.bp.blogspot.com/_boHVNyBIap4/Sezb2fzq51I/AAAAAAAABIU/EESlKS3bXI4/s1600-h/CiudadPerdida.jpg" onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}"&gt;&lt;img alt="" border="0" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5326874188570093394" src="http://2.bp.blogspot.com/_boHVNyBIap4/Sezb2fzq51I/AAAAAAAABIU/EESlKS3bXI4/s320/CiudadPerdida.jpg" style="cursor: hand; float: left; height: 205px; margin: 0px 10px 10px 0px; width: 320px;" /&gt;&lt;/a&gt;Difficile da raggiungere ma non impossibile, questo sito archeologico, nascosto nella foresta pluviale ad un'altitudine di circa 2000 metri, fu scoperto da un tombarolo nel 1975. Se un tempo ci si poteva arrivare solo a dorso di mulo con un viaggio di una settimana, oggi ci si può anche atterrare in elicottero che parte dall’aeroporto di Santa Marta.&lt;br /&gt;Lasciata Santa Marta si arriva, dopo poche miglia, al Rodadero, riconoscibile fin da lontano per i suoi palazzi in riva al mare. El Rodadero è il centro balneare dei Bogotani, dotato di una grande marina molto trafficata, con ristoranti, bar, seconde case e tutte le attività tipiche di un centro vacanziero. Anche qui presentandosi alla Capitaneria di Porto è possibile sbrigare velocemente le pratiche di ingresso o di uscita e trovare assistenza di buon livello tecnico per eventuali problemi alla barca. El Rodadero potrebbe essere anche un ormeggio sicuro dove lasciare la barca per qualche giorno e avventurarsi all'interno verso le terre dove Gabriel Garcia Marquez ambientò il suo più celebre romanzo “Cento anni di solitudine", o ancora per un'escursione indimenticabile alla Cienaga Grande, un'immensa laguna con una superficie di circa 900 kmq alimentata dalle acque del rio Magdalena. Questo immenso ecosistema offre uno spettacolo di natura incomparabile, ricco di vegetazione e di animali con caimani tartarughe e uccelli di ogni tipo. Lo si attraversa con lance veloci che in un paio d’ore collegano Pueblo Viejo, sulla costa, a Nueva Venecia un affasciante villaggio costruito su palafitte proprio nel mezzo della laguna. &lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/_sGloxkBgKSE/Se3ufSd6aeI/AAAAAAAAARg/r5zqzxggrJE/s1600-h/Kogui.jpg"&gt;&lt;img alt="" border="0" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5327176155549821410" src="http://3.bp.blogspot.com/_sGloxkBgKSE/Se3ufSd6aeI/AAAAAAAAARg/r5zqzxggrJE/s320/Kogui.jpg" style="cursor: hand; float: right; height: 320px; margin: 0px 0px 10px 10px; width: 214px;" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://4.bp.blogspot.com/_boHVNyBIap4/SezfC9BmxPI/AAAAAAAABIs/8yn8hbTXf3c/s1600-h/Barche006.jpg" onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}"&gt;&lt;/a&gt;Salpiamo dal Rodadero alla volta di Cartagena. Per circa 40 miglia la navigazione è piuttosto impegnativa. Qui la forza delle correnti del rio Magdalena si scontra con il moto ondoso del mare creando una combinazione di onde incrociate abbastanza fastidioso, ma è sufficiente puntare sul capo di Barranquilla, evitando il golfo e il porto commerciale poco attraente , che si è subito in acque più tranquille. Dopo altre 60 miglia ecco Cartagena. Sfilate le mura della città vecchia si vedranno sullo sfondo i condomini della parte nuova e oltrepassato il castello “Fuerte Castello Grande” l’ingresso alla baia si aprirà davanti a voi dalla Boca Grande. Il mio consiglio è di dirigersi al club nautico vicino alla città vecchia dove si potrà chiedere ospitalità per il tempo che ci si vorrà fermare. Anche qui è possibile adempiere alle formalità doganali di ingresso o di uscita, pratiche che suggerisco di lasciar sbrigare da un agente marittimo del posto perchè particolarmente complicate, questo vi darà il tempo di visitare Cartagena vecchia che val bene una lunga, lunghissima sosta. Oltrepassata l’antica porta dell’orologio la città si schiuderà ai vostri occhi come un fiore segreto. Le bellezze della “città amurallada” sono di tale e tanta bellezza che non si può non restarne affascinati: antichi palazzi con chiostri nascosti, innumerevoli chiese, la cattedrale, la casa dell’inquisizione, l’ex piazza del mercato degli schiavi ora chiamata plaza de la Aduana, già scelta come set dai più grandi produttori di Hollywood per la sua originalità e bellezza. A Cartagena vennero girati numerosi film di successo come &lt;span style="font-style: italic;"&gt;Cobra verde&lt;/span&gt; con Klaus Kinski, &lt;span style="font-style: italic;"&gt;Mission&lt;/span&gt; con Robert de Niro, &lt;span style="font-style: italic;"&gt;Queimada&lt;/span&gt; con Marlon Brando e l’ultimo in ordine di tempo, in uscita nelle nostre sale per fine 2007, &lt;span style="font-style: italic;"&gt;L’amore ai tempi del Colera&lt;/span&gt;. Tra i vicoli di questo gioiello architettonico di epoca coloniale avrete di che perdere la testa. La città fu fondata nel 1533 ed oggi è patrimonio mondiale dell’umanità protetta dall’UNESCO e meta di visitatori provenienti da tutto il mondo. Tranquilla di giorno e vissuta di notte, è l’orgoglio dei suoi abitanti che la mantengono con estrema cura.&lt;br /&gt;Come dicevo, per muoversi con sicurezza in queste acque è bene far una visita al comando della “Guardacosta”, la CP5 dove si potrà avere un riassunto delle informazioni preziose riguardo a documenti, permessi e consigli pratici. Come, per esempio, bisogna sapere che per recarsi alle vicine isole del Rosario e poter ormeggiare in rada è necessario ottenere un permesso di ingresso al parco oppure che in alcune zone della baia più lontane dalla città non è consigliabile fermarsi di notte. La CP5 vi potrà inoltre fornire il bollettino meteo e altre notizie utili per il vostro soggiorno.&lt;br /&gt;Da quando la Marina Militare Colombiana sentì la necessità di organizzare la Guardia Costiera il Corpo ha continuato a “crescere” in termini di mezzi e uomini. Oggi i suoi 1500 guardacosta sono distribuiti sul territorio in 19 giurisdizioni sparse tra la costa caraibica di 1300 km (con 589.000 kmq di mare ) e la costa pacifica di 1600 km (con 340.000 kmq di mare), oltre a 8685 km di fiumi dei dipartimenti fluviali come il rio Magdalena, il rio Putumayo il rio Meta e il Rio delle Amazzoni.&lt;br /&gt;&lt;a href="http://2.bp.blogspot.com/_boHVNyBIap4/Sen8ArekwkI/AAAAAAAABHs/R4CDi-lZLgI/s1600-h/Providencia7.jpg" onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}"&gt;&lt;img alt="" border="0" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5326065122943484482" src="http://2.bp.blogspot.com/_boHVNyBIap4/Sen8ArekwkI/AAAAAAAABHs/R4CDi-lZLgI/s320/Providencia7.jpg" style="cursor: hand; float: right; height: 214px; margin: 0px 0px 10px 10px; width: 320px;" /&gt;&lt;/a&gt;I vari conflitti territoriali per il controllo delle acque confinanti, conflitti fortunatamente solo amministrativi, con Venezuela a est, con l’Ecuador a sud e a nord col Nicaragua, per il possesso delle due piccole isole San Andres e Providencia, oltre all' attività di ordinaria amministrazione hanno sempre messo a dura prova questo corpo, di numero esiguo per uomini e mezzi,  rispetto al compito che è chiamato a svolgere su un territorio grande quasi 4 volte l’Italia. Va detto che da queste parti per "ordinaria amministrazione" si intende il pattugliamento delle coste con mezzi navali e aerei per combattere il traffico della droga, considerato uno dei più potenti al mondo, e altri traffici illeciti che nelle regioni più remote sono facilitati dalla presenza dei grandi fiumi del bacino amazzonico usati come grandi vie di comunicazione del commercio illegale. E poi ancora: controllo del traffico marittimo, protezione dell’ambiente con una massiccia campagna antinquinamento, sicurezza della navigazione, centro ricerca oceanografica, gente di mare e registro marittimo delle navi e delle imprese.&lt;br /&gt;&lt;a href="http://2.bp.blogspot.com/_boHVNyBIap4/Sen7go8ke8I/AAAAAAAABHc/DHGUs8-S25k/s1600-h/ISLAS+DEL+ROSARIO.jpg" onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}"&gt;&lt;img alt="" border="0" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5326064572508175298" src="http://2.bp.blogspot.com/_boHVNyBIap4/Sen7go8ke8I/AAAAAAAABHc/DHGUs8-S25k/s320/ISLAS+DEL+ROSARIO.jpg" style="cursor: hand; float: left; height: 214px; margin: 0px 10px 10px 0px; width: 320px;" /&gt;&lt;/a&gt;Durante il soggiorno a Cartagena non si può mancare una visita alle Isole del Rosario. Questi pochi isolotti a circa 20 miglia S.O. dalla città sono la parte emergente di una barriera corallina che si estende per circa 60 miglia sul fondo marino. Molto frequentate durante il week-end, ritornano ad essere un luogo di pace durante la settimana invitandovi a  un ancoraggio tranquillo, a una visita all'acquario tropicale pieno di tartarughe, delfini, innocui squali nutrice e pesci di ogni forma e colore, a una cena a base di pesce freschissimo portato dai pescatori e sullo sfondo le casette del "buen retiro": delle stranezze architettoniche costruite da stravaganti artisti.&lt;br /&gt;&lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/_boHVNyBIap4/Se7sY3TzfcI/AAAAAAAABKQ/v6bjgsc4vto/s1600-h/CASEbarca.jpg" onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}"&gt;&lt;img alt="" border="0" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5327455321133907394" src="http://3.bp.blogspot.com/_boHVNyBIap4/Se7sY3TzfcI/AAAAAAAABKQ/v6bjgsc4vto/s320/CASEbarca.jpg" style="cursor: hand; cursor: pointer; float: left; height: 122px; margin: 0 10px 10px 0; width: 320px;" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;A questo punto non resta che decidere se lasciare la Colombia mettendo la prua su Panama e dirigersi direttamente alle isole San Blas, oppure continuare l’avventura costeggiando e scendendo verso il golfo di Urabà, per andare a visitare la foresta pluviale del Chocò o le piantagioni di quelle banane che arrivano fin sulle nostre tavole o ancora i pittoreschi villaggi coloniali della regione di Antioquia. Insomma altre avventure, vere avventure, perché fino ad ora è stata una passeggiata.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3639349830657556530-6468471753885278627?l=gentlebreeze-smc.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</description><link>http://gentlebreeze-smc.blogspot.com/2009/04/primero-estaba-el-mar-colombia.html</link><author>noreply@blogger.com (S.Malosio)</author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/_boHVNyBIap4/SezmkdJgroI/AAAAAAAABJw/cdMngnVf3nc/s72-c/mare.jpg' height='72' width='72'/></item><item><guid isPermaLink='false'>tag:blogger.com,1999:blog-3639349830657556530.post-2478439345718310269</guid><pubDate>Fri, 05 Nov 2010 10:47:00 +0000</pubDate><atom:updated>2010-11-24T09:56:14.004+01:00</atom:updated><title>Un tuffo nel buco nero delle Bahamas</title><description>&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif; font-size: small;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: 12px; white-space: pre;"&gt;&lt;object height="340" width="560"&gt;&lt;param name="movie" value="http://www.youtube.com/v/uQITWbAaDx0&amp;amp;hl=it_IT&amp;amp;fs=1&amp;amp;rel=0&amp;amp;color1=0x2b405b&amp;amp;color2=0x6b8ab6&amp;amp;hd=1"&gt;&lt;/param&gt;&lt;param name="allowFullScreen" value="true"&gt;&lt;/param&gt;&lt;param name="allowscriptaccess" value="always"&gt;&lt;/param&gt;&lt;embed src="http://www.youtube.com/v/uQITWbAaDx0&amp;amp;hl=it_IT&amp;amp;fs=1&amp;amp;rel=0&amp;amp;color1=0x2b405b&amp;amp;color2=0x6b8ab6&amp;amp;hd=1" type="application/x-shockwave-flash" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true" width="560" height="340"&gt;&lt;/embed&gt;&lt;/object&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3639349830657556530-2478439345718310269?l=gentlebreeze-smc.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</description><link>http://gentlebreeze-smc.blogspot.com/2010/06/un-tuffo-nel-buco-nero-delle-bahamas.html</link><author>noreply@blogger.com (S.Malosio)</author></item><item><guid isPermaLink='false'>tag:blogger.com,1999:blog-3639349830657556530.post-4726961759199019417</guid><pubDate>Wed, 03 Nov 2010 10:20:00 +0000</pubDate><atom:updated>2010-11-24T09:57:56.562+01:00</atom:updated><title>San Pietroburgo - Fine di una grande avventura</title><description>&lt;a href="http://2.bp.blogspot.com/_sGloxkBgKSE/Sk3SjhJEMUI/AAAAAAAAAUA/EYvT5Bbn4S0/s1600-h/IMG_0035.JPG"&gt;&lt;img alt="" border="0" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5354167039647035714" src="http://2.bp.blogspot.com/_sGloxkBgKSE/Sk3SjhJEMUI/AAAAAAAAAUA/EYvT5Bbn4S0/s400/IMG_0035.JPG" style="display: block; height: 300px; margin: 0px auto 10px; text-align: center; width: 496px;" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;div&gt;&lt;div&gt;&lt;div&gt;&lt;div&gt;&lt;div&gt;&lt;div&gt;&lt;div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/_sGloxkBgKSE/Sk3Rippv4TI/AAAAAAAAAT4/OBrddqiLFbI/s1600-h/IMG_0088.JPG"&gt;&lt;img alt="" border="0" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5354165925240103218" src="http://1.bp.blogspot.com/_sGloxkBgKSE/Sk3Rippv4TI/AAAAAAAAAT4/OBrddqiLFbI/s320/IMG_0088.JPG" style="float: right; height: 240px; margin: 0px 0px 10px 10px; width: 320px;" /&gt;&lt;/a&gt;Le splendide giornate di sole che hanno preceduto il giorno dell’arrivo di tappa hanno regalato false speranze agli organizzatori della parata finale davanti alla Fortezza di Pietro e Paolo, lungo la Neva. Ci si aspettava un evento magico nelle notti bianche di San Pietroburgo e noi di Gentlebreeze eravamo in prima fila davanti al pontile dove avrebbero ormeggiato le barche e sarebbero sbarcati gli equipaggi. Purtroppo un pomeriggio nuvoloso e un‘improvvisa pioggia scrosciante proprio mentre arrivava la prima barca ha decimato giornalisti e spettatori.&lt;br /&gt;Il traguardo della decima tappa è stato posizionato nel Golfo di Finlandia, alcune miglia fuori dalla foce del Neva, il fiume che attraversa la città imperiale. Primi a tagliarlo Telefonica Black, che ha preceduto di poco più di un minuto Puma, che aveva condotto tutta la regata in testa, togliendo a Ken Read la soddisfazione dell’ultima vittoria. &lt;a href="http://2.bp.blogspot.com/_sGloxkBgKSE/Sk3O4Ed6k6I/AAAAAAAAATQ/1psV3dgqoGc/s1600-h/IMG_0048.JPG"&gt;&lt;img alt="" border="0" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5354162994680599458" src="http://2.bp.blogspot.com/_sGloxkBgKSE/Sk3O4Ed6k6I/AAAAAAAAATQ/1psV3dgqoGc/s200/IMG_0048.JPG" style="float: right; height: 150px; margin: 0px 0px 10px 10px; width: 200px;" /&gt;&lt;/a&gt;Quest'ordine d’arrivo non cambia comunque il risultato della classifica finale che vede vincitore Torben Grael. Lo skipper di Ericsson 4 ha gestito questa ultima tappa un po’ in economia, arrivando quinto forse per risparmiare barca ed equipaggio, ma ben sapendo di avere già in tasca i punti per la vittoria finale. Alle 17,00 del 27 luglio, come un sipario, si apre il ponte Dvortsovy e in fila indiana le barche sfilano davanti a noi sotto un’esplosione di fuochi d’artificio. Poi una breve parata lungo il fiume, tra il palazzo dell’Ermitage e il Museo Navale con le colonne rostrate in primo piano e la Fortezza di Pietro e Paolo sul lato opposto. Infine  i VO 70 arrivano, uno ad uno, all’ormeggio.&lt;br /&gt;&lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/_sGloxkBgKSE/Sk3P-aIgI4I/AAAAAAAAATo/fApkSecLRV0/s1600-h/IMG_0099.JPG"&gt;&lt;img alt="" border="0" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5354164203087209346" src="http://1.bp.blogspot.com/_sGloxkBgKSE/Sk3P-aIgI4I/AAAAAAAAATo/fApkSecLRV0/s200/IMG_0099.JPG" style="float: left; height: 200px; margin: 0px 10px 10px 0px; width: 162px;" /&gt;&lt;/a&gt;Dopo più di 37.000 miglia di mare corse con ogni condizione meteo, dalle calme equatoriali, alle brezze primaverili, alle tremende tempeste, vediamo sbarcare dei super uomini che hanno affrontato una competizione talvolta portata all’estremo, come dice il claim della VOR “LIFE AT THE EXTREME”, perfettamente centrato.  Colpiscono in particolar modo gli sguardi sicuri e profondi, sguardi di marinai-velisti consapevoli di aver compiuto un’impresa unica nel suo genere, un’impresa epica. &lt;a href="http://2.bp.blogspot.com/_sGloxkBgKSE/Sk3Pl3bvxKI/AAAAAAAAATg/u6Tvjqvxpj8/s1600-h/IMG_0049.JPG"&gt;&lt;img alt="" border="0" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5354163781455824034" src="http://2.bp.blogspot.com/_sGloxkBgKSE/Sk3Pl3bvxKI/AAAAAAAAATg/u6Tvjqvxpj8/s320/IMG_0049.JPG" style="float: right; height: 262px; margin: 0px 0px 10px 10px; width: 320px;" /&gt;&lt;/a&gt;Sicuramente provati nel fisico. Ken Read appena sceso dalla barca dice sorridente ad un giornalista della tv russa: “ho le rughe come un ottantenne”. Hanno mangiato male e dormito peggio, sofferto il caldo più torrido e il freddo più rigido sempre bagnati da grandi ondate che spazzavano il ponte, ma con la consapevolezza e la grande soddisfazione per essere arrivati tutti interi e aver portato a termine la loro missione. Ora che questi uomini sono saliti all’apice della gloria nel mondo della vela e vengono già richiesti per ogni tipo di competizione possibile, per tutti loro dopo lo svuotamento fisico e mentale ora c’è solo il tempo per il riposo. Un riposo difficile perché dovranno fare i conti con un ritorno alla realtà di tutti i giorni e in questo caso le famiglie sono fondamentali. Rob Salthouse, trimmer neozelandese di PUMA dice ”ora voglio solo tornare ancora a fare il papà”.&lt;br /&gt;La fine di questi eventi, che hanno portato gli uomini a vivere un’alternanza di momenti esilaranti a momenti orribili, momenti di gloria a momenti di sconforto, ebbene la conclusione improvvisa risulta essere sempre un po’ triste, malinconica. Forse è per questo che molti di loro ripartirebbero subito.&lt;br /&gt;&lt;a href="http://2.bp.blogspot.com/_sGloxkBgKSE/Sk3PJLHq4RI/AAAAAAAAATY/AvqutY1jOIs/s1600-h/IMG_0011.JPG"&gt;&lt;img alt="" border="0" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5354163288524120338" src="http://2.bp.blogspot.com/_sGloxkBgKSE/Sk3PJLHq4RI/AAAAAAAAATY/AvqutY1jOIs/s320/IMG_0011.JPG" style="float: left; height: 240px; margin: 0px 10px 10px 0px; width: 320px;" /&gt;&lt;/a&gt;Ma mentre i festeggiamenti impazzano qualcuno sta già pensando alla prossima edizione 2011-2012 che partirà da Alicante.  Knut Frostad Presidente della VOR vorrebbe incrementare il numero degli equipaggi e spera di veder partecipare alla prossima edizione anche Francia e Italia, in questa edizione l’unico italiano presente è stato Gabriele D’Olivo, mediaman di Telefonica Blue. Si sta anche pensando ad una riduzione di budget per i team, con un limite che permetterà ad altri di entrare nel gioco, argomento al quale gli sponsor sono molto sensibili.  Quindi un ritocco alle tappe, che saranno di meno, meno uomini imbarcati, meno vele e un ritocco anche alle barche.&lt;br /&gt;Per un evento mediatico-sportivo come questo va rivolto uno sguardo speciale ai numeri, che la Volvo Ocean Race ha generato. Dai dati forniti dall’organizzazione si parla di più di 2,5 milioni di presenze nei villaggi allestiti negli 11 porti toccati (con 900.000 persone ad Alicante e 800.000 a Cochin), quasi 3 milioni di visitatori unici sui siti della VOR e quasi 45 milioni di pagine visitate. Numeri molto appetibili per aziende che mirano ad una visibilità globale. &lt;/div&gt;&lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/_sGloxkBgKSE/Sk3WVTZIq1I/AAAAAAAAAUw/lpST6f1KNjw/s1600-h/IMG_0096.JPG"&gt;&lt;img alt="" border="0" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5354171193484684114" src="http://1.bp.blogspot.com/_sGloxkBgKSE/Sk3WVTZIq1I/AAAAAAAAAUw/lpST6f1KNjw/s200/IMG_0096.JPG" style="float: left; height: 172px; margin: 0px 10px 10px 0px; width: 200px;" /&gt;&lt;/a&gt;La Volvo Ocean Race da oggi manca un po’ anche a noi che l’abbiamo seguita giorno per giorno con entusiasmo e non vediamo l’ora che questa grande avventura riparta per godere di nuove emozioni.&lt;a href="http://2.bp.blogspot.com/_sGloxkBgKSE/Sk3S1AbachI/AAAAAAAAAUI/3Og1LtqgGdE/s1600-h/IMG_0053.JPG"&gt;&lt;img alt="" border="0" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5354167340103266834" src="http://2.bp.blogspot.com/_sGloxkBgKSE/Sk3S1AbachI/AAAAAAAAAUI/3Og1LtqgGdE/s200/IMG_0053.JPG" style="float: right; height: 136px; margin: 0px 0px 10px 10px; width: 200px;" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Testo e foto di Maurizio Cristofolini&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3639349830657556530-4726961759199019417?l=gentlebreeze-smc.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</description><link>http://gentlebreeze-smc.blogspot.com/2009/07/san-pietroburgo-fine-di-una-grande.html</link><author>noreply@blogger.com (capitano)</author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/_sGloxkBgKSE/Sk3SjhJEMUI/AAAAAAAAAUA/EYvT5Bbn4S0/s72-c/IMG_0035.JPG' height='72' width='72'/></item><item><guid isPermaLink='false'>tag:blogger.com,1999:blog-3639349830657556530.post-6312395258103500982</guid><pubDate>Mon, 01 Nov 2010 08:38:00 +0000</pubDate><atom:updated>2010-11-24T09:58:32.533+01:00</atom:updated><title>La costa Licia</title><description>&lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/_boHVNyBIap4/SjSsQc_DXvI/AAAAAAAABOA/R7Fc7k_s2yA/s1600-h/barcaverdesilviapic.jpg" onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}"&gt;&lt;img alt="" border="0" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5347088056254160626" src="http://3.bp.blogspot.com/_boHVNyBIap4/SjSsQc_DXvI/AAAAAAAABOA/R7Fc7k_s2yA/s320/barcaverdesilviapic.jpg" style="cursor: pointer; float: left; height: 302px; margin: 0pt 10px 10px 0pt; width: 227px;" /&gt;&lt;/a&gt;di Maurizio Cristofolini&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Volendo fare una descrizione semplicistica della meteorologia di questa costa sud della Turchia possiamo dire che: se usciamo da Marmaris e andiamo a ponente entriamo nel Meltemi, mentre se andiamo verso levante rischiamo di entrare nell’afa più pesante con quasi totale assenza di vento. Ovviamente stiamo parlando dei mesi di luglio e agosto. In questo tratto di mare, verso est,  affronteremo un viaggio di tre settimane lungo la splendida costa Licia, a mio parere la parte più bella della Turchia “nautica”, dove le bellezze paesaggistiche si fondono a luoghi di grande interesse storico. Navigare in questo tratto di mare è decisamente un gran piacere ma sconsiglio di farlo nei mesi più caldi dell’anno. I periodi  migliori sono maggio-giugno e settembre-ottobre,  non solo per avere il cielo terso, un po’ di vento e l’aria frizzante ma anche per avere le baie deserte ed evitare le centinaia di caicchi che sfrecciano avanti e indietro lungo questa rotta da Marmaris a Finike.&lt;br /&gt;Prendiamo la barca a Gocek, un bel Sun Odissey 42 nuovo, appena varato, che ha dato, grazie anche alle vele nuo&lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/_boHVNyBIap4/SjSsXsfMRdI/AAAAAAAABOI/LsYKzVjEPjE/s1600-h/Gemile.jpg" onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}"&gt;&lt;img alt="" border="0" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5347088180674577874" src="http://1.bp.blogspot.com/_boHVNyBIap4/SjSsXsfMRdI/AAAAAAAABOI/LsYKzVjEPjE/s320/Gemile.jpg" style="cursor: pointer; float: right; height: 170px; margin: 0pt 0pt 10px 10px; width: 227px;" /&gt;&lt;/a&gt;vissime,  del filo da torcere a parecchi barconi ben più grandi. Dopo una giornata di relax, per ambientarci al clima e alla cucina locale, usciamo a cercare un po’ di fresco.  In questo golfo, il vento si presenta sempre verso le 11.00, ci fa divertire per un paio d’ore, a volte tre, e poi se ne va  costringendoci a smotorare. Prendiamo confidenza con queste acque passando un paio di giorni all’interno del golfo di Gocek , che è la parte ovest del golfo di Fethye, che per la vegetazione e l’acqua ferma sembra più un lago alpino. Una serie di promonto&lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/_boHVNyBIap4/SjSsmTZxfLI/AAAAAAAABOQ/_B84Wqthe1Q/s1600-h/baiaormeggio.jpg" onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}"&gt;&lt;img alt="" border="0" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5347088431639002290" src="http://1.bp.blogspot.com/_boHVNyBIap4/SjSsmTZxfLI/AAAAAAAABOQ/_B84Wqthe1Q/s320/baiaormeggio.jpg" style="cursor: pointer; float: left; height: 170px; margin: 0pt 10px 10px 0pt; width: 227px;" /&gt;&lt;/a&gt;ri scogli e isolotti proteggono queste acque dal moto ondoso e all’interno delle baiette la situazione è decisamente stabile. Buttiamo l’ancora tra gli isolotti chiamati Yassica per un primo bagno. Il posto è un po’ affollato ma merita una sosta. L’acqua bassa di un verde chiaro è calda e pulita. Va detto che, nonostante il traffico di imbarcazioni da diporto che girano da queste parti, l’acqua all’interno delle baie e molto pulita, merito di una politica di tutela dell’ambiente che la Turchia applica in modo severo. Tutte le barche sono dotate di serbatoi per le acque nere che si possono svuotare solo a tre miglia dalla costa e chi è impossibilitato può chiamare un numero verde: una piccola bettolina verrà all’ormeggio e, gratuitamente, si adopererà per le operazioni di spurgo.&lt;br /&gt;Wall Bay sarà il nostro primo ormeggio per la notte. Una banchina lunga una cinquantina di metri alla quale ci si accosta all’inglese, E' preferibile, ma non obbligatorio, cenare al ristorante. Avvisandoli il giorno prima i carnivori possono ordinare il capretto alla brace.  Ottima la cucina.&lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/_boHVNyBIap4/SjS9go8s6-I/AAAAAAAABPo/xD4PW-HeJuA/s1600-h/Capretto.jpg" onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}"&gt;&lt;img alt="" border="0" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5347107026041105378" src="http://1.bp.blogspot.com/_boHVNyBIap4/SjS9go8s6-I/AAAAAAAABPo/xD4PW-HeJuA/s320/Capretto.jpg" style="cursor: pointer; float: left; height: 240px; margin: 0pt 10px 10px 0pt; width: 320px;" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://2.bp.blogspot.com/_boHVNyBIap4/SjStPmQVFKI/AAAAAAAABOg/CwnmOoLzPDk/s1600-h/Fornopane.jpg" onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}"&gt;&lt;img alt="" border="0" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5347089141074302114" src="http://2.bp.blogspot.com/_boHVNyBIap4/SjStPmQVFKI/AAAAAAAABOg/CwnmOoLzPDk/s320/Fornopane.jpg" style="cursor: pointer; float: left; height: 170px; margin: 0pt 10px 10px 0pt; width: 227px;" /&gt;&lt;/a&gt;Alla mattina, fatti tutti i bagni che una buona vacanza esige, ce ne andiamo ad esplorare le altre calette in attesa che salga il vento. Kapi Creek offre un altro buon ormeggio con cucina a terra e la possibilità di farsi una bella passeggiata tra i boschi. Sarsala Bay con un bel pontile è un altro ottimo ristorante all’ombra dei pini. Boynuz Buku, al pontile o poco più in là, con ancora e cime a terra, offre una baia molto riparata dove lasciare la barca per fare una breve escursione fino alla cascata che dista soli  2,5 km all'interno.&lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/_boHVNyBIap4/SjSsyV_3SxI/AAAAAAAABOY/T4vDkMBlM2E/s1600-h/Ibrahim1.jpg" onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}"&gt;&lt;img alt="" border="0" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5347088638494067474" src="http://3.bp.blogspot.com/_boHVNyBIap4/SjSsyV_3SxI/AAAAAAAABOY/T4vDkMBlM2E/s320/Ibrahim1.jpg" style="cursor: pointer; float: right; height: 170px; margin: 0pt 0pt 10px 10px; width: 227px;" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;a href="http://4.bp.blogspot.com/_boHVNyBIap4/SjSvG1hOdiI/AAAAAAAABPI/mDAQvQ6DAic/s1600-h/Ibrahim2.jpg" onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}"&gt;&lt;img alt="" border="0" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5347091189576136226" src="http://4.bp.blogspot.com/_boHVNyBIap4/SjSvG1hOdiI/AAAAAAAABPI/mDAQvQ6DAic/s320/Ibrahim2.jpg" style="cursor: pointer; float: left; height: 170px; margin: 0pt 10px 10px 0pt; width: 227px;" /&gt;&lt;/a&gt; La curiosità del luogo è che, ovunque voi andiate, sarete sempre raggiunti da Ybrahim un simpatico ex-pescatore turco, sempre sorridente e per nulla invadente, che, a bordo della sua barca, visita di mattina presto gli yacht ormeggiati per offrire loro "fresco pane" fatto dalla moglie, miele e fichi.&lt;br /&gt;A proposito di miele dobbiamo parlare anche di chi lo produce (anche in un posto bello come questo non tutto è perfetto): le api. In alcuni punti della costa sono un vero incubo. La densità della loro presenza può variare da un anno all’altro. Ero già stato da queste parti qualche anno fa e la situazione era molto più vivibile. Per colazione si presentano sempre in gran numero e in preda a frenesia alimentare si infilano ovunque, ma se non si ha la sbadatezza di spalmarle sul pane insieme alla marmellata o di sedercisi sopra non risultano così terribili e ci si fa presto l’abitudine.&lt;br /&gt;&lt;a href="http://2.bp.blogspot.com/_boHVNyBIap4/SjS8VIaLDMI/AAAAAAAABPQ/-w1orEzKX0I/s1600-h/Eckincik.jpg" onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}"&gt;&lt;img alt="" border="0" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5347105728816155842" src="http://2.bp.blogspot.com/_boHVNyBIap4/SjS8VIaLDMI/AAAAAAAABPQ/-w1orEzKX0I/s320/Eckincik.jpg" style="cursor: pointer; float: left; height: 170px; margin: 0pt 10px 10px 0pt; width: 227px;" /&gt;&lt;/a&gt;Prima di iniziare la nostra navigazione verso Est facciamo un salto a Ekincik, 30 miglia ad ovest. Superiamo il Capo Kurtoglu, un po’ agitato da una fastidiosa onda incrociata, e proseguiamo a vela con una bella andatura di bolina.  Arriviamo verso il mezzogiorno e ormeggiamo all’Ekincik Marina Yacht Club.  Nascosta da un promontorio questa marina è un gioiello incastonato della falesia, piccolo, molto raccolto e lontano dal villaggio, gode di una tranquillità eccezionale. L’acqua profonda e pulitissima ci permette di fare il bagno anche dal molo. Alla mattina seguente ci facciamo venire a prendere da una barca della cooperativa che ci porta a visitare l’antica città di Kaunos. &lt;a href="http://4.bp.blogspot.com/_boHVNyBIap4/SjS8ipknZxI/AAAAAAAABPY/m--eeAyO4NU/s1600-h/Eckinc5.jpg" onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}"&gt;&lt;img alt="" border="0" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5347105961056626450" src="http://4.bp.blogspot.com/_boHVNyBIap4/SjS8ipknZxI/AAAAAAAABPY/m--eeAyO4NU/s320/Eckinc5.jpg" style="cursor: pointer; float: right; height: 240px; margin: 0pt 0pt 10px 10px; width: 320px;" /&gt;&lt;/a&gt;E’ un tour da non perdere assolutamente: si entra nella laguna attraverso un’apertura nella barra della spiaggia dove sfocia il delta del fiume. Non c’è fondo e un paio di volte restiamo insabbiati. Poi, per almeno mezz’ora, si risale fino all’antico porto navigando attraverso il suo intricato delta, un labirinto di canne. Dall’antico porto si possono ammirare le tombe Lycie  scolpite nella roccia della falesia ad una considerevole altezza, sono una meraviglia che lascia senza parole.&lt;a href="http://2.bp.blogspot.com/_boHVNyBIap4/SjS825lUcQI/AAAAAAAABPg/F0HMHVaYM7Q/s1600-h/Ekinctombe.jpg" onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}"&gt;&lt;img alt="" border="0" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5347106308951929090" src="http://2.bp.blogspot.com/_boHVNyBIap4/SjS825lUcQI/AAAAAAAABPg/F0HMHVaYM7Q/s320/Ekinctombe.jpg" style="cursor: pointer; float: left; height: 170px; margin: 0pt 10px 10px 0pt; width: 227px;" /&gt;&lt;/a&gt; Queste tombe risalgono al III sec. a.C. ed ognuna  rappresenta la facciata di una casa o di un tempio, decorate con colonne e bassorilievi a seconda del periodo in cui furono scavate, hanno ornato queste coste fino in epoca romana. Da qui, lasciata la barca, si raggiunge in pochi minuti l’anfiteatro posto sulla collina sovrastante dalla quale si domina tutto il delta, fino al mare.&lt;br /&gt;Con una tratta di 40 miglia ripercorriamo la rotta del giorno prima e  puntiamo sul Capo Dokukbasi.&lt;br /&gt;Attraversiamo il golfo di Fethye nella parte più bassa da capo a capo e andiamo ad ormeggiare con cime a terra dietro l’isola di Gemile, ora disabitata.  Tra il V e il IV sec d.C., l'isola era un importante punto di passaggio per i pellegrini che andavano via mare verso la Terrasanta. Questo spiega perché un’isola di soli 4 ettari avesse ben 4 chiese. Ad aumentare l’attrattiva di questo luogo si dice che qui sia vissuto San Nicola.&lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/_boHVNyBIap4/SjStkGnUr0I/AAAAAAAABOo/9dIPk1An2e0/s1600-h/Corridoio.jpg" onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}"&gt;&lt;img alt="" border="0" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5347089493358063426" src="http://3.bp.blogspot.com/_boHVNyBIap4/SjStkGnUr0I/AAAAAAAABOo/9dIPk1An2e0/s320/Corridoio.jpg" style="cursor: pointer; float: left; height: 170px; margin: 0pt 10px 10px 0pt; width: 227px;" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;Dalla barca l’isola non sembra così ricca ma solo dopo averla  visitata ci si renderà conto della preziosità e dell’importanza storica di questo sito archeologico. Attraversandola per la sua lunghezza si passerà attraverso innumerevoli impianti di edifici alcuni dei quali ancora perfettamente riconoscibili come case, chiese, magazzini e lunghissimi camminamenti sotto gallerie ancora ben conservate. Dopo aver goduto di una splendida alba dalla cima dell’isola salpiamo per Kalkan, altre 35 miglia oltre la costa dei “sette capi”. Eviteremo a malincuore la bellissima baia di Olu Deniz per il troppo affollamento.&lt;br /&gt;Una bella navigazione con mare calmo, un po’ a vela e un po’ a motore,  ci porta in 6 ore nella baia di Kalkan. Entriamo in porto per fare cambusa. &lt;a href="http://4.bp.blogspot.com/_boHVNyBIap4/SjS-SStIBFI/AAAAAAAABQI/yocCNfwSxNY/s1600-h/Kalekoy.jpg" onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}"&gt;&lt;img alt="" border="0" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5347107879063651410" src="http://4.bp.blogspot.com/_boHVNyBIap4/SjS-SStIBFI/AAAAAAAABQI/yocCNfwSxNY/s320/Kalekoy.jpg" style="cursor: pointer; float: left; height: 127px; margin: 0pt 10px 10px 0pt; width: 227px;" /&gt;&lt;/a&gt;La cittadina ha un centro delizioso e una gran vita si agita per le viuzze intorno al porticciolo: bellissimi i negozi di tappeti, di gioielli etnici, piccole pensioni con grandi bouganville, ristoranti per ogni gusto e barettini molto caratteristici per tirar tardi la sera. &lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/_boHVNyBIap4/SjSt_5f1z2I/AAAAAAAABO4/AkWS_zaC960/s1600-h/Ragazzi.jpg" onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}"&gt;&lt;img alt="" border="0" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5347089970873356130" src="http://3.bp.blogspot.com/_boHVNyBIap4/SjSt_5f1z2I/AAAAAAAABO4/AkWS_zaC960/s320/Ragazzi.jpg" style="cursor: pointer; float: left; height: 170px; margin: 0pt 10px 10px 0pt; width: 227px;" /&gt;&lt;/a&gt;Ma rimandiamo tutto alla tappa di ritorno perché il caldo è insopportabile e non si resiste. L’aria calda disidrata velocemente e ci porta a bere una quantità impressionante di liquidi. Fatto il pieno di tutto usciamo molto velocemente e andiamo a dare ancora nell’insenatura che si trova all'estremità ovest della baia. Da Kalkan è possibile organizzare un’escursione alle vicine Patara, Letoon e Xantos, anche queste importanti città  dell’antica Licia ricchissime di straordinari reperti storici, anfiteatri ellenici, romani  e mosaici bizantini. L’escursione si può fare in una giornata, partendo di buon mattino.&lt;br /&gt;&lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/_boHVNyBIap4/SjS-lSUpA2I/AAAAAAAABQQ/zQXwSRkVjq4/s1600-h/Kastel.jpg" onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}"&gt;&lt;img alt="" border="0" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5347108205378470754" src="http://1.bp.blogspot.com/_boHVNyBIap4/SjS-lSUpA2I/AAAAAAAABQQ/zQXwSRkVjq4/s320/Kastel.jpg" style="cursor: pointer; float: right; height: 127px; margin: 0pt 0pt 10px 10px; width: 227px;" /&gt;&lt;/a&gt;Sempre navigando verso oriente, a sole 8 miglia, troviamo Kastellorizo, Grecia.  L’ultima isola del Dodecanneso. Fin dall’ingresso nella rada che conduce al porto si ha la sensazione, condivisa da tutto l’equipaggio, che dopo molti giorni di Turchia (dove siamo stati benissimo sotto ogni punto di vista, dall’accoglienza, all’organizzazione, al cibo, alla bellezza dei luoghi) entrare nel grande porto naturale di Kastellorizo è come arrivare a casa.&lt;br /&gt;Purtroppo ci siamo fermati solo 2 giorni.  Volevamo godere tutto di questo luogo dove, anche se in verità non c’è molto da vedere, c’è molta atmosfera. Il proprietario del ristorante Lazarakis ci chiama da lontano e ci invita ad ormeggiare davanti alla sua taverna. Non importa se mangi da lui o no, però ha il piacere di accoglierti e raccontarti qualcosa della storia della sua isola. Non appena lanciate le cime e spento il motore l’equipaggio si disperde tra i mille vicoli del porto: chi a bere una Mithos sotto un bersò, chi a gustarsi un piatto  di pomodori e olive, chi uno yogurt col miele magari guardando la casa di Vassilissa che si riflette nell’acqua dall’altra parte del porto. Ci perdiamo in questa languida atmosfera molto mediterranea dove intorno a noi vediamo solo sguardi amici.&lt;br /&gt;Si riparte, ancora verso est, prossima meta Kekova. Quest’area di navigazione vale tutto il viaggio. Un’isola stretta e lunga chiud&lt;a href="http://4.bp.blogspot.com/_boHVNyBIap4/SjSuDxMCQNI/AAAAAAAABPA/_H817R143hE/s1600-h/Licie.jpg" onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}"&gt;&lt;img alt="" border="0" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5347090037362278610" src="http://4.bp.blogspot.com/_boHVNyBIap4/SjSuDxMCQNI/AAAAAAAABPA/_H817R143hE/s320/Licie.jpg" style="cursor: pointer; float: right; height: 170px; margin: 0pt 0pt 10px 10px; width: 227px;" /&gt;&lt;/a&gt;e un braccio di mare nel quale si nascondono isolotti, baie, insenature e piccoli villaggi, per la nautica è un’ambiente idilliaco che credo non abbia eguali in tutto il mediterraneo. Qui è possibile ormeggiare di fianco ai sarcofagi delle tombe Licie che spuntano dall’acqua, nuotare tra le rovine della città sommersa (sprofondata in seguito ad antichi terremoti) e mangiare sotto le mura di una fortezza. Bellissimo è il villaggio di Ucagiz, dove si può far acqua e cambusa, e dove le poche bancarelle del mercato sono ricche di frutta e verdura fresca grazie alle serre che, invisibili all’occhio del turista, sorgono numerose dietro le colline. Ucagiz è il posto perfetto per lasciare la barca in banchina e fare un’escursione a Myra.  La baia è talmente tranquilla che con un buon ancoraggio ci si può anche arrischiare di lasciarla in rada. Nei pressi del paese ci sono mediamente 4  metri  d’acqua con un fondo di fango, ottimo tenitore. Noi l’abbiamo lasciata nella baia dietro l’isola di Gokkaya, qualche miglio più a est, ma lì è meglio lasciare qualcuno a bordo.&lt;br /&gt;&lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/_boHVNyBIap4/SjS-3hoGCGI/AAAAAAAABQY/PLRqhTwM6zQ/s1600-h/kas.jpg" onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}"&gt;&lt;img alt="" border="0" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5347108518724241506" src="http://3.bp.blogspot.com/_boHVNyBIap4/SjS-3hoGCGI/AAAAAAAABQY/PLRqhTwM6zQ/s320/kas.jpg" style="cursor: pointer; float: left; height: 170px; margin: 0pt 10px 10px 0pt; width: 227px;" /&gt;&lt;/a&gt;Ancora più bello è il villaggio di Kale-Koy, con i suoi tappeti stesi o appesi lungo i viottoli. Chi volesse sfidare la calura può inerpicarsi lungo le viuzze che portano a Selchuk, la fortezza merlata, dalla cui sommità si domina un impressionante panorama su tutto l’arcipelago. Anche a Kale-Koy si ormeggia ai pontili dei ristoranti dove c’è acqua e corrente elettrica. Arriviamo a Gokkaya in tarda mattinata, sembra di essere fuori dal mondo: c’è solo una baracca sulla costa con un pescatore intento ai suoi lavori. Gli chiediamo come fare per andare a Myra, sapendo già che non c’è speranza e mai ci arriveremo.  Il tipo estrae un cellulare, compone il numero e urla in turco con qualcuno per un paio di minuti. Incredibile, ma dopo un quarto d’ora tutto era organizzato. Spunta da dietro l’isola un motoscafo a gran velocità, ci prende a bordo e ci trasferisce al porto di Andriake dove ci aspetta un pulmino con aria condizionata.&lt;br /&gt;&lt;a href="http://4.bp.blogspot.com/_boHVNyBIap4/SjS9wEKVsNI/AAAAAAAABPw/lAT6Is-nbwI/s1600-h/Myra.jpg" onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}"&gt;&lt;img alt="" border="0" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5347107291044098258" src="http://4.bp.blogspot.com/_boHVNyBIap4/SjS9wEKVsNI/AAAAAAAABPw/lAT6Is-nbwI/s320/Myra.jpg" style="cursor: pointer; float: left; height: 170px; margin: 0pt 10px 10px 0pt; width: 227px;" /&gt;&lt;/a&gt;Myra è uno spettacolare ed imponente sito archeologico con un teatro romano ben conservato, ricco di bassorilievi raffiguranti maschere teatrali. Enormi gallerie interne che circondano tutta la struttura danno accesso alle gradinate. In prossimità degli accessi si possono notare i nomi incisi nella pietra che indicano i proprietari dei posti a sedere. Il teatro è sovrastato da una serie di tombe del IV sec. a.C., che rappresentano facciate di case e di templi. Sono scavate nella montagna talmente vicine le une alle altre e così in gran numero da sembrare, se viste da lontano, una sorta di condominio. Splendidi sono anche i bassorilievi scolpiti a grandezza d’uomo  che rappresentano scene di vita familiare.&lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/_boHVNyBIap4/SjS98TbJAcI/AAAAAAAABP4/ID81YParMps/s1600-h/Myramaschere.jpg" onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}"&gt;&lt;img alt="" border="0" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5347107501299532226" src="http://1.bp.blogspot.com/_boHVNyBIap4/SjS98TbJAcI/AAAAAAAABP4/ID81YParMps/s320/Myramaschere.jpg" style="cursor: pointer; float: right; height: 127px; margin: 0pt 0pt 10px 10px; width: 227px;" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;Myra è stata anche la città di S. Nicola. Figlio di un ricco commerciante di Patara, Nicola divenne orfano di padre ereditando una grande fortuna che non esitò a dividere con i poveri. Si conoscono varie leggende su San Nicola (San Nicolaus, o Babbo Natale) che lo ricordano per la sua generosità, ma una in particolare è nota per una donazione da lui fatta gettando dell’oro da un camino per salvare dalla prostituzione le figlie di una famiglia in difficoltà. E' così che nacque la tradizione di depositare dei doni  nei pressi del camino, tradizione che si diffuse rapidamente nel resto del mondo che celebra il Natale.  &lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/_boHVNyBIap4/SjS-GRIfMlI/AAAAAAAABQA/k5fQLmcGt50/s1600-h/SNicola.jpg" onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}"&gt;&lt;img alt="" border="0" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5347107672483115602" src="http://3.bp.blogspot.com/_boHVNyBIap4/SjS-GRIfMlI/AAAAAAAABQA/k5fQLmcGt50/s320/SNicola.jpg" style="cursor: pointer; float: left; height: 302px; margin: 0pt 10px 10px 0pt; width: 227px;" /&gt;&lt;/a&gt;Bella è la piccola chiesa, almeno quello che resta dell’impianto originario dopo terremoti, restauri e distruzioni che hanno attraversato questi luoghi nei secoli dal 500 d. C. a i giorni nostri. Le spoglie di San Nicola, divenuto vescovo di Myra sono qui conservate. Considerato il patrono dei marinai, il suo sarcofago venne profanato nel 1087 da pirati baresi che asportarono parte dello scheletro del Santo per portarlo a Bari e farne il protettore della città.&lt;br /&gt;Al tramonto torniamo alla barca con gli stessi mezzi con i quali siamo venuti. Le numerose baiette dietro l’isola di Gokkaya sono uno spettacolo della natura. Una serie di passaggi tra scogli affioranti e isolotti danno un senso di tridimensionalità al paesaggio dove in ogni angolo c’è ormeggiata una barca che, nonostante la vicinanza, non disturba la privacy  nè il paesaggio.&lt;br /&gt;Questa è per noi l’ultima tappa. Da qui ritorniamo sulla nostra rotta verso Gocek. La prima sosta che faremo sulla via del ritorno è Kas, un bel porto con un altrettanto bel paese. Con le sue stradine alberate piene di vita e curiosità etniche ricorda molto Kalkan. Uscendo dalla baia di Kas passiamo ancora davanti a Kastellorizo ma stavolta  proseguiamo e ci fermiamo a Ro, in una splendida insenatura esposta a sud. Diamo ancora su un fondale di 6 metri in un bacino d’acqua di un turchese intenso. Qui si ricorda la storia di Despina Achladioti, famosa come la “Signora di Ro”,  che fuggita da Kastellorizo per i bombardamenti issò la bandiera greca su questa piccola isola tutti i giorni per 40 anni, dal ’43 fino alla sua morte, anche durante la guerra tra Grecia e Turchia.&lt;br /&gt;Il ritorno a Gocek sarà veloce, con solo 2 soste intermedie. Lasciamo la barca a Skopea Marina, uno dei tre marina di Gocek con una certa malinconia. La sensazione comune è che ci siamo lasciati sfuggire qualcosa da questo viaggio, che aveva tutti gli ingredienti per essere vissuto meglio. Qualcosa che non siamo riusciti a cogliere, forse non eravamo abbastanza preparati. Ma tutti siamo convinti di una cosa, che un po’ci consola: torneremo sicuramente.&lt;br /&gt;&lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/_boHVNyBIap4/SjSt5nQkHwI/AAAAAAAABOw/jyKXqzymI3k/s1600-h/Barcaristo.jpg" onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}"&gt;&lt;img alt="" border="0" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5347089862898228994" src="http://1.bp.blogspot.com/_boHVNyBIap4/SjSt5nQkHwI/AAAAAAAABOw/jyKXqzymI3k/s320/Barcaristo.jpg" style="cursor: pointer; float: right; height: 170px; margin: 0pt 0pt 10px 10px; width: 227px;" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3639349830657556530-6312395258103500982?l=gentlebreeze-smc.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</description><link>http://gentlebreeze-smc.blogspot.com/2009/06/la-costa-licia.html</link><author>noreply@blogger.com (S.Malosio)</author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://3.bp.blogspot.com/_boHVNyBIap4/SjSsQc_DXvI/AAAAAAAABOA/R7Fc7k_s2yA/s72-c/barcaverdesilviapic.jpg' height='72' width='72'/></item><item><guid isPermaLink='false'>tag:blogger.com,1999:blog-3639349830657556530.post-2470720693829180746</guid><pubDate>Mon, 01 Nov 2010 08:09:00 +0000</pubDate><atom:updated>2011-02-09T21:55:35.125+01:00</atom:updated><title>Rotta su Lepanto</title><description>&lt;span style="font-style: italic;"&gt;Un'avventura storica a bordo della goletta aurica Grand Bleu&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://2.bp.blogspot.com/_boHVNyBIap4/Se8K-MqkOcI/AAAAAAAABKY/60LQtAHtKQg/s1600-h/grandbleu.png" onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}"&gt;&lt;img alt="" border="0" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5327488947870513602" src="http://2.bp.blogspot.com/_boHVNyBIap4/Se8K-MqkOcI/AAAAAAAABKY/60LQtAHtKQg/s320/grandbleu.png" style="cursor: pointer; float: left; height: 156px; margin: 0pt 10px 10px 0pt; width: 320px;" /&gt;&lt;/a&gt;Lepanto, Nafpatkos in Grecia, fu teatro di una delle più famose battaglie navali della storia quando, nel 1571, la Lega Santa mosse guerra contro l'Impero Ottomano davanti all'imboccatura del golfo di Corinto per arrestarne l’avanzata nel Mediterraneo. Su appello di papa Pio V quasi 250 imbarcazioni furono inviate dalla Spagna, dalla Repubblica di Venezia, dai ducati di Savoia, Parma e Urbino, da Lucca e dal granducato di Toscana, dagli Estensi di Ferrara, dall'Ordine di Malta, dai Gonzaga di Mantova. Novità dell'epoca erano le sei galeazze veneziane armate a prua con uno sperone di ferro, i fianchi e la poppa rinforzati d'acciaio, e cannoni in grado di sparare in tutte le direzioni, delle vere e proprie corazzate dell'antichità.&lt;a href="http://2.bp.blogspot.com/_boHVNyBIap4/Se8QkRFfpyI/AAAAAAAABKw/I-VDgjmwD-8/s1600-h/galea.jpg" onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}"&gt;&lt;img alt="" border="0" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5327495099450369826" src="http://2.bp.blogspot.com/_boHVNyBIap4/Se8QkRFfpyI/AAAAAAAABKw/I-VDgjmwD-8/s320/galea.jpg" style="cursor: pointer; float: left; height: 221px; margin: 0pt 10px 10px 0pt; width: 320px;" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;Dopo più di quattro secoli, dallo storico Arsenale della Serenissima prende il mare una crociera storica che ripercorrerà tutte le tappe di avvicinamento della flotta veneta a Lepanto, toccando i domini veneziani su una sponda e l'altra dell'Adriatico e delle isole ioniche.&lt;br /&gt;Un'avventura filmata dalla coffa della goletta aurica “Grand Bleu”, nave ammiraglia della flotta dei Venturieri promotori della crociera, e da una barca appoggio. A bordo una vera e propria&lt;span style="font-weight: bold;"&gt; &lt;a href="http://albatrosfilm.it/"&gt;scuola di cinematografia&lt;/a&gt; &lt;/span&gt;in cui noti registi, sceneggiatori e direttori della fotografia faranno sperimentare agli studenti le fasi della realizzazione di un documentario per la televisione che andrà in onda in autunno.&lt;br /&gt;In quattro settimane, da fine luglio a fine agosto, visiteremo le Isole Incoronate, le Bocche di Cattaro, toccheremo Otranto e le Isole della Grecia Ionica. Sbarcheremo nei porti veneziani costruiti dalla Serenissima e visiteremo l’area marina teatro della battaglia che ricostruiremo in video con l’ausilio della grafica computerizzata.&lt;br /&gt;Ma non ci limiteremo a ripercorrere i luoghi e rievocare le cronache della battaglia. Grazie ai Venturieri, veri marinai di altri tempi, sperimenteremo i metodi di navigazione degli antichi Veneziani, le tecniche di marineria che resero grande la Serenissima nel Mediterraneo.&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: left;"&gt;&lt;a href="http://4.bp.blogspot.com/_boHVNyBIap4/Se8MTNySwgI/AAAAAAAABKg/SiScilvFE3w/s1600-h/ImgLepanto.jpg" onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}"&gt;&lt;img alt="" border="0" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5327490408460239362" src="http://4.bp.blogspot.com/_boHVNyBIap4/Se8MTNySwgI/AAAAAAAABKg/SiScilvFE3w/s320/ImgLepanto.jpg" style="cursor: pointer; float: right; height: 170px; margin: 0pt 0pt 10px 10px; width: 143px;" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;Il set del documentario sarà la goletta aurica “Grand Bleu”, progettata dall’architetto Carlo Sciarrelli, una splendida imbarcazione classica, che in trent’anni ha solcato tutto il Mediterraneo. Lunga oltre 24 metri con il bompresso, ha un dislocamento pesante, scafo in acciaio, due alberi con armo velico aurico (scooner) e motore Volvo Penta da 100 hp che le consentono di navigare in sicurezza con qualsiasi tempo. Sottocoperta, eleganti interni in mogano sono distribuiti in un ampio quadrato.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/_boHVNyBIap4/Se8NysVl5MI/AAAAAAAABKo/WnX8N0k6WNY/s1600-h/mappa_lepanto.jpg" onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}"&gt;&lt;img alt="" border="0" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5327492048748930242" src="http://1.bp.blogspot.com/_boHVNyBIap4/Se8NysVl5MI/AAAAAAAABKo/WnX8N0k6WNY/s320/mappa_lepanto.jpg" style="cursor: pointer; float: left; height: 183px; margin: 0pt 10px 10px 0pt; width: 320px;" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;a href="http://gentlebreeze-smc-media.blogspot.com/2009/04/stage-di-cinematografia-bordo.html"&gt;I dettagli dello stage&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Che siate sponsor o cineasti in erba, velisti avventurosi, viaggiatori della storia o turisti alternativi, se siete interessati a seguire quest'avventura o a parteciparvi scrivete a &lt;a href="mailto:gentlebreeze@smc-media.com"&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;gentlebreeze@smc-media.com&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Gruppo Facebook &lt;a href="http://www.facebook.com/topic.php?topic=8993&amp;amp;uid=29859126306#/group.php?gid=76396404557&amp;amp;ref=mf"&gt;Rotta su Lepanto&lt;/a&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3639349830657556530-2470720693829180746?l=gentlebreeze-smc.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</description><link>http://gentlebreeze-smc.blogspot.com/2009/04/rotta-su-lepanto.html</link><author>noreply@blogger.com (S.Malosio)</author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/_boHVNyBIap4/Se8K-MqkOcI/AAAAAAAABKY/60LQtAHtKQg/s72-c/grandbleu.png' height='72' width='72'/></item><item><guid isPermaLink='false'>tag:blogger.com,1999:blog-3639349830657556530.post-2614915877914827148</guid><pubDate>Mon, 01 Nov 2010 07:02:00 +0000</pubDate><atom:updated>2010-11-24T10:02:00.146+01:00</atom:updated><category domain='http://www.blogger.com/atom/ns#'>carte nautiche</category><title>Mari di carta</title><description>&lt;a href="http://bp3.blogger.com/_boHVNyBIap4/SA4NnTm-t2I/AAAAAAAAAKQ/nNnykI_hkeM/s1600-h/particolarerosa.jpg" onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}"&gt;&lt;img alt="" border="0" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5192102389334587234" src="http://bp3.blogger.com/_boHVNyBIap4/SA4NnTm-t2I/AAAAAAAAAKQ/nNnykI_hkeM/s200/particolarerosa.jpg" style="cursor: pointer; float: left; margin: 0pt 10px 10px 0pt;" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;span class="Nero"&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;&lt;span style="font-size: 85%;"&gt;di Silvia Malosio&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;Le carte nautiche antiche riportavano solo la latitudine e distanze approssimativ&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span class="Nero"&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;e da punti di riferimento a terra..&lt;/span&gt;. Come calcolare la propria posizione in mare aperto senza un confronto con la longitudine?&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span class="Nero"&gt;Mari di carta, di Giuseppe Fausto Macrì, racconta &lt;/span&gt;&lt;span class="Nero"&gt;di Domenico Vigliarolo un cartografo italiano alla corte del re di Spagna incaricato di tracciare percorsi verso luoghi mai visti ma di rilevanza strategica per il futuro del regno pi&lt;/span&gt;&lt;span class="Nero"&gt;ù esteso al mondo in quei tempi.&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span class="Nero"&gt;Le mappe erano tracciate sul dorso &lt;/span&gt;&lt;span class="Nero"&gt;conciato di pelli ovine che arrotolate su un bastone di legno per prevenirne le piegature risultavano essere molto resistenti e di facile trasporto. La caratteristica saliente di  queste mappe consisteva nel fatto che vi erano rappresentati i soli ter&lt;/span&gt;&lt;span class="Nero"&gt;ritori costieri con sorprendente precisione rispetto alle carte terrestri dello stesso periodo. Mentre la forma complessiva dei territori risulta molto deformata.  Lungo le linee&lt;/span&gt;&lt;span class="Nero"&gt; costiere venivano fittamente incisi i nomi delle località usando inchiostro rosso per quelle di  maggiore interesse e il nero per le altre che assolvevano a mera funzione di orientamento durante la navigazione sottocosta. L'Oceano Atlantico finiva spesso col risentire pesantemente  delle conoscenze molto approssimative sulla sua natura: a ovest delle isole inglesi figuravano spesso territori del tutto immaginari, come le isole di Brazilia, di Mom e di Antilia, mentre per lungo tempo a nord-ovest viene rappresentata l'inesistente Frislanda, originata dai resoconto di viaggio del capitano veneziano Nicolò Zen.&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size: 85%; font-style: italic;"&gt;(cliccare sull'immagine per ingrandirla) &lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;a href="http://bp0.blogger.com/_boHVNyBIap4/SA4Gnjm-tzI/AAAAAAAAAJ4/pCmBNCnS6yI/s1600-h/carta002.jpg" onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}"&gt;&lt;img alt="" border="0" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5192094697048160050" src="http://bp0.blogger.com/_boHVNyBIap4/SA4Gnjm-tzI/AAAAAAAAAJ4/pCmBNCnS6yI/s320/carta002.jpg" style="cursor: pointer; float: left; margin: 0pt 10px 10px 0pt;" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;span class="Nero"&gt;Il &lt;/span&gt;&lt;span class="Nero"&gt;disegno era poi completato da un reticolo di rette c&lt;/span&gt;&lt;span class="Nero"&gt;he dipartendosi da punti scelti anche in  maniera casuale seguivano una inclinazione reciproca ben precisa in modo da formare una serie di rombi.  Il reticolo era ottenuto infatti partendo dal tracciamento delle linee che rappresentavano i quattro venti &lt;/span&gt;&lt;span class="Nero"&gt;principali per la navigazione coincidenti con i quattro punti cardinali, via via individuando le direzioni intermedie. Ne risultava un reticolo con distanze angolari costanti che consentivano orientamenti precisi verso qualunque direzione (punti di intersezione multipla). Non vi era infatti rappresentazione delle longitudini ma vi era solo un&lt;/span&gt;&lt;span class="Nero"&gt;a barra verticale di gradazione delle latitudini e una scala (approssimativa) delle distanze.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span class="Nero"&gt;Questo costituiva un problema di non poco conto per le continue perdite di bastimenti, tanto che si istituivano premi in denaro per colui che fosse pervenuto a risolvere il problema.  Ma solo nel 1759, dopo oltre due secoli e infinite navi perdute,  il cronometro inventato da tal John Harrison consentì un approccio risolutivo all'annosa questione.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;a href="http://bp0.blogger.com/_boHVNyBIap4/SA4H6jm-t0I/AAAAAAAAAKA/gD8tArOZHqI/s1600-h/carta006.jpg" onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}"&gt;&lt;img alt="" border="0" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5192096122977302338" src="http://bp0.blogger.com/_boHVNyBIap4/SA4H6jm-t0I/AAAAAAAAAKA/gD8tArOZHqI/s200/carta006.jpg" style="cursor: pointer; display: block; margin: 0px auto 10px; text-align: center;" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;span class="Nero"&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;&lt;span style="font-size: 85%;"&gt;(cliccare sull'immagine per ingrandirla)&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span class="Nero"&gt;Già dalla fine del XIII secolo le carte nautiche avevano cominciato ad assolvere funzioni diverse da quelle per le quali erano state concepite , unendo al "rigore" scientifico  un gu&lt;/span&gt;&lt;span class="Nero"&gt;sto scenografico che consentì loro di divenire quei documenti di straordinaria bellezza  giunti sino a noi.&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;span class="Nero"&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;a href="http://bp1.blogger.com/_boHVNyBIap4/SA4OVzm-t4I/AAAAAAAAAKc/aHhqXgw69mI/s1600-h/carta005.jpg" onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}"&gt;&lt;img alt="" border="0" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5192103188198504322" src="http://bp1.blogger.com/_boHVNyBIap4/SA4OVzm-t4I/AAAAAAAAAKc/aHhqXgw69mI/s320/carta005.jpg" style="cursor: pointer; float: left; margin: 0pt 10px 10px 0pt;" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;span class="Nero"&gt;La qualità editoriale di Mari di Carta mette in evidenza gli elementi pittorici più caratteristici ma anche le tecniche di tracciamento delle rotte dei navigatori che queste carte si portavano appresso: le rose dei venti accanto alle raffigurazioni delle città di riferimento disegnate con le caratteristiche dei loro skyline, come in un portolano, le distanze tra i porti e le immagini delle navi tipiche di quei mari; i confini territoriali e la raffigurazione dei regnanti di quegli Stati nelle fogge tipiche.  Uno spunto antico per i moderni produttori di carte per GPS?&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span class="Nero" style="font-size: 85%;"&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;(cliccare sull'immagine per ingrandirla)&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;i&gt;&lt;span class="Nero"&gt;Mari di Carta è edito da Rubbettino Editore.  Le immagini qui riprodotte  sono ©Rubettino Editore&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3639349830657556530-2614915877914827148?l=gentlebreeze-smc.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</description><link>http://gentlebreeze-smc.blogspot.com/2008/04/mari-di-carta.html</link><author>noreply@blogger.com (S.Malosio)</author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://bp3.blogger.com/_boHVNyBIap4/SA4NnTm-t2I/AAAAAAAAAKQ/nNnykI_hkeM/s72-c/particolarerosa.jpg' height='72' width='72'/></item><item><guid isPermaLink='false'>tag:blogger.com,1999:blog-3639349830657556530.post-5845288631646553357</guid><pubDate>Thu, 21 Oct 2010 16:09:00 +0000</pubDate><atom:updated>2010-10-24T14:55:20.735+02:00</atom:updated><title>Noi crediamo ancora al paradiso....</title><description>&lt;span style="color: #33cc00;"&gt;GUADALUPA&lt;/span&gt;&lt;span style="color: #ffcc00;"&gt; - &lt;/span&gt;&lt;span style="color: #cc0000;"&gt;ANTIGUA&lt;/span&gt;&lt;span style="color: #3366ff;"&gt; - BARBUDA&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;a href="http://2.bp.blogspot.com/_sGloxkBgKSE/TMBmUrtt1sI/AAAAAAAAAaA/XEp8YZSuwgo/s1600/IMG_0094.JPG"&gt;&lt;img alt="" border="0" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5530532847928858306" src="http://2.bp.blogspot.com/_sGloxkBgKSE/TMBmUrtt1sI/AAAAAAAAAaA/XEp8YZSuwgo/s320/IMG_0094.JPG" style="height: 187px; width: 320px;" /&gt;&lt;/a&gt; &lt;a href="http://4.bp.blogspot.com/_sGloxkBgKSE/TMBmLo2frHI/AAAAAAAAAZ4/AbJeS7nwMig/s1600/Antigua+048.jpg"&gt;&lt;img alt="" border="0" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5530532692541549682" src="http://4.bp.blogspot.com/_sGloxkBgKSE/TMBmLo2frHI/AAAAAAAAAZ4/AbJeS7nwMig/s320/Antigua+048.jpg" style="height: 192px; width: 320px;" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;a href="http://www.blogger.com/goog_720853136" name="OLE_LINK1"&gt;&lt;b&gt;16&lt;/b&gt;° latitudine Nord, &lt;/a&gt;&lt;a href="http://maps.google.it/maps?f=q&amp;amp;source=s_q&amp;amp;hl=it&amp;amp;geocode=&amp;amp;q=Antigua,+Antigua+e+Barbuda&amp;amp;sll=41.442726,12.392578&amp;amp;sspn=13.696554,28.256836&amp;amp;ie=UTF8&amp;amp;hq=&amp;amp;hnear=Antigua,+Antigua+e+Barbuda&amp;amp;ll=16.799282,-61.02356&amp;amp;spn=2.187512,3.532104&amp;amp;z=8"&gt;&lt;b&gt;63&lt;/b&gt;° longitudine Ovest&lt;/a&gt;, sono i numeri perfetti: destinazione Guadalupa. &lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;Dove il blu del cielo si confonde con l’acqua del mare dei Carabi, sorge la Guadalupa e le sue isole, ricche di storia e tradizioni, antiche fortezze, distillerie, mulini a vento nelle piantagioni di canna da zucchero, mercati e beguine, la musica tipica dei creoli risuona nelle spiagge.&lt;br /&gt;Piacere per gli occhi, piacere per la mente, l’arcipelago della Guadalupa, per buona parte ricoperto dalla foresta pluviale, è accarezzato dal mare delle Piccole Antille, cullato dai venti Alisei e riscaldato da un sole garantito tutto l’anno, a Capodanno più che mai. Un luogo benedetto dagli dei.&lt;br /&gt;&lt;a href="http://4.bp.blogspot.com/_sGloxkBgKSE/TMBmn12S_lI/AAAAAAAAAaQ/9ybgESVNiOQ/s1600/IMG_0286.JPG"&gt;&lt;img alt="" border="0" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5530533177066716754" src="http://4.bp.blogspot.com/_sGloxkBgKSE/TMBmn12S_lI/AAAAAAAAAaQ/9ybgESVNiOQ/s320/IMG_0286.JPG" style="height: 320px; width: 270px;" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;Distendersi su una spiaggia di sabbia calda nel bel mezzo del nostro gelido inverno, è un piacere ... &lt;i&gt;devastante&lt;/i&gt;. Devastante perché prima o poi bisognerà ritornare alla realtà …. ma restiamo con i piedi nell’acqua.&amp;nbsp; E se dopo esserci goduti questo angolo di paradiso non fossimo ancor paghi, potremo sempre partire alla volta di Antigua, gioiello delle Piccole Antille, dolcemente sospinti dagli Alisei a bordo di un nuovissimo catamarano Lagoon 400.&amp;nbsp; Attraverseremo il canale che separa le due grandi isole a vele spiegate verso l'orizzonte fino ad approdare nell’isola che conta ben 365 spiagge: Antigua, le cui coste frastagliate offrono un’ormeggio diverso per ogni giorno dell’anno, più di 30 baie da scoprire, una dozzina di isolotti da esplorare, senza rinunciare ai pittoreschi villaggi incastonati in fondo a baie tranquille o agli ancoraggi davanti a piccole cittadine in stile Georgiano dove sorseggiare dolci cocktail a base di frutta e rhum in accompagnamento a enormi aragoste alla brace.&amp;nbsp; A coloro che si annoiano di tanta purezza Antigua mostra anche il tradizionale carattere delle Indie occidentali, dove la musica è praticamente onnipresente. Le notti di Saint John risuonano delle allegre e travolgenti note del reggae e del calypso suonate dalle &lt;i&gt;steel band &lt;/i&gt;su bidoni di petrolio trasformati ad arti in strumenti dalle sonorità complesse. &lt;a href="http://4.bp.blogspot.com/_sGloxkBgKSE/TMBoPwmCClI/AAAAAAAAAag/Q-TyCxSNuao/s1600/IMG_0083.JPG"&gt;&lt;img alt="" border="0" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5530534962362714706" src="http://4.bp.blogspot.com/_sGloxkBgKSE/TMBoPwmCClI/AAAAAAAAAag/Q-TyCxSNuao/s320/IMG_0083.JPG" style="float: right; height: 240px; margin: 0px 0px 10px 10px; width: 320px;" /&gt;&lt;/a&gt; &lt;a href="http://2.bp.blogspot.com/_sGloxkBgKSE/TMFflZENkrI/AAAAAAAAAao/OwWAxcw9xJE/s1600/LAGOON400%5B1%5D.jpg"&gt;&lt;img alt="" border="0" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5530806913376031410" src="http://2.bp.blogspot.com/_sGloxkBgKSE/TMFflZENkrI/AAAAAAAAAao/OwWAxcw9xJE/s320/LAGOON400%5B1%5D.jpg" style="float: left; height: 205px; margin: 0px 10px 10px 0px; width: 320px;" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Ma, per non farci mancare nulla, perchè non buttare un occhio a Barbuda.&amp;nbsp; Distante poche miglia da Antigua, basta un tranquillo pomeriggio di vela verso nord per arrivare all’isola dove sorge la spiaggia corallina più lunga dei Carabi. Da Palmetto Point partono 12 miglia (24 kilometri!) di spiaggia corallina, bianca, accecante. Una volta sbarcati su questa lingua di sabbia la attraverseremo trasportando il tender a mano e lo ributteremo nella laguna per andare ad esplorare, sull’altro lato, l’interno dell’isola. Una pace irreale domina questa piccola parte di mondo, dove il lento moto è interrotto solo dal canto delle “fregate”, delle quali Barbuda vanta la colonia più ricca di tutti i Carabi. Barbuda, meno mondana di Antigua, ma non per questo meno affascinante, Barbuda l’isola dalle acque cristalline e dalle sfumature verde smeraldo, richiama appassionati di snorkelling da tutto il mondo, attratti dalla varietà di formazioni coralline delle acque che la lambiscono.&lt;br /&gt;Se siete certi di reggere a uno sconvolgimento dei sensi, scrivete per avere informazioni a: &lt;a href="http://2.bp.blogspot.com/_sGloxkBgKSE/TMBmeRtC7JI/AAAAAAAAAaI/YIuWxIYFi7c/s1600/IMG_0314.JPG"&gt;&lt;img alt="" border="0" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5530533012745415826" src="http://2.bp.blogspot.com/_sGloxkBgKSE/TMBmeRtC7JI/AAAAAAAAAaI/YIuWxIYFi7c/s320/IMG_0314.JPG" style="height: 320px; width: 230px;" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;Timone s.a.s. affiliata Arcadelphiviaggi&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Tel. 0249502074 – 3290838014 20123 &lt;/div&gt;&lt;div&gt;Milano - via Panzeri,11&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;a href="mailto:info@timonecharter.it" title="blocked::mailto:info@timonecharter.itmailto:info@timonecharter.it"&gt;info@timonecharter.it&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;a href="http://4.bp.blogspot.com/_sGloxkBgKSE/TMBmw3F68aI/AAAAAAAAAaY/PSlaeoef20c/s1600/IMG_0493.JPG"&gt;&lt;img alt="" border="0" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5530533332019507618" src="http://4.bp.blogspot.com/_sGloxkBgKSE/TMBmw3F68aI/AAAAAAAAAaY/PSlaeoef20c/s320/IMG_0493.JPG" style="height: 228px; width: 502px;" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3639349830657556530-5845288631646553357?l=gentlebreeze-smc.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</description><link>http://gentlebreeze-smc.blogspot.com/2010/10/noi-crediamo-ancora-al-paradiso.html</link><author>noreply@blogger.com (capitano)</author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/_sGloxkBgKSE/TMBmUrtt1sI/AAAAAAAAAaA/XEp8YZSuwgo/s72-c/IMG_0094.JPG' height='72' width='72'/></item><item><guid isPermaLink='false'>tag:blogger.com,1999:blog-3639349830657556530.post-7634296856892929547</guid><pubDate>Mon, 11 Oct 2010 21:17:00 +0000</pubDate><atom:updated>2011-02-09T21:56:52.122+01:00</atom:updated><category domain='http://www.blogger.com/atom/ns#'>rolex</category><category domain='http://www.blogger.com/atom/ns#'>Mylius</category><category domain='http://www.blogger.com/atom/ns#'>Pianeta Mare</category><category domain='http://www.blogger.com/atom/ns#'>Capri</category><title>Rolex Capri Sailing Week</title><description>&lt;img alt="" border="0" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5481642259367163666" src="http://1.bp.blogspot.com/_sGloxkBgKSE/TBK0l4dZdxI/AAAAAAAAAXw/i_GZIBafxPU/s320/panoramacapri.jpg" style="float: left; height: 288px; margin: 0px 10px 10px 0px; width: 320px;" /&gt; &lt;br /&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: Arial,serif;"&gt;Chiusa la 6° Edizione&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;Capri non tradisce mai! Nonostante l'afflusso esagerato di turisti da tutto il mondo, giapponesi in testa, che sbarcano a frotte dai traghetti seguendo un fantomatico ombrellino che spunta dalla distesa di teste, Capri è un inesauribile fucina di attività, non si capisce come i capresi abbiano la forza di essere sempre gentili, ospitali e sorridenti con tutti. Per capirlo forse basta andare in "pellegrinaggio" sul monte Solaro e godere di uno dei più bei panorami del mondo: Ischia, il Golfo di Napoli, il Vesuvio, Sorrento, Punta Campanella, gli scogli de Li Galli, e subito sotto i nostri piedi Marina Piccola e i Faraglioni, il tutto ammirato da una falesia alta ripida, e... bella da togliere il fiato, è meraviglioso, ecco come si fa per per essere in pace con l'Universo. &lt;br /&gt;Intanto, nel frenetico porto turistico di Marina Grande uno straordinario appuntamento con la vela internazionale sta per compiersi.&lt;br /&gt;Purtroppo sabato 29 maggio , dopo 3 giornate entusiasmanti, la totale assenza di vento ha inchiodato a terra tutti gli &lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: Georgia,serif;"&gt;&lt;span style="font-family: Arial;"&gt;equipaggi proprio nella giornata finale dove qualcuno avebbe voluto sovvertire la classifica con un ultimo colpo di coda. La sesta edizione della prestigiosa regata organizzata dallo Yacht Club Capri si chiude quindi con i risultati della terza giornata di regate con 8 prove disputate tra gli X41, 6 prove per i Mini Maxi, e 7 per Comet e Mylius. Molto contenti della serie tutti i partecipanti, anche se tra gli X41 rimane l’amaro in bocca per Alberto Signorini che al timone di &lt;i&gt;WB Five &lt;/i&gt;chiude al secondo posto, paripunti con il vincitore &lt;i&gt;Raffica,&lt;/i&gt; di Pasquale Orofino.&lt;img alt="" border="0" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5481642733851631506" src="http://2.bp.blogspot.com/_sGloxkBgKSE/TBK1BgDT35I/AAAAAAAAAX4/RXGBkGx8rBQ/s320/premiaz.jpg" style="float: left; height: 213px; margin: 0px 10px 10px 0px; width: 320px;" /&gt; &lt;img alt="" border="0" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5481643916281739234" src="http://1.bp.blogspot.com/_sGloxkBgKSE/TBK2GU8nd-I/AAAAAAAAAYQ/qvAbWSoGx_0/s320/barcapanorama" style="float: left; height: 213px; margin: 0px 10px 10px 0px; width: 320px;" /&gt; &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: Georgia,serif;"&gt;&lt;span style="font-family: Arial;"&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;&lt;span style="font-family: Arial;"&gt;Mentre tra i Comet Alessandro Nespega su &lt;i&gt;Fral2&lt;/i&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-family: Arial;"&gt; vince di nuovo la serie, dopo averla già vinta lo scorso anno, con soli 2 punti di distacco da &lt;i&gt;Libertine&lt;/i&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-family: Arial;"&gt; timonata da Marco Franco. Più definita la situazione tra i Mini Maxi dove Francesco De Angelis su &lt;i&gt;Alegre&lt;/i&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-family: Arial;"&gt; nel ruolo di tattico, porta a casa 6 vittorie su 6 prove lasciando ben poche possibilità di rimonta a &lt;i&gt;Jetou&lt;/i&gt; di Peter Ogden. &lt;/span&gt;In queste giornate di fine maggio, con una meteo piuttosto avara in termini di sole e vento, abbiamo visto i 22 scafi partecipanti alla Rolex Capri Sailing Week mollare gli ormeggi dal Porto Turistico di Capri al tradizionale suono della Tarantella di Rossini per raggiungere la linea di partenza per le regate a bastone nel campo di regata posizionato tra Capri e Punta Campanella. Molto scenografico anche il percorso per i Comet e i Mylius che nella terza giornata sono partiti davanti al Porto Turistico di Capri, hanno doppiato Capo Tibero per dirigersi fino a Faraglioni, quindi ritornare al punto di partenza.&lt;/div&gt;&lt;img alt="" border="0" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5481643422886487538" src="http://4.bp.blogspot.com/_sGloxkBgKSE/TBK1pm6BZfI/AAAAAAAAAYA/Dnl-Hv5KCMs/s320/alegre.jpg" style="float: right; height: 220px; margin: 0px 0px 10px 10px; width: 320px;" /&gt; &lt;img alt="" border="0" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5481641720947993778" src="http://3.bp.blogspot.com/_sGloxkBgKSE/TBK0GisQ7LI/AAAAAAAAAXg/0I5cZnwSEyw/s320/incrociobarche" style="float: left; height: 213px; margin: 0px 10px 10px 0px; width: 320px;" /&gt; &lt;div class="MsoNormal"&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ben saldo al primo posto domina la classifica tra i Mylius &lt;i&gt;FràDiavolo&lt;/i&gt; Vincenzo Addessi, presidente dello Yacht Club Gaeta, con Paolo Scutellaro alla tattica, nonostante l'impacciata ma simpatica presenza di Tessa Gelisio e della sua troupe di Pianeta Mare, in 7 prove è riuscito ad avere 8 punti di vantaggio su &lt;i&gt;Pithecusa&lt;/i&gt; di Vincenzo De Blasio che vedeva un talentuoso Vittorio Landolfi alla tattica. Soltanto nella breve costiera Vincenzo Addessi, già detentore del titolo di Campione Italiano Classe Crociera 2009, ha lasciato il primo posto a &lt;i&gt;Twin Soul&lt;/i&gt; di Luciano Gandini. Anche in questo gruppo abbiamo assistito ad una lotta serratissima. Tutti gli armatori dei Mylius si sono rivelati grandi amici in banchina ma grandi rivali in acqua che nulla perdonano all'avversario.&lt;br /&gt;Chiudendo questa sesta edizione della Rolex Capri Sailing Week, Massimo Massaccesi, presidente dello Yacht Club Capri ha annunciato il nuovo format della settimana velica di maggio con la creazione di un evento internazionale: 'Rolex Volcanoes’ Maxi Race. Questa regata è prevista dal 24 al 28 maggio 2011 e avrà come protagonisti i Maxi Yacht sulla rotta Gaeta – Ponza- Capri – Stromboli – Vulcano – Alicudi - Capri per un totale di 400 miglia circa. La regata verrà organizzata dall’ International Maxi Association (IMA) con la collaborazione dello Yacht Club Gaeta e dello Yacht Club Capri e avrà Rolex come title sponsor. La tradizionale Rolex Capri Sailing Week si terrà quindi nell'ambito di questa 'lunga'.&lt;br /&gt;La consueta ospitale e festosa accoglienza dell'isola azzurra farà da cornice ideale per la premiazione finale degli equipaggi di entrambe le regate.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;RCSW _ Classifica finale &lt;b&gt;Mini Maxi &lt;/b&gt;&lt;span style="font-family: Arial;"&gt;1. Alegre (GBR) p.4; 2. Jethou (GBR) p.9; 3. Aegir (GBR) p.13&lt;br /&gt;&lt;b&gt;X41&lt;/b&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-family: Arial;"&gt; 1. Raffica (ITA) p.18 ; 2.WB Five (ITA) p.18; 3 Malafemmena (ITA) p.25&lt;br /&gt;&lt;b&gt;Comet&lt;/b&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-family: Arial;"&gt; 1. Fral2 (ITA) p.12 2. Libertine (ITA) p.14 ;3.I.Nova (ITA) p. 24&lt;br /&gt;&lt;b&gt;Mylius 14E55&lt;/b&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-family: Arial;"&gt; 1. Frà Diavolo ( ITA) p.10 ; 2. Pithecusa (ITA) p.18 ; 3 Twin Soul (ITA)&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;&lt;span style="color: #034a31; font-family: Arial;"&gt;&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;&lt;span style="font-family: Arial;"&gt;Foto di M. Cristofolini &lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3639349830657556530-7634296856892929547?l=gentlebreeze-smc.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</description><link>http://gentlebreeze-smc.blogspot.com/2010/06/rolex-capri-sailing-week.html</link><author>noreply@blogger.com (capitano)</author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/_sGloxkBgKSE/TBK0l4dZdxI/AAAAAAAAAXw/i_GZIBafxPU/s72-c/panoramacapri.jpg' height='72' width='72'/></item><item><guid isPermaLink='false'>tag:blogger.com,1999:blog-3639349830657556530.post-6640413231545453437</guid><pubDate>Wed, 25 Nov 2009 21:26:00 +0000</pubDate><atom:updated>2009-11-25T22:34:24.592+01:00</atom:updated><title>Venite con noi?</title><description>&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/_boHVNyBIap4/Sw2iAjnx4zI/AAAAAAAABXo/mN3YI_oj9Os/s1600/2ormeggio+mayreau.JPG" imageanchor="1" style="clear: left; float: left; margin-bottom: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" src="http://3.bp.blogspot.com/_boHVNyBIap4/Sw2iAjnx4zI/AAAAAAAABXo/mN3YI_oj9Os/s320/2ormeggio+mayreau.JPG" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;Per chi ama il mare, il vento e la vela e per tutti coloro che vogliono regalarsi momenti unici e indimenticabili, le Grenadine&amp;nbsp; sono la destinazione privilegiata in uno dei più bei mari del mondo.&lt;br /&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;Spezzare il gelido inverno con una crociera a vela nel mar dei Caraibi potrebbe diventare anche per voi una scelta felice che indurrà a chiedervi 'ma perchè non l'ho fatto prima'?.&amp;nbsp; Chi non se lo chiede più, come noi, ha già prenotato l'imbarco su un lussuoso Sun Odissey 54 (ancora alcuni posti disponibili) con partenza dall'isola di Martinica e arrivo nelle Grenadine dove trascorrere un capodanno insolito. Questa zona delle isole Winward&amp;nbsp; è&amp;nbsp; una zona spettacolare in cui navigare. Offre venti tesi per una navigazione a vista veloce tra un’isola e l’altra. Preparatevi a grandi surfate sulle onde, barettini sulle spiagge con musica reggae, pina colada e&amp;nbsp; rum invecchiato, nell’aria profumo di lime, cannella e noce moscata, pesce fresco preso alla traina e aragoste come se piovesse. &lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;&lt;a href="http://4.bp.blogspot.com/_boHVNyBIap4/Sw2eDekHmRI/AAAAAAAABXQ/39i1PbqBYTo/s1600/SunOdyssey54ds_g.jpg" imageanchor="1" style="clear: left; float: left; margin-bottom: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" src="http://4.bp.blogspot.com/_boHVNyBIap4/Sw2eDekHmRI/AAAAAAAABXQ/39i1PbqBYTo/s320/SunOdyssey54ds_g.jpg" /&gt;&lt;/a&gt;Si salpa il 27 dicembre da &lt;b&gt;Le Marin,&lt;/b&gt;&lt;span style="font-weight: normal;"&gt; una delle più belle baie della &lt;/span&gt;&lt;b&gt;Martinica,&lt;/b&gt;&lt;span style="font-weight: normal;"&gt; un bagno davanti allo splendido villaggio di Sainte Anne e poi via per una veleggiata&amp;nbsp; verso l'isola di St. Lucia, un gioiello delle Piccole Antille, un luogo montagnoso coperto da foresta pluviale adatto agli amanti della natura. Ormeggeremo per la notte ai Pitoni, un parco marino dominato da 2 impressionanti&amp;nbsp; picchi che partono verticali dal mare per un’altezza di 800 metri.&amp;nbsp; E poi St Vincent, l’ultima delle isole montuose ricoperta da fragranti piante di spezie e rari fiori tropicali, l'inquietante set del film “I Pirati dei Carabi” con Johnny Depp. &lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;Ma già lasciamo alle nostre spalle queste isole vulcaniche attratti inevitabilmente dal richiamo dei colori, della musica, e del mare tranquillo delle isole più piccole della zona corallina davanti a noi. &amp;nbsp;Con brevi spostamenti di 2 o 3 miglia al giorno scopriremo spiagge tanto incredibili da sembrare disegnate da artisti scenografi. &lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;&lt;a href="http://2.bp.blogspot.com/_boHVNyBIap4/Sw2emwPn89I/AAAAAAAABXY/CCtB73IwUik/s1600/P1020279+HDR+bis.jpg" imageanchor="1" style="clear: left; float: left; margin-bottom: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" src="http://2.bp.blogspot.com/_boHVNyBIap4/Sw2emwPn89I/AAAAAAAABXY/CCtB73IwUik/s320/P1020279+HDR+bis.jpg" /&gt;&lt;/a&gt;A &lt;b&gt;Mayreau&lt;/b&gt;&lt;span style="font-weight: normal;"&gt; &amp;nbsp;si arriva spinti dall’Aliseo e navigando sulla costa Nord Occidentale dell'isola si arriva a Salt Whistle Bay, una piscina naturale di&amp;nbsp; acqua turchese circondata da una corolla di palme sulla spiaggia e sovrastata da un piccolo villaggio in cima alla collina con una chiesetta da dove ammirare uno dei paesaggi a 360° più belli dei Caraibi.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;E l'atmosfera di &lt;b&gt;Bequia?&lt;/b&gt;&lt;span style="font-weight: normal;"&gt; Non c’è navigatore al mondo che, passando per questi mari, non faccia tappa qui. Su&amp;nbsp; questa piccola baia, quasi a pelo d'acqua, si raccolgono le tipiche abitazioni caraibiche, i bar e i ristorantini sulla sabbia. Qui si sente il cuore dei Carabi. &lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;&lt;a href="http://2.bp.blogspot.com/_boHVNyBIap4/Sw2d1cOZgBI/AAAAAAAABXI/shW7DYQ2uLU/s1600/P1020287+bis.JPG" imageanchor="1" style="clear: left; float: left; margin-bottom: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" src="http://2.bp.blogspot.com/_boHVNyBIap4/Sw2d1cOZgBI/AAAAAAAABXI/shW7DYQ2uLU/s320/P1020287+bis.JPG" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;b&gt;Mustique&lt;/b&gt;&lt;span style="font-weight: normal;"&gt;, “l’isola dei Vip” offre scenari floreali rigogliosi che nascondono architetture lussuose. E' d’obbligo un aperitivo da Basil’s, rinomato ritrovo costruito sulle palafitte.&lt;br /&gt;Ma il più spettacolare ancoraggio di questo itinerario è &lt;/span&gt;&lt;b&gt;Tobago Cays,&lt;/b&gt;&lt;span style="font-weight: normal;"&gt; uno dei luoghi più affascinanti al mondo, con i suoi isolotti bassi e le piccole baie circondate dalla barriera corallina. &amp;nbsp;Un ottimo fondale da snorkelling, essendo un parco marino protetto, soprattutto sul versante di Petit Tabac, più piccola, e su Jamesby dove&amp;nbsp; vivono le iguana. &lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;A&lt;b&gt; Union&lt;/b&gt;&lt;span style="font-weight: normal;"&gt;, sceglieremo di uscire dalle rotte battute dai turisti e butteremo l’ancora a Chatham Bay, &amp;nbsp;davanti ad una spiaggia di 2 km assolutamente deserta, a parte la casa di&amp;nbsp; un simpaticissimo “rasta” che ci organizzerà un barbecue a base di pesce e aragoste nella sua veranda. &lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;A &lt;b&gt;Carriacou&lt;/b&gt;&lt;span style="font-weight: normal;"&gt;, invece, ci fermeremo a Tyrrel bay, un luogo che sembra dimenticato dal mondo ma vero, tra intricate mangrovie e incredibili barche dei 'vagabondi del mare' che qui si fermano per qualche tempo o per un aperitivo al Lazy Turtle. I turisti solitamente non passano di qui perdendosi l'occasione di ammirare le splendide barche a vela locali, costruzioni artigianali in legno che un tempo servivano per il trasposto merci e oggi sono ambite come le vele classiche. Gli amici del diving Lumba Dive conoscono i siti di immersione migliori dove incontrare flora e fauna tropicale ma anche relitti di varie epoche sorpresi dagli uragani che ogni tanto flagellano queste isole.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;&lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/_boHVNyBIap4/Sw2fyWeWjuI/AAAAAAAABXg/59k8Eg6-dH8/s1600/IMG_0468.JPG" imageanchor="1" style="clear: right; float: right; margin-bottom: 1em; margin-left: 1em;"&gt;&lt;img border="0" src="http://3.bp.blogspot.com/_boHVNyBIap4/Sw2fyWeWjuI/AAAAAAAABXg/59k8Eg6-dH8/s320/IMG_0468.JPG" /&gt;&lt;/a&gt;Ma non è finita, ancora spiagge bianchissime come quella di &lt;b&gt;Petit Saint Vincent&lt;/b&gt;&lt;span style="font-weight: normal;"&gt;, isola privata ma sulle cui spiagge si può sbarcare per godersi un luogo pazzescamente bello!&lt;span style="color: navy;"&gt; &lt;/span&gt;E se non ci bastasse ancora, un ultimo bagno a &lt;/span&gt;&lt;b&gt;Palm Island.&lt;/b&gt;&lt;span style="font-weight: normal;"&gt;&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;Il 5 gennaio si sbarca a Union, e con un piccolo aereo da 20 posti si torna a Martinica giusto in tempo per prendere la coincidenza con il volo di ritorno per l’Italia. Ma chi avesse voglia di farsi una &lt;b&gt;&lt;i&gt;vera&lt;/i&gt;&lt;/b&gt;&lt;span style="font-style: normal; font-weight: normal;"&gt; galoppata tra le onde può restare a bordo per il viaggio di ritorno a vela fino a Le Marin in due giorni di bolina stretta.&amp;nbsp;&amp;nbsp; &lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;Buon Vento.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;Per venire in viaggio con noi o per informazioni, scriveteci: gentlebreeze@smc-media.com &lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;&lt;span style="color: white; font-family: Verdana; font-size: 8.5pt;"&gt;one, assicurando &lt;b&gt;condizioni di crociera ideali&lt;/b&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="color: white; font-family: Verdana; font-size: 8.5pt;"&gt;.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3639349830657556530-6640413231545453437?l=gentlebreeze-smc.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</description><link>http://gentlebreeze-smc.blogspot.com/2009/11/venite-con-noi.html</link><author>noreply@blogger.com (S.Malosio)</author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://3.bp.blogspot.com/_boHVNyBIap4/Sw2iAjnx4zI/AAAAAAAABXo/mN3YI_oj9Os/s72-c/2ormeggio+mayreau.JPG' height='72' width='72'/></item><item><guid isPermaLink='false'>tag:blogger.com,1999:blog-3639349830657556530.post-279607971983350917</guid><pubDate>Sun, 12 Jul 2009 19:14:00 +0000</pubDate><atom:updated>2009-07-21T15:39:56.138+02:00</atom:updated><title>Meliti IV e Low Noise Campioni del mondo ORC 2009</title><description>&lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/_sGloxkBgKSE/Slo21F0QFLI/AAAAAAAAAWQ/sJx6G3bGX3g/s1600-h/ORCWC2009-19.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5357654992432927922" style="margin: 0px auto 10px; display: block; width: 300px; height: 202px; text-align: center;" alt="" src="http://1.bp.blogspot.com/_sGloxkBgKSE/Slo21F0QFLI/AAAAAAAAAWQ/sJx6G3bGX3g/s400/ORCWC2009-19.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;Si è conclusa oggi (sabato 11 luglio) a Brindisi l’ ORC World Championship 2009. Una decisa burrasca forza 7, con mare agitato e onda particolarmente formata ho costretto il Comitato di Regata a non dare nessuna partenza per l'ultima giornata di regate dell'ORC International World Championship, organizzato dal Circolo della Vela Brindisi con ORC, FIV, UVAI, ISAF. Così il comitato di regata ha deciso di chiudere questo campionato 2009 con i risultati di ieri. Nel Gruppo A con due primi posti e un 12° resta al comando Meliti IV , Grand Soleil 42R, del greco Gorge Andreadis, portando via il titolo a Francesco de Angelis, skipper di Nur, conquistato lo scorso anno ad Atene al timone di Libertine. &lt;a href="http://2.bp.blogspot.com/_sGloxkBgKSE/Slo29SLcQsI/AAAAAAAAAWY/3WR8dZEVIlA/s1600-h/orcintworld09_100709.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5357655133190374082" style="margin: 0px 10px 10px 0px; float: left; width: 313px; height: 227px;" alt="" src="http://2.bp.blogspot.com/_sGloxkBgKSE/Slo29SLcQsI/AAAAAAAAAWY/3WR8dZEVIlA/s400/orcintworld09_100709.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;Terzo posto per Vasco Vascotto al timone di Athanor Città di Siracura.&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;br /&gt;Nel Gruppo B dopo una grande giornata di vela con due primi e un quinto Low Noise, dell’armatore Giuseppe Giuffrè e con Giorgio Grassi al timone, ritorna in testa e si porta a casa il titolo. ricordiamo che nella lunga Low Noise aveva patito un po’ ed aveva chiuso con uno scarso risultato perdendo il primo posto faticosamente guadagnato il primo giorno di regata. Ma ieri ecco le condizioni migliori che ci si potessero aspettare per far volare l’M37 : vento tra i 16 e i 20 nodi nelle prime due regate poi sceso a 15 per l’ultima. Quindi 3 prove molto tattiche , pane per i denti di questo team molto affiatato e che regata insieme ormai da molti anni. Giuseppe Giuffrè l’armatore dice: “dopo le lunghe di giovedì , dove non siamo stati fortunati oggi abbiamo fatto 2 prove quasi perfette e una terza dove se il vento non avesse fatto un salto a destra proprio nell’ultima poppa non saremmo scesi al quinto posto” e ancora: "Mi piace molto Il clima che si è instaurato nel gruppo e il lavoro che stiamo facendo. Questo risultato è la prova dell'impegno dell'intero team ". &lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5357655311208347554" style="margin: 0px 0px 10px 10px; float: right; width: 320px; height: 216px;" alt="" src="http://1.bp.blogspot.com/_sGloxkBgKSE/Slo3HpWO96I/AAAAAAAAAWg/Vf9PPAV67O0/s400/low+noise+2.jpg" border="0" /&gt;Molto interessante è notare come ben 4 barche della &lt;strong&gt;2emme marine&lt;/strong&gt; si trovino nella parte alta della classifica finale. Oltre a Low Noise al primo posto troviamo altri 3 M37 : Escandalo al 4° , Coconut al 7° , L'Ottavo Peccato all'8°. Saldamente capitanata da Massimo Breggion e dei suoi progettisti Maurizio Cossutti e Matteo Polli la 2emmemarine ha scalato in pochi anni il vertice delle classifiche del panorama agonistico internazionale e oggi detiene nel mondo delle regate i titoli più prestigiosi. Comfort, performance e sicurezza unite alla cura per l’innovazione e attenzione artigianale ai dettagli sono la mission di 2 emme marine, cantiere nautico che si è velocemente imposto sul mercato velico come uno dei più prestigiosi a livello internazionale.&lt;/div&gt;&lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/_sGloxkBgKSE/Slr5lD9GBVI/AAAAAAAAAWo/dNa__TYQkrM/s1600-h/Low+Noise.JPG"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5357869121822655826" style="margin: 0px 10px 10px 0px; float: left; width: 320px; height: 213px;" alt="" src="http://3.bp.blogspot.com/_sGloxkBgKSE/Slr5lD9GBVI/AAAAAAAAAWo/dNa__TYQkrM/s320/Low+Noise.JPG" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Le classifiche :&lt;br /&gt;Gruppo A : 1 : Meliti IV - GRE - George Andreadis 2 MAN - ITA - Di Bartolomeo/Di Carlo/Di Benedetto 3. I.NOVA - ITA - Alberto Franchella 4. Athanor Città di Siracusa - Russo/Brenco/De Falco 5.Calipso IV - ITA - Paniccia&lt;br /&gt;Gruppo B : 1 Low Noise - ITA - Giuseppe Giuffrè 2. Sagola - ITA - Pierobon 3. Alvarosky - ITA - Francesco Siculiana 4. Escandalo - ITA - Manuel Constantin 5. First Fligh - ITA - Carriero/Gazzabin/Valente/De Giorgi&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;Testo di Maurizio Cristofolini&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;Foto di: CVB / A. Carloni&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3639349830657556530-279607971983350917?l=gentlebreeze-smc.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</description><link>http://gentlebreeze-smc.blogspot.com/2009/07/meliti-iv-e-low-noise-campioni-del.html</link><author>noreply@blogger.com (capitano)</author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/_sGloxkBgKSE/Slo21F0QFLI/AAAAAAAAAWQ/sJx6G3bGX3g/s72-c/ORCWC2009-19.jpg' height='72' width='72'/></item><item><guid isPermaLink='false'>tag:blogger.com,1999:blog-3639349830657556530.post-6513756586964682028</guid><pubDate>Sun, 12 Jul 2009 10:43:00 +0000</pubDate><atom:updated>2009-07-16T15:15:40.564+02:00</atom:updated><title>Uno sguardo anche a chi non arriva primo - Les Sables-Horta</title><description>&lt;strong&gt;Soldini vince la prima tappa Les Sable-Horta-Les Sable&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/_sGloxkBgKSE/Sl4VtKyU5II/AAAAAAAAAWw/J_9Y2ss96sE/s1600-h/.gaspari_8091min_pg.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5358744472351204482" style="FLOAT: left; MARGIN: 0px 10px 10px 0px; WIDTH: 320px; CURSOR: hand; HEIGHT: 214px" alt="" src="http://1.bp.blogspot.com/_sGloxkBgKSE/Sl4VtKyU5II/AAAAAAAAAWw/J_9Y2ss96sE/s320/.gaspari_8091min_pg.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;br /&gt;Di Soldini-Fauconnier e della loro leadership alla Les Sables-Horta-Les Sables parlano tutti.&lt;br /&gt;Di Davide Consorte, settimo nella prima tappa, a bordo di Courrier de L’Odet - Class40 - in doppio con il francese Arnaud Aubry, parleremo noi oggi. &lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/_sGloxkBgKSE/Sl4V8oZOrSI/AAAAAAAAAW4/2yd6qyhZz9w/s1600-h/R068P910.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5358744737997040930" style="FLOAT: right; MARGIN: 0px 0px 10px 10px; WIDTH: 320px; CURSOR: hand; HEIGHT: 214px" alt="" src="http://1.bp.blogspot.com/_sGloxkBgKSE/Sl4V8oZOrSI/AAAAAAAAAW4/2yd6qyhZz9w/s320/R068P910.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;Chi è?&lt;br /&gt;Al telefono il navigatore abruzzese ha dichiarato: “sono molto felice del risultato della mia prima regata in Oceano, avendo come avversari grandi navigatori. L’arrivo e´stato entusiasmante con 8 Class40 in un range di 5 ore, di cui 4 in meno di 40 minuti. Dopo 7 giorni di regata e 1270 miglia possiamo affermare di aver lavorato bene sia nella conduzione che nella tattica di regata”. &lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://1.bp.blogspot.com/_boHVNyBIap4/SlyututkC9I/AAAAAAAABVE/y0PEK99p8Xk/s1600-h/Davide.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5358349757320530898" style="FLOAT: left; MARGIN: 0pt 10px 10px 0pt; WIDTH: 279px; CURSOR: pointer; HEIGHT: 185px" alt="" src="http://1.bp.blogspot.com/_boHVNyBIap4/SlyututkC9I/AAAAAAAABVE/y0PEK99p8Xk/s400/Davide.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;Courrier de L’Odet ha subito a metà della regata la rottura dell'attacco della mura del Code Zero ed il danneggiamento del sistema di avvolgimento dello stesso. Inoltre l’usura delle vele attuali (+12000 miglia percorse) e le caratteristiche del Pogo 40S non hanno permesso di performare al meglio nelle andature di bolina. “Siamo ancora in corsa per il podio” ha affermato Davide “adesso pensiamo a completare bene la regata.&lt;br /&gt;E´un grande stimolo poter gareggiare con Giovanni Soldini, anche come avversario. Il team Telecom ha dominato dall’inizio, scegliendo una rotta vincente dopo Cap Finistere. Inoltre le modifiche apportate all’opera viva, con l’avanzamento dell’attacco del bulbo e l’ottimizzazione del disegno dei timoni, hanno permesso alla loro imbarcazione di avere migliori prestazioni”. &lt;a href="http://2.bp.blogspot.com/_sGloxkBgKSE/Sl4WC5l6OwI/AAAAAAAAAXA/t7JlGBYQ3Ds/s1600-h/R068P906.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5358744845692844802" style="FLOAT: right; MARGIN: 0px 0px 10px 10px; WIDTH: 320px; CURSOR: hand; HEIGHT: 214px" alt="" src="http://2.bp.blogspot.com/_sGloxkBgKSE/Sl4WC5l6OwI/AAAAAAAAAXA/t7JlGBYQ3Ds/s320/R068P906.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;Il 15 Luglio, si riparte verso Les Sables (Francia) con previsioni meteo che dovrebbero favorire le andature portanti con venti oltre i 20 nodi. &lt;a href="http://2.bp.blogspot.com/_sGloxkBgKSE/Sl4WSx9ui7I/AAAAAAAAAXI/jyYN4ZVX5RU/s1600-h/R067P996.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5358745118523165618" style="FLOAT: left; MARGIN: 0px 10px 10px 0px; WIDTH: 320px; CURSOR: hand; HEIGHT: 214px" alt="" src="http://2.bp.blogspot.com/_sGloxkBgKSE/Sl4WSx9ui7I/AAAAAAAAAXI/jyYN4ZVX5RU/s320/R067P996.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;Buon vento.&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Foto di: Stephanie Gaspari&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3639349830657556530-6513756586964682028?l=gentlebreeze-smc.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</description><link>http://gentlebreeze-smc.blogspot.com/2009/07/uno-sguardo-anche-chi-non-arriva-primo.html</link><author>noreply@blogger.com (S.Malosio)</author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/_sGloxkBgKSE/Sl4VtKyU5II/AAAAAAAAAWw/J_9Y2ss96sE/s72-c/.gaspari_8091min_pg.jpg' height='72' width='72'/></item><item><guid isPermaLink='false'>tag:blogger.com,1999:blog-3639349830657556530.post-1167958314670826691</guid><pubDate>Thu, 09 Jul 2009 15:10:00 +0000</pubDate><atom:updated>2009-07-09T18:34:27.515+02:00</atom:updated><title>Brindisi. Seconda giornata.</title><description>&lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/_sGloxkBgKSE/SlYJpunOGbI/AAAAAAAAAWI/s9V7JbRrj5c/s1600-h/ORCI+-+Brindisi_partenza+regata+lunga+1.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5356479419295603122" style="width: 477px; height: 248px;" alt="" src="http://1.bp.blogspot.com/_sGloxkBgKSE/SlYJpunOGbI/AAAAAAAAAWI/s9V7JbRrj5c/s400/ORCI+-+Brindisi_partenza+regata+lunga+1.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;strong&gt;&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;div&gt;I commenti positivi sullo svolgimento delle regate lunghe, per le buone condizioni meteo e per la bellezza del panorama della costa salentina che da Brindisi fino a Lecce ha regalato scorci spettacolari, si snocciolano nella mattinata. Più penalizzate le barche del gruppo A che avrebbero preferito una “lunga” molto più lunga. Queste le voci raccolte davanti al Circolo della Vela di Brindisi, organizzatore del mondiale insieme all’Offshore Racing Congress, Federazione Italiana Vela, Unione Vela Altura Italiana e International Sailing Federation.&lt;br /&gt;Subito un imprevisto alla partenza della prima delle due regate lunghe: Vahinè 5 di Francesco Montanari ha disalberato per un cedimento strutturale.&lt;br /&gt;Partite con vento leggero le 80 barche si sono trovate a metà della prima prova ad affrontare una forte rotazione di vento. Qui i tattici delle imbarcazioni più grandi hanno dovuto tirare fuori tutta la loro abilità per sfruttare qualsiasi bava di vento e non perdere acqua. Le imbarcazioni sono arrivate tutte al giro della boa davanti a Otranto, termine della prima delle due lunghe, tra le 18.43 e le 23.42.   Prima barca a girare la boa di Otranto in tempo reale è Er Cavaliere Nero di Paolo Morville, seguito da Meliti IV, dell’armatore greco Geroge Andreadis e I.Nova di Alebrto Franchella. Nel Gruppo B, sempre in tempo reale, prima alla boa è Sagola di Fausto Pierobon, First Flight di Carriero-Gazzabin-Valente e Alvarosky di Francesco Siculiana. &lt;a href="http://4.bp.blogspot.com/_sGloxkBgKSE/SlYIl6P8SBI/AAAAAAAAAV4/vXymwZ2i-RI/s1600-h/low+noise+3.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5356478254188087314" style="margin: 0px 10px 10px 0px; float: left; width: 320px; height: 216px;" alt="" src="http://4.bp.blogspot.com/_sGloxkBgKSE/SlYIl6P8SBI/AAAAAAAAAV4/vXymwZ2i-RI/s320/low+noise+3.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;Ottima la prestazione di Low Noise di Giuseppe Giuffrè, condotta egregiamente dallo skipper Giorgio Grassi che ora si posiziona secondo in classifica.&lt;br /&gt;Interessante e spettacolare a questo giro di boa l’ingaggio tra Pitechusa e Frà Diavolo che hanno fatto un vero match race nell’ultimo miglio prima della boa.&lt;br /&gt;Nella seconda prova, quella terminata davanti alla Marina di Brindisi, sono state sempre le stesse imbarcazioni, in entrambi i gruppi, a mantenere la testa della flotta, con posizionamenti differenti. Nel gruppo A, sempre in reale, er Cavaliere Nero, I.Nova e Meliti IV; nel Gruppo B Alvarosky davanti a First Flight e Sagola.&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;/div&gt;Foto di: CVB/ A. Carloni&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3639349830657556530-1167958314670826691?l=gentlebreeze-smc.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</description><link>http://gentlebreeze-smc.blogspot.com/2009/07/brindisi.html</link><author>noreply@blogger.com (capitano)</author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/_sGloxkBgKSE/SlYJpunOGbI/AAAAAAAAAWI/s9V7JbRrj5c/s72-c/ORCI+-+Brindisi_partenza+regata+lunga+1.jpg' height='72' width='72'/></item><item><guid isPermaLink='false'>tag:blogger.com,1999:blog-3639349830657556530.post-8792127291145596686</guid><pubDate>Wed, 08 Jul 2009 20:04:00 +0000</pubDate><atom:updated>2009-07-09T16:43:57.557+02:00</atom:updated><title>Brindisi Mondiali ORC - "rifiuti solidi" di Calipso rallentano Pithecusa</title><description>&lt;div&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://1.bp.blogspot.com/_boHVNyBIap4/SlUF3guvrzI/AAAAAAAABR8/exC0XwW1nUo/s1600-h/Brindisi1.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5356193783064014642" style="FLOAT: left; MARGIN: 0pt 10px 10px 0pt; WIDTH: 320px; CURSOR: pointer; HEIGHT: 195px" alt="" src="http://1.bp.blogspot.com/_boHVNyBIap4/SlUF3guvrzI/AAAAAAAABR8/exC0XwW1nUo/s320/Brindisi1.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;Scirocco a 12 nodi e sole nella prima giornata di prove della ORC International World Championship, organizzato dal Circolo della Vela di Brindisi.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;"Brindisi non ha deluso le aspettative e vedere alla partenza un numero così elevato di imbarcazioni tecnicamente molto valide è stato davvero emozionante. Colpo d'occhio spettacolare poi nella seconda prova," ci informa il presidente Bruno Finzi "dove, a causa dell'annullamento di due partenze del Gruppo B, tutte e 80 le imbarcazioni si sono trovate a risalire insieme il bordo di bolina (primo per le barche del Gruppo B e secondo per il Gruppo A)".&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Nel Gruppo A, grande battaglia tra Man di Riccardo Bartolomeo (Pietro D'Alì alla tattica, Enrico Zennaro al timone e Sandro Montefusco alla randa) e Athanor- Città di Siracusa di Massimo Russo (Vasco Vascotto al timone e Ganga Bruni alla tattica). Terzo il greco Meliti IV che già si comportò molto bene l'anno scorso nelle acque di casa ad Atene. Sarà poi Meliti a balzare in prima posizione nella seconda prova davanti a Nur, di Maurizio Biscardi (De Angelis alla tattica), e Athanor terzo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Delusione cocente per uno dei favoriti di questo campionato. Città di Bari-Pithecusa incappa nei "rifiuti" di Calipso. Rifiuti solidi, però: il sacco dello spi perso da Calipso si impiglia nella chiglia di Pithecusa e lo rallenta fortemente per un bordo e mezzo prima che i ragazzi riescano a liberarsi. Speriamo che il Med Racing Team, un mix di giovani e veterani della vela sportiva di alto livello tra cui Tommaso Chieffi, non si demoralizzi e possa recuperare nelle prossime giornate questo grave colpo di sfortuna.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5356470744702913458" style="DISPLAY: block; MARGIN: 0px auto 10px; WIDTH: 360px; CURSOR: hand; HEIGHT: 240px; TEXT-ALIGN: center" alt="" src="http://2.bp.blogspot.com/_sGloxkBgKSE/SlYBwzPKC7I/AAAAAAAAAVw/8fjPtDcrHl4/s400/166.jpg" border="0" /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Nel gruppo B si è assistito a schermaglie con il coltello tra i denti. Partenze false ripetute più volte e arrivi al fotofinish tra il Low Noise, skipper Giorgio Grassi, (già campione italiano a Punta Ala nel 2008) e Alvarosky di Francesco Siculiana, a pochi secondi di distanza nella prima prova. Nella seconda domina incontrastato Low Noise, segno di grande affiatamento del team e messa a punto perfetta della barca dallo stesso Giorgio Grassi. &lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3639349830657556530-8792127291145596686?l=gentlebreeze-smc.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</description><link>http://gentlebreeze-smc.blogspot.com/2009/07/brindisi-mondiali-orc-rifiuti-solidi-di.html</link><author>noreply@blogger.com (S.Malosio)</author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/_boHVNyBIap4/SlUF3guvrzI/AAAAAAAABR8/exC0XwW1nUo/s72-c/Brindisi1.jpg' height='72' width='72'/></item><item><guid isPermaLink='false'>tag:blogger.com,1999:blog-3639349830657556530.post-3927341087644218071</guid><pubDate>Sat, 04 Jul 2009 14:27:00 +0000</pubDate><atom:updated>2009-07-09T07:54:45.916+02:00</atom:updated><title>Giovanni Soldini torna a sfidare gli oceani con Karine Fauconnier</title><description>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://4.bp.blogspot.com/_boHVNyBIap4/SlUGppZSHPI/AAAAAAAABSE/2CjV0GF_YNE/s1600-h/SoldiniFauconnier1.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0pt 10px 10px 0pt; float: left; cursor: pointer; width: 320px; height: 219px;" src="http://4.bp.blogspot.com/_boHVNyBIap4/SlUGppZSHPI/AAAAAAAABSE/2CjV0GF_YNE/s320/SoldiniFauconnier1.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5356194644383374578" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;. E' partita il 5 luglio 2009, da  Les Sables a  Horta con ritorno a Les Sables la regata atlantica di 2540 miglia.  Giovanni Soldini è ancora una volta  in coppia con Karine Fauconnier. &lt;br /&gt;Questa regata oceanica nasce nel 2007 dalla volontà di creare una competizione riservata ai Class 40, con partenza da Les Sables d'Olonne, mitico porto francese da dove parte e arriva la Vendée Globe. Previsto uno stop a Horta, capitale dell'isola Faial (la più occidentale delle Azzorre) e storico punto d'approdo per i navigatori di tutto il mondo che attraversano l'oceano.&lt;br /&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://3.bp.blogspot.com/_boHVNyBIap4/SlWGFTJCSNI/AAAAAAAABSs/FbTD0wA97c0/s1600-h/Azzorre.jpg"&gt;&lt;img style="float:right; margin:0 0 10px 10px;cursor:pointer; cursor:hand;width: 320px; height: 210px;" src="http://3.bp.blogspot.com/_boHVNyBIap4/SlWGFTJCSNI/AAAAAAAABSs/FbTD0wA97c0/s320/Azzorre.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5356334757422713042" /&gt;&lt;/a&gt;2540 miglia in tutto nell'oceano Atlantico (1270 fino a Horta e altrettante di ritorno a Les Sables d'Olonne) che metteranno a dura prova i venticinque Class 40 iscritti, appartenenti a sette nazionalità diverse. A una prima parte molto tattica, con venti da nord-est, seguirà una seconda tappa difficile di bolina che obbligherà le barche a raggiungere la punta bretone prima della discesa verso Les Sables d'Olonne.&lt;br /&gt;Dopo un 2009 iniziato benissimo con la vittoria in equipaggio nel Grand Prix Petit Navire di Douarnenez e in doppio con Karine Fauconnier nella Transmanche, Giovanni, che a detta dei francesi si presenta come “l'uomo da battere”, torna finalmente in oceano: “Non vedo l'ora di partire per una regata lunga, oceanica, di prendere il ritmo di navigazione a cui sono abituato. Finora abbiamo fatto due regate brevi, di riscaldamento, ora finalmente entriamo nel vivo della stagione. Questa regata rappresenta un appuntamento importante per barche ed equipaggi. L'uscita dal golfo di Biscaglia può essere molto impegnativa anche nel mese di luglio. Io e Karine siamo pronti, ci siamo allenati e affiatati durante la Transmanche. Non ci resta che mollare gli ormeggi".&lt;br /&gt;Anche Karine Fauconnier,  figlia del grande navigatore Yvon ed ex skipper del trimarano Sergio Tacchini, da tre anni timoniere di Ladycat (un D35 che corre sul Lago di Ginevra), ha voglia di mollare gli ormeggi: “Mi trovo molto bene a navigare con Giovanni e Telecom Italia è una barca potente e veloce. Sono contenta di fermarmi alle Azzorre, ci sono stata dodici anni fa durante una traversata oceanica. Al momento le condizioni di partenza sembrano clementi. Bisognerà però mettere a punto una buona tattica per trovare la rotta vincente”.&lt;br /&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://2.bp.blogspot.com/_boHVNyBIap4/SlWE4WH98jI/AAAAAAAABSk/GoupxZZ3XuY/s1600-h/SoldiniFauconnierSable.jpg"&gt;&lt;img style="float:right; margin:0 0 10px 10px;cursor:pointer; cursor:hand;width: 320px; height: 214px;" src="http://2.bp.blogspot.com/_boHVNyBIap4/SlWE4WH98jI/AAAAAAAABSk/GoupxZZ3XuY/s320/SoldiniFauconnierSable.jpg" border="0"alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5356333435373613618"&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;Giovanni Soldini e Karine Fauconnier su Telecom Italia continuano a mantenere la prima posizione nella Les Sables-Horta-Les Sables, la regata in doppio dalle Francia alle Azzorre e ritorno partita dalla cittadina francese domenica 5 luglio.&lt;br /&gt; &lt;br /&gt;Dopo aver preso il comando della flotta, composta da ventiquattro agguerritissimi Class 40, già nella notte successiva alla partenza e dopo il passaggio di Capo Finisterre, Soldini e Fauconnier hanno scelto nelle ultime ore di stare più a sud rispetto alla linea ortodromica (quella diretta sull'arrivo) per entrare al meglio nella zona con meno vento dell'anticiclone delle Azzorre.&lt;br /&gt; &lt;br /&gt;Telecom Italia ha aumentato il vantaggio sui più diretti concorrenti: l'equipaggio inglese di Keysource (Paul Worswick e Mike West ) che si trova su una rotta più a nord a 34 miglia di distanza, e quello belga di Zed 4 (Gérald Bibot e Didier Le Vour'ch) a 38 miglia di distanza e sulla stessa rotta della barca italiana. &lt;br /&gt; &lt;br /&gt;L'8 luglio Soldini racconta al telefono: “Tutto bene a bordo, il morale è alto. Questa notte siamo andati velocissimi, con vento in poppa e planate fino a venti nodi. Adesso stiamo avvicinandoci all'anticiclone e quindi il vento comincia a calare, a girare e a dare buono. La nostra scelta sudista ci permette di entrare nell'anticiclone un po' più lontani dal centro e di uscirne con un angolo migliore che ci accompagni fino alle Azzorre. A bordo abbiamo un piccolo problema con la drizza del solent. Ma per ripararla dobbiamo aspettare questa sera o domani mattina quando saremo con venti meno sostenuti. Siamo partiti molto leggeri con pochissima cambusa e pochi vestiti. Stanotte è stato molto freddo. Ma ovviamente teniamo duro!".&lt;br /&gt; &lt;br /&gt;Soldini e Fauconnier hanno finora macinato quasi 600 miglia sulle 1270 della prima tappa (2540 le miglia in totale).&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;L'arrivo a Horta, nelle Azzorre, è attualmente previsto tra il 10 e l'11 luglio&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Questo il calendario della regata:&lt;br /&gt;3 luglio: prologo&lt;br /&gt;5 luglio h 16.02: partenza da Les Sables d'Olonne&lt;br /&gt;Intorno all'11 luglio: arrivo previsto a Horta&lt;br /&gt;15 luglio h 14.02: partenza da Horta&lt;br /&gt;Intorno al 21 luglio: arrivo previsto a Les Sables d'Olonne&lt;br /&gt;26 luglio h 19.30: premiazione a Les Sables d'Olonne&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3639349830657556530-3927341087644218071?l=gentlebreeze-smc.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</description><link>http://gentlebreeze-smc.blogspot.com/2009/07/giovanni-soldini-torna-sfidare-gli.html</link><author>noreply@blogger.com (S.Malosio)</author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/_boHVNyBIap4/SlUGppZSHPI/AAAAAAAABSE/2CjV0GF_YNE/s72-c/SoldiniFauconnier1.jpg' height='72' width='72'/></item><item><guid isPermaLink='false'>tag:blogger.com,1999:blog-3639349830657556530.post-3212669102658448575</guid><pubDate>Sat, 04 Jul 2009 07:25:00 +0000</pubDate><atom:updated>2009-07-09T00:11:08.029+02:00</atom:updated><title>Giro d'Irlanda e Inghilterra a vela. Donne alla sfida del record</title><description>&lt;span style="font-size:100%;"&gt;La decisione di partecipare alla sfida è abbastanza fresca.  A maggio Dee Caffari e le sue rivali nella Vendée Globe, Samantha Davies, Miranda Merron a cui si è aggiunta poi Alex Sizer, decidono di imbarcarsi insieme su Aviva per battere il record di circumnavigazione delle isole britanniche su monoscafo: 7 giorni e 4 ore per duemila miglia nautiche.&lt;br /&gt;Un allenamento di soli quattro giorni su Aviva  e il team giallo canarino è pronto e aspetta.  Dal 3 giugno attende ogni giorno le condizioni di tempo più favorevoli all'impresa. Le condizioni sembrano propizie il pomeriggio del 15 giugno.  In&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://4.bp.blogspot.com/_boHVNyBIap4/SlUTU9UFctI/AAAAAAAABSc/yhM10-bHFc4/s1600-h/dee2.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0pt 10px 10px 0pt; float: left; cursor: pointer; width: 320px; height: 191px;" src="http://4.bp.blogspot.com/_boHVNyBIap4/SlUTU9UFctI/AAAAAAAABSc/yhM10-bHFc4/s320/dee2.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5356208582604190418" border="0" /&gt;&lt;/a&gt; poche ore l'equipaggio si prepara a lasciare finalmente Gosport per tentare la rotta antioraria.  Alle 21:09:36  inizia il conto alla rovescia.  L'arrivo sarà a Ventnor sull'Isola di Wight una settimana più tardi.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Preoccupazione costante per l'equipaggio in navigazione è l'estrema variabilità dei venti che richiede continui cambi di vele e manovre fisicamente gravose.  Miglia percorse con facilità si alternano ad improvvisi rallentamenti.  Aviva passa continuamente da un tempo record al ritardo e poi ancora al record nell'arco di una giornata.  Nonostante queste condizioni difficili, lo spirito resta alto a bordo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Giovedi, Aviva passa l'Isola di Lewis nella costa Nord Ovest della Scozia, dove inizia una tratta tutta di bolina, con un rinforzo di vento che la porta ancora una volta vicina al record.  Nonostante i muscoli dolenti e l'umidità ormai costante, l'equipaggio si esalta macinando miglia alla velocità di 16 nodi.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Con la fine della settimana Aviva passa Galway sulla costa occidentale dell'Irlanda. L'Oceano qui si fa sentire in tutta la sua forza.  Mancano ora solo 517 miglia al record che sembra proprio a portata di mano.  Appena lasciata la costa sudoccidentale dell'Irlanda, dirette a sud verso le isole Scilly, un forte groppo di vento rischia di travolgere Aviva e "farne un sottomarino", dicono dalla barca.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Sembra che per come stiano andando le cose Aviva batterà il recod, ma l'equipaggio sa che lo aspetta una zona di alta pressione nel Canale della Manica che le rallenterà notevolmente.  Anche le donne marinaie sono abbastanza superstiziose e sorvolano sull'eventualità di non riuscire nell'impresa.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Eccoci alle ultime 24 ore, infine, molto difficili.  Venti leggerissimi e variabili lungo tutta la costa meridionale dell'Inghilterra costringono la squadra a cambiare continuamente la velatura, determinata a far correre la barca a qualsiasi costo.&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://2.bp.blogspot.com/_boHVNyBIap4/SlUTPT_J0zI/AAAAAAAABSU/7v2QRqmnhRE/s1600-h/Dee1.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0pt 0pt 10px 10px; float: right; cursor: pointer; width: 320px; height: 191px;" src="http://2.bp.blogspot.com/_boHVNyBIap4/SlUTPT_J0zI/AAAAAAAABSU/7v2QRqmnhRE/s320/Dee1.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5356208485611197234" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;Un ultimo colpo di reni tra Punta St Catherine e la linea di arrivo a Ventnor e  Aviva taglia il traguardo alle 8.40  (BST) lunedi 22 giugno, completando la rotta in 6 giorni, 11 ore, 30 minuti e 53 secondi, e migliorando di 17 ore e 16 minuti il record precedente stabilito nel maggio del 2004 da Solune.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;“Il nostro obiettivo", dice Dee Caffari, "è sempre stato quello di battere puramente il record di velocità e l'abbiamo raggiunto. La scelta del team giusto è stata  l'elemento cruciale del successo e negli ultimi sei giorni Aviva poteva vantare un team affiatatissimo e concentrato sull'obiettivo di spingere al massimo la barca. Abbiamo dato il 110%  ma devo dire che anche una chiara comunicazione tra di noi ha giocato un ruolo chiave in questo successo.”&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;Foto Credits Lloyd Images&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3639349830657556530-3212669102658448575?l=gentlebreeze-smc.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</description><link>http://gentlebreeze-smc.blogspot.com/2009/07/giro-dirlanda-e-inghilterra-vela-donne.html</link><author>noreply@blogger.com (S.Malosio)</author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/_boHVNyBIap4/SlUTU9UFctI/AAAAAAAABSc/yhM10-bHFc4/s72-c/dee2.jpg' height='72' width='72'/></item><item><guid isPermaLink='false'>tag:blogger.com,1999:blog-3639349830657556530.post-1288080925024529525</guid><pubDate>Wed, 01 Jul 2009 06:54:00 +0000</pubDate><atom:updated>2009-07-09T18:35:08.190+02:00</atom:updated><title>Andamento lento verso il traguardo della Giraglia</title><description>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://3.bp.blogspot.com/_boHVNyBIap4/SlWP5Fzn5MI/AAAAAAAABUM/eqOxkOGWYpI/s1600-h/Wallyno.JPG"&gt;&lt;img style="margin: 0pt 0pt 10px 10px; float: right; cursor: pointer; width: 320px; height: 213px;" src="http://3.bp.blogspot.com/_boHVNyBIap4/SlWP5Fzn5MI/AAAAAAAABUM/eqOxkOGWYpI/s320/Wallyno.JPG" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5356345542801089730" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;19 giugno 2009&lt;br /&gt;Le luci di Genova brillavano lungo la costa e il cielo scuro come inchiostro era punteggiato di stelle e costellazioni. Il comitato di regata dello Yacht Club Italiano era posizionato sulla linea d'arrivo al largo di Sturla, appena fuori dall'ingresso del porto di Genova, in attesa della flotta, sospinta da una brezza leggera e ballerina.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Finalmente delle luci di via - alcune rosse, poche verdi - si sono materializzate nell'oscurità della notte. Mentre la brezza da nord ovest rinfrescava nuovamente, due di queste luci sono diventate sempre più grandi e Alegre, il Mills 68 Mini-Maxi di Andy Soriano, ha raggiunto il traguardo davanti a Bella Mente. Dopo 243 miglia e 37 ore di regata, Alegre ha completato il percorso con un vantaggio inferiore a 3 minuti, in uno dei finali più ravvicinati nella storia più recente di questa regata.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Sedici minuti più tardi, ha tagliato l'arrivo Ran di Niklas Zennstrom. Poi Luna Rossa e Container - tutti e cinque i Mini-Maxi hanno finito la regata entro 45 minuti gli uni dagli altri, in un gruppo molto compatto considerata la distanza percorsa.&lt;br /&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://1.bp.blogspot.com/_boHVNyBIap4/SlWPqklnvqI/AAAAAAAABUE/cZl8ndx5b1c/s1600-h/Seawonderpoppa.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0pt 10px 10px 0pt; float: left; cursor: pointer; width: 320px; height: 220px;" src="http://1.bp.blogspot.com/_boHVNyBIap4/SlWPqklnvqI/AAAAAAAABUE/cZl8ndx5b1c/s320/Seawonderpoppa.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5356345293365821090" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;Nella mattinata di venerdì, lo Yacht Club Italiano ha registrato un flusso costante di arrivi e gli equipaggi si sono subito buttati sulla pasta e focaccia che li attendevano. A mezzogiorno di venerdì, 46 barche avevano raggiunto il traguardo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ordine d'arrivo delle prime 10 barche, venerdì 19 giugno:&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;1. Alegre (UK), Andres Soriano, 2:05:45&lt;br /&gt;2. Bella Mente (US), Hap Fauth, 2:08:33&lt;br /&gt;3. RAN (UK) Niklas Zennstrom, 2:24:56&lt;br /&gt;4. Luna Rossa (ITA), 2:40:32&lt;br /&gt;5. Container (GER), Udo Schuetz, 2:45:50&lt;br /&gt;6. Sagamore (ITA), Nicola Paoleschi, 3:14:57&lt;br /&gt;7. Groupe Bel (FRA), Kito De Pavant, 3:33:45&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://3.bp.blogspot.com/_boHVNyBIap4/SlWPevMZj5I/AAAAAAAABT8/5vuE6bVC9gw/s1600-h/INova.JPG"&gt;&lt;img style="margin: 0pt 0pt 10px 10px; float: right; cursor: pointer; width: 320px; height: 133px;" src="http://3.bp.blogspot.com/_boHVNyBIap4/SlWPevMZj5I/AAAAAAAABT8/5vuE6bVC9gw/s320/INova.JPG" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5356345090054393746" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;8. Paprec (FRA), 3:37:29&lt;br /&gt;9. Wallyno, Fernando Lopez Domenech, 4:10:32&lt;br /&gt;10. Edimetra, Ernesto Gismondi, 4:15:39&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Alegre dello skipper/armatore Andres Soriano ha vinto il Trofeo Rolex e il Trofeo Réné Lavainville come primo yacht overall in tempo reale. Alegre ha completato il percorso in 36 ore, 58 minuti e 45 secondi.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Per Soriano questa è stata una vittoria conquistata duramente. Nel tentativo di conquistare la parte destra favorita del percorso, Alegre non ha fatto una gran bella partenza, coperta da Bella Mente. Ma una volta fuori dalla baia di St. Tropez, Alegre ha navigato bene di poppa fino a La Fourmigue con sei nodi di vento, presto aumentati a 14 nodi. Dopo il giro di boa, Alegre si è diretta decisa a sinistra sottocosta, mentre Bella Mente e Ran hanno proseguito sulla loro rotta; il tragitto di Alegre era il più settentrionale del gruppo. Soriano ha dichiarato: "nella notte eravamo la barca più a sinistra di tutte e volevamo anche rimanere a nord della rhumbline allo scoglio. Siamo finiti lì ed eravamo felici della nostra posizione. Sapevamo che il vento sarebbe stato debole, considerando anche l'influsso delle alte catene montuose della Corsica a ovest."&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Con 30 miglia ancora da percorrere, Alegre navigava con 12 nodi di vento proveniente da 110 gradi reali; le barche erano tutte ammassate e Alegre è riuscita a raggiungere l'Open 60 Group Bel. Il tattico di Alegre, Stuart Childery, ha aggiunto: "non possediamo un code zero (vela di prua), solo un A3, quindi non possiamo navigare con determinati angoli, non potevamo stare alti come le altre barche, ma ci siamo allungati bene fino allo scoglio doppiandolo nove minuti davanti a Bella Mente. Da lì in poi abbiamo marcato stretto Bella Mente e volevamo rimanere a ovest della rhumbline."&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://1.bp.blogspot.com/_boHVNyBIap4/SlWPXxDqmOI/AAAAAAAABT0/VyQieLbDamw/s1600-h/Soriano.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0pt 10px 10px 0pt; float: left; cursor: pointer; width: 213px; height: 320px;" src="http://1.bp.blogspot.com/_boHVNyBIap4/SlWPXxDqmOI/AAAAAAAABT0/VyQieLbDamw/s320/Soriano.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5356344970295548130" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Soriano ha dichiarato: "abbiamo doppiato bene lo scoglio e da lì in poi è stata una battaglia. Abbiamo mantenuto il distacco per quasi tutta la regata fino alla fine, quando la distanza si è accorciata e il gruppo si è compresso nuovamente."&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Alegre è rimasta parcheggiata con il gruppo, con un vantaggio di un miglio e mezzo. La brezza continuava a saltare: prima 290 gradi, poi 340. A questo punto alcune barche hanno virato per dirigersi sotto la costa e altre - Alegre e Bella Mente - sono rimaste al largo entrando per prime in quel poco d'aria.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Riguardo alle ultime miglia di navigazione, Soriano ha dichiarato: "abbiamo effettuato molti cambi di vele - parecchi - e il vento era davvero leggero rendendo la navigazione molto impegnativa. Siamo stati abbastanza rigidi con i turni di guardia e tutti e tre i timonieri si sono riposati bene, siamo anche stati disciplinati con i cambi di ruoli. Nelle ultime miglia, ogni volta che Bella Mente virava, la coprivamo, quindi sicuramente il suo equipaggio non era molto felice. Nelle ultime quattro ore abbiamo probabilmente effettuato 30 virate. una vera sofferenza!"&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La rivalità tra Bella Mente e Alegre è amichevole. Entrambe le barche sono state costruite contemporaneamente nel cantiere New England Boatworks di Portsmouth, nel R.I., USA. Alle scorse regate di Palma Vela, Bella Mente si è piazzata davanti ad Alegre; al Trofeo Pirelli, Alegre ha concluso seconda e Bella Mente terza; alla Settimana dei Tre Golfi, Bella Mente ha prevalso.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Per Childery, campione mondiale di Etchells, una degli aspetti migliori delle regate con Alegre è il fatto che l'equipaggio sta migliorando costantemente dall'inizio della stagione. "Sono molto felice del nostro team, l'anno scorso eravamo mediocri ma dopo ciascun evento siamo migliorati; stiamo finalmente iniziando a lavorare bene in sintonia."&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Alle 02:00 di venerdì più di metà della flotta - 100 yacht - aveva doppiato La Giraglia e sette barche si erano ritirate. Gli arrivi continueranno ancora per un paio di giorni. Il tempo limite della Giraglia Race è fissato alle ore 13:00 di sabato 20 giugno.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Foto di Carlo Borlenghi per Rolex&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3639349830657556530-1288080925024529525?l=gentlebreeze-smc.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</description><link>http://gentlebreeze-smc.blogspot.com/2009/06/andamento-lento-verso-il-traguardo.html</link><author>noreply@blogger.com (S.Malosio)</author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://3.bp.blogspot.com/_boHVNyBIap4/SlWP5Fzn5MI/AAAAAAAABUM/eqOxkOGWYpI/s72-c/Wallyno.JPG' height='72' width='72'/></item><item><guid isPermaLink='false'>tag:blogger.com,1999:blog-3639349830657556530.post-4833599900174429605</guid><pubDate>Wed, 01 Jul 2009 05:56:00 +0000</pubDate><atom:updated>2009-07-09T08:14:40.342+02:00</atom:updated><title>VR: Vele Rosa sul podio</title><description>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://1.bp.blogspot.com/_boHVNyBIap4/SlWIt4ximLI/AAAAAAAABS0/V2yn_9jsWmw/s1600-h/_DSC0255.jpg"&gt;&lt;img style="float:left; margin:0 10px 10px 0;cursor:pointer; cursor:hand;width: 320px; height: 213px;" src="http://1.bp.blogspot.com/_boHVNyBIap4/SlWIt4ximLI/AAAAAAAABS0/V2yn_9jsWmw/s320/_DSC0255.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5356337653742737586" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;Qualche aggiornamento sulle avventure delle Vele Rosa e della loro barca Namastè.  Pensavamo fosse un esperimento, che mai avrebbe impensierito i più nerboruti equipaggi maschili. E invece... Il 2 giugno le Vele Rosa hanno partecipato al Millevele di Genova, la festa della vela e del mare organizzata dallo Yacht Club Italiano.  Non erano proprio mille le vele in mare, ma quasi... 390 le barche iscritte, un record a detta degli organizzatori.&lt;br /&gt;Questa volta insieme alle otto vele Rosa c'è anche un intruso, il coach, Duccio Colombi che, a coronamento dei numerosi allenamenti con l'equipaggio, ha accettato di far parte della squadra in questa regata, che per le otto ragazze rappresenta un appuntamento importante e carico di emozione.&lt;br /&gt;Sì perché essere in partenza e in regata con un mare di vele è emozionante,soprattutto quando ci si trova vicino a barche prestigiose del calibro dei Maxi Yacht Damiani Ourdream di Stefano Graidi, Campione del Garda 1 e Campione del Garda 2 di Claudio Demartis e Sagamore di Nicola Paoleschi...&lt;br /&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://1.bp.blogspot.com/_boHVNyBIap4/SlWIzNQlHXI/AAAAAAAABS8/hOcJBURNmKU/s1600-h/_DSC0275.jpg"&gt;&lt;img style="float:right; margin:0 0 10px 10px;cursor:pointer; cursor:hand;width: 320px; height: 213px;" src="http://1.bp.blogspot.com/_boHVNyBIap4/SlWIzNQlHXI/AAAAAAAABS8/hOcJBURNmKU/s320/_DSC0275.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5356337745140981106" /&gt;&lt;/a&gt;Alle 11 la sirena del rimorchiatore Pietro Micca - la più antica nave commerciale a vapore esistente - ha dato il segnale di partenza ed è iniziata un'emozionante prova: cielo sereno, vento leggero, fresco di tramontana a volte "ballerino".&lt;br /&gt;Grazie ai preziosi consigli del coach, all'impegno ed agli allenamenti le ragazze si sono meritate il terzo posto (il primo a tagliare la linea di arrivo è Campione del Garda 1 che vince la Millevele 2009 e si aggiudica il Trofeo Millevele).&lt;br /&gt;All'arrivo ci si è guardati indietro: "è stato impressionante rendersi conto che noi di Namastè, un team di dilettanti, in fondo, eravamo davanti a tutti, o quasi, un'emozione indelebile condivisa tenendosi per mano in prossimità del traguardo."&lt;br /&gt;La premiazione è stata una festa, tanta commozione e tanta felicità per le otto ragazze che, accompagnate da Duccio Colombi, sono salite sul podio a ritirare il premio, dopo allenamenti duri e  faticosi è stata per loro una soddisfazione incredibile!!!&lt;br /&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://2.bp.blogspot.com/_boHVNyBIap4/SlWJCDeir7I/AAAAAAAABTE/O6wD24C_YDc/s1600-h/_DSC0448.jpg"&gt;&lt;img style="float:left; margin:0 10px 10px 0;cursor:pointer; cursor:hand;width: 320px; height: 213px;" src="http://2.bp.blogspot.com/_boHVNyBIap4/SlWJCDeir7I/AAAAAAAABTE/O6wD24C_YDc/s320/_DSC0448.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5356338000213225394" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;Per il momento le ragazze vanno in vacanza, ma a settembre riprenderanno con gli allenamenti e con le regate, tra cui il Trofeo Lega Navale di La Spezia, la Coppa Dallorso e il Trofeo Foce Magra. Per il 2010 si prevedono ancora allenamenti col coach e tante regate, tra cui la Regata dei Cetacei, il Trofeo Pirelli, il Trofeo Millevele.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3639349830657556530-4833599900174429605?l=gentlebreeze-smc.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</description><link>http://gentlebreeze-smc.blogspot.com/2009/07/vr-vele-rosa-sul-podio.html</link><author>noreply@blogger.com (S.Malosio)</author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/_boHVNyBIap4/SlWIt4ximLI/AAAAAAAABS0/V2yn_9jsWmw/s72-c/_DSC0255.jpg' height='72' width='72'/></item><item><guid isPermaLink='false'>tag:blogger.com,1999:blog-3639349830657556530.post-1439866922889724270</guid><pubDate>Wed, 01 Jul 2009 03:52:00 +0000</pubDate><atom:updated>2009-07-09T08:39:33.730+02:00</atom:updated><title>Giraglia 2009 partiti</title><description>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://1.bp.blogspot.com/_boHVNyBIap4/SjYcGZU79RI/AAAAAAAABQg/_OLPPxMEedk/s1600-h/GiragliaDockBorlenghi.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0pt 10px 10px 0pt; float: left; cursor: pointer; width: 320px; height: 213px;" src="http://1.bp.blogspot.com/_boHVNyBIap4/SjYcGZU79RI/AAAAAAAABQg/_OLPPxMEedk/s320/GiragliaDockBorlenghi.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5347492503752537362" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;Quando la frenetica attività dell'ufficio regate di St. Tropez si è finalmente placata, il conteggio finale delle barche iscritte alla 57esima edizione della Giraglia Rolex Cup ha raggiunto quota 192; oltre 2.000 i velisti sul campo di regata. L'assolata baia di St. Tropez questa mattina era costellata di vele offrendo uno spettacolo magnifico; la flotta ha disputato le prove di questa prima giornata con una leggera brezza da sud sud-est che non è mai salita sopra 6-8 nodi.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La divisione IMA Maxi, con 21 iscritti, è stata la prima a partire su un percorso costiero di 21.9 miglia nautiche. Nonostante la generosa linea di partenza, la flotta è ovviamente gravitata verso la parte favorita vicino al comitato. La barca più grande della flotta, il 27.45m French Spirit One colto in pieno barging, è stata buttata fuori dalla linea dal Wally italiano Good Job Guys. L'equipaggio francese ha dovuto virare per ripartire correttamente. Nel frattempo, l'STP 65 Luna Rossa ha eseguito una partenza perfetta accanto alla barca comitato tagliando la linea allo sparo in piena velocità.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://1.bp.blogspot.com/_boHVNyBIap4/SjYcTd3PXwI/AAAAAAAABQw/2jraBwnjFjE/s1600-h/GiragliaLRossaBMenteBorl.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0pt 10px 10px 0pt; float: left; cursor: pointer; width: 320px; height: 192px;" src="http://1.bp.blogspot.com/_boHVNyBIap4/SjYcTd3PXwI/AAAAAAAABQw/2jraBwnjFjE/s320/GiragliaLRossaBMenteBorl.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5347492728308457218" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;Luna Rossa si è inizialmente mantenuta in testa alla flotta nella prima bolina; tuttavia, essendo la parte destra del campo quella favorita, Alegre è entrata in una corsia preferenziale e ha girato prima la boa, seguita da Luna Rossa, Ran e Bella Mente. Da lì in poi la regata è stata una corsa di cavalli, con le barche allineate una dietro l'altra sul lasco stretto di 8 miglia. Alla boa, doppiata con lo stesso ordine della bolina, le barche hanno issato le vele di prua asimmetriche, e proseguito su un lungo bordo con mure a dritta che ha consentito solo pochi scambi di posizione, fino alla boa di sottovento a est di Ste Maxime. Alegre ha mantenuto il comando, con Ran ora alle spalle, tallonata da Bella Mente. Ad eccezione del fatto che Alegre era davanti a Ran, i Mini-Maxi hanno raggiunto il traguardo praticamente in ordine di grandezza - quindi oggi è stata una di quelle giornate in cui le barche grandi erano leggermente avvantaggiate.&lt;br /&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://1.bp.blogspot.com/_boHVNyBIap4/SjYc77JJ0RI/AAAAAAAABRA/K13nTWcHl6I/s1600-h/GiragliaAlegreBorlenghi.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0pt 0pt 10px 10px; float: right; cursor: pointer; width: 320px; height: 203px;" src="http://1.bp.blogspot.com/_boHVNyBIap4/SjYc77JJ0RI/AAAAAAAABRA/K13nTWcHl6I/s320/GiragliaAlegreBorlenghi.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5347493423362986258" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;Il più piccolo e più nuovo Mini-Maxi è il 60 piedi Jethou di Sir Peter Odgen, un progetto di Judel-Vrolick costruito presso la Green Marine e varato in aprile. Questa è la prima regata per questa barca, che è stata testata in mare per qualche settimana e ha avuto solo qualche giorno d'allenamento prima di essere spedita dalla Gran Bretagna a Genova.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Nel porto vecchio di St. Tropez, Ian Budgen, tattico di Jethou, ha commentato: "Con questo equipaggio ci siamo allenati direi cinque giorni in tutto. Quindi oggi è stata la nostra prima regata; ho detto ai miei ragazzi che sebbene non abbiamo vinto non abbiamo certo fatto una brutta figura. Essendo la barca più piccola (in questa divisione), con vento leggero dobbiamo combattere parecchio per trovare dell'aria pulita, il che significa che non possiamo andare sempre nella direzione in cui vogliamo. Per questo abbiamo perso un po' rispetto alle barche grandi. Ma siamo soddisfatti di essere riusciti a stare nel gioco e scoprire come la nostra barca si comporta rispetto alle altre, quindi siamo abbastanza felici."&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ogden è un avido velista, che prima di commissionare la nuova barca ha regatato per due anni con uno Swan 601. Budgen ha aggiunto: "Il nostro armatore ama la vela e soprattutto veleggiare con i suoi amici. Impareremo e cresceremo insieme come un team, impiegheremo un po' più di tempo ma alla fine ce la faremo anche noi e nel frattempo ci divertiremo - questa è, in poche parole, la filosofia di Peter. Navigare su una barca da regata nuova così avanzata è semplicemente fantastico: è molto leggera, tutta in carbonio e molto veloce. E' quasi una versione baby di RAN, con molte caratteristiche simili."&lt;br /&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://4.bp.blogspot.com/_boHVNyBIap4/SjYcMNwbKdI/AAAAAAAABQo/v9qxRkV9z3A/s1600-h/GiragliaRanBorlenghi.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0pt 0pt 10px 10px; float: right; cursor: pointer; width: 320px; height: 205px;" src="http://4.bp.blogspot.com/_boHVNyBIap4/SjYcMNwbKdI/AAAAAAAABQo/v9qxRkV9z3A/s320/GiragliaRanBorlenghi.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5347492603725818322" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;Il gruppo A IRC/ORC e la divisione Swan 45 hanno regatato sullo stesso percorso di 21.9 miglia nautiche dei Maxi. La flotta Swan 45 one-design, che comprende dieci barche, è stata dominata da Fever di Grant Gordon/Klaus Diederichs.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Gordon, che oggi era al timone, ha dichiarato: "Oggi è stata una giornata molto piacevole, la nostra prima regata a St. Tropez. Le condizioni di vento erano molto leggere, ma siamo molto soddisfatti della velocità della barca e della performance del team, quindi siamo molto felici del nostro risultato."&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;"Abbiamo avuto anche un po' di fortuna, quando pareva esserci più vento al largo e ci siamo diretti a sinistra entrando per primi nell'aria. Essendo la terza partenza della flotta, una delle imprese più difficili della regata era riuscire a superare le barche più lente davanti a noi; è stato divertente e tatticamente impegnativo schivare queste barche con aria leggera, ma dopo esserci liberati, siamo entrati in un vento pulito e la regata è stata più facile."&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il tattico Andy Beadsworth ha aggiunto: "La brezza andava e veniva un po' da sinistra un po' da destra. Alla fin della fiera non è che questo abbia cambiato molto le cose, ma eravamo tutti intenti a cercare d'indovinare dove dirigerci. E' stato un vero incubo per i tattici."&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Beadsworth ha attribuito la vittoria a una buona partenza e al fatto di aver seguito una strategia, ma ha anche ammesso: "Non eravamo certo preparati alla perfezione. abbiamo perso gli strumenti di navigazione e non eravamo sicuri di dove stessimo andando e quale fosse il percorso. Penso che non fossimo concentrati al massimo, non potendo tenere gli occhi solo sulla barca, nel tentativo di regatare senza strumenti."&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;"Come tattico, mi sono posizionato rispetto al resto della flotta ma non sapevo esattamente dove fosse la boa. Quindi abbiamo commesso un paio di gravi errori che ci sono costati parecchio, ma alla fine della bolina abbiamo intravisto maggior pressione a sinistra e abbiamo avuto un paio di salti di vento che ci hanno spronato ad andare a sinistra e abbiamo fatto un'ottima rimonta. Direi che è stato un mix di fortuna, percezione e intuizione - abbiamo avuto qualche segnale incoraggiante che ha confermato le nostre convinzioni, il che fa sempre piacere."&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La divisione IRC/ORC B ha regatato su un percorso di 17.8 miglia nautiche. Uno degli yacht più piccoli del gruppo è Hector, un Archimbault 35 charterizzato per la regata dal velista svizzero Norbert Schmitz. Le italiane Daniela Manchistro ed Elisa de Muzio, in equipaggio, si sono dichiarate soddisfatte di questa giornata: "E' stata una bella regata, con poco vento ma sufficiente per finirla. La nostra partenza non è stata molto aggressiva, ma siamo riusciti a guadagnare e stare davanti insieme alle barche piccole. Questo yacht è progettato per le regate, è molto spartano, quasi vuoto sottocoperta, ma è divertente. E' facile da portare in regata e si comporta bene con aria leggera."&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Le regate inshore della Giraglia Rolex Cup proseguiranno domani e martedì. Mercoledì, una flotta di quasi 200 yacht prenderà il via della Giraglia Race, una maratona di 243 miglia con partenza da St. Tropez, passaggio dall'isolotto della Giraglia all'estremo nord della Corsica e traguardo nel porto di Genova.&lt;span style="font-style: italic;font-size:85%;" &gt;&lt;br /&gt;Foto Carlo Borlenghi per Rolex&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://4.bp.blogspot.com/_boHVNyBIap4/SjYcuondjlI/AAAAAAAABQ4/BTYm5dohDOU/s1600-h/GiragliaDeckBorlenghi.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0pt 10px 10px 0pt; float: left; cursor: pointer; width: 213px; height: 320px;" src="http://4.bp.blogspot.com/_boHVNyBIap4/SjYcuondjlI/AAAAAAAABQ4/BTYm5dohDOU/s320/GiragliaDeckBorlenghi.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5347493195051535954" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3639349830657556530-1439866922889724270?l=gentlebreeze-smc.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</description><link>http://gentlebreeze-smc.blogspot.com/2009/06/giraglia-2009-partiti.html</link><author>noreply@blogger.com (S.Malosio)</author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/_boHVNyBIap4/SjYcGZU79RI/AAAAAAAABQg/_OLPPxMEedk/s72-c/GiragliaDockBorlenghi.jpg' height='72' width='72'/></item><item><guid isPermaLink='false'>tag:blogger.com,1999:blog-3639349830657556530.post-7421936124785952800</guid><pubDate>Thu, 04 Jun 2009 16:52:00 +0000</pubDate><atom:updated>2009-06-04T19:38:57.980+02:00</atom:updated><title>Coppia d'assi nella Transmanche</title><description>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://3.bp.blogspot.com/_boHVNyBIap4/SigBUswiXrI/AAAAAAAABNo/7NH4Tfz34oU/s1600-h/SoldiniFauconnier1.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0pt 10px 10px 0pt; float: left; cursor: pointer; width: 270px; height: 181px;" src="http://3.bp.blogspot.com/_boHVNyBIap4/SigBUswiXrI/AAAAAAAABNo/7NH4Tfz34oU/s320/SoldiniFauconnier1.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5343522412998844082" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;            Karine Fauconnier e Giovanni Soldini vincono &lt;span class="tit_news"&gt;la Transmanche&lt;/span&gt; su Telecom Italia.&lt;br /&gt;&lt;div class="box_content"&gt;&lt;div class="testo_news"&gt;      &lt;span class="data"&gt;30 maggio 2009, &lt;/span&gt;alle h 13.48, i due tagliano per primi il traguardo della venticinquesima edizione della Transmanche, 220 miglia di traversata della Manica in doppio.&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;&lt;br /&gt;Partiti la sera prima alle h 19.18 davanti al porto di l'Aber Wrac'h, con vento forte sui 25 nodi, Giovanni e Karine si sono subito piazzati nel gruppetto di testa, insieme a Le Pal di Bruno Jourdren e Cheekyatoo di Tanguy De Lamotte. Dopo una notte difficile, segnata da un aumento di vento, hanno girato questa mattina l&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;a boa di Plymouth alle h 4 52' 03'' a soli tre secondi dal primo, Le Pal.&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://3.bp.blogspot.com/_boHVNyBIap4/SigBgv2-Y9I/AAAAAAAABNw/n4Yc-2wik6g/s1600-h/SoldiniFauconnier3.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0pt 0pt 10px 10px; float: right; cursor: pointer; width: 320px; height: 273px;" src="http://3.bp.blogspot.com/_boHVNyBIap4/SigBgv2-Y9I/AAAAAAAABNw/n4Yc-2wik6g/s320/SoldiniFauconnier3.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5343522619989582802" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;Dopo la strambata hanno sorpassato Le Pal allungando sempre di più il distacco. Finale spettacolare con lo spi al lasco, a 15 nodi di velocità.“Sono contentissimo”, ha detto Giovanni appena sceso in banchina. “La regata è andata bene, grazie alla barca che si è rivelata in perfette condizioni e all'ottima intesa sportiva che si è creata con Karine. Lei si è occupata di più della navigazione, io sono stato parecchio al timone. Meglio di così non potevamo fare. L'unico rimprovero a Karine è che si prendeva sempre la mia giacca e la ritrovavo piena di mollette...”. &lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;Secondo classificato Le Pal (Bruno Jourdren, Jacques Caraes), al terzo posto Cheekyatoo (Tanguy De Lamotte, Liz Wardley).&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;  &lt;div&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;Ai festeggiamenti della premiazione a l'Aber Wrac'h  &lt;/span&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;Giovanni e Karine sono stati issati da una gru con bilancere.  Non si trattava di un podio ma di una pesata per consegnare il premio: l'equivalente del loro peso in ostriche.  130 chili di ostriche  &lt;/span&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;per la felicità dei presenti, giornalisti, fotografi e finanche i concorrenti, che si sono riuniti in una conviviale scorpacciata.&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://4.bp.blogspot.com/_boHVNyBIap4/SigBvISxPrI/AAAAAAAABN4/96d_CVd7k0g/s1600-h/Soldinipesata2.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0pt 10px 10px 0pt; float: left; cursor: pointer; width: 320px; height: 213px;" src="http://4.bp.blogspot.com/_boHVNyBIap4/SigBvISxPrI/AAAAAAAABN4/96d_CVd7k0g/s320/Soldinipesata2.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5343522867066781362" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;Di Giovanni Soldini conoscia&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;mo quasti tutto. Di Karine sapevamo che è stata sua concorrente nel 2001 nelle traversate oceaniche a bordo del &lt;/span&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;trimarano Sergio Tacchini.&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;Karine è figlia del famoso navigatore Yvon Fauconnier. Naturale per lei trascorrere i primi anni di vita a bordo di Venerdì 13, un tre alberi da regata e da crociera, punto di ritrovo di una generazione di grandi marinai, da Titouan Lamazou a Philippe Poupon e Florence Arthaud.&lt;br /&gt;Dopo un'adolescenza parigina, Karine ritrova le sue radici marine compiendo diverse traversate dell'Atlantico. A 24 anni sceglie di lanciarsi nelle regate oceaniche partecipando al Figaro e nel 2000 vince la Lorient-St Barth in coppia con Lionel Lemonchois.&lt;br /&gt;Nell'agosto 2001, Karine vara il trimarano Sergio Tacchini e diventa così la sola donna skipper di un multiscafo 60 piedi.&lt;br /&gt;Dopo due stagioni, la navigatrice sale diverse volte sul podio partecipando a Gran Premi e transoceaniche e nel 2004 si aggiudica la Québec-Saint Malo.&lt;br /&gt;Amante delle regate tiratissime tra le boe, Karine si considera un'avventuriera dei mari, confessando una predilezione particolare per le regate oceaniche. "Posso essere sensibile e femminile a terra", dice Karine, "ma non appena indosso la mia cerata divento un rullo compressore e sfrutto la mia energia al 200% per la regata. Cerco di non lasciare niente al caso e curo in modo maniacale i dettagli. E' uno dei segreti per vincere e in questo sono aiutata dal mio lato femminile".&lt;br /&gt;Nel 2006 nasce sua figlia Gaia ma Karine continua a girare il mondo alla ricerca di nuove navigazioni e esperienze. Da tre anni è timoniere ufficiale di Ladycat, un D35 che corre sul Lago di Ginevra, e riesce a unire le sue due passioni: "Il fatto di essere mamma mi dà un po' di distacco sul lavoro e mi toglie quella pressione inutile che sentivo a 25 anni. Un figlio ti fa bene perché ti fa relativizzare tutto. E poi Gaia ha un papà molto presente, quindi parto tranquilla...".&lt;/span&gt;                                                                     &lt;br /&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;  &lt;div&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;Prossimo appuntamento di Giovanni e Karine è il 5 luglio con Les Sables-Horta-Les Sables in doppio.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;object height="390" width="580"&gt;&lt;param name="movie" value="http://www.soldini.it/player/player_flv.swf"&gt;&lt;param name="allowFullScreen" value="true"&gt;&lt;param name="allowscriptaccess" value="always"&gt;&lt;param name="wmode" value="transparent"&gt;&lt;param name="quality" value="high"&gt;&lt;param name="bgcolor" value="#000"&gt;&lt;param name="FlashVars" value="idVideo=2664&amp;amp;movie=http://externalservice.rossoalice.alice.it/soldini/intervista_290509.flv"&gt;&lt;embed src="http://www.soldini.it/player/player_flv.swf" type="application/x-shockwave-flash" bgcolor="#000" flashvars="idVideo=2664&amp;amp;movie=http://externalservice.rossoalice.alice.it/soldini/intervista_290509.flv" allowscriptaccess="always" wmode="transparent" quality="high" allowfullscreen="true" height="390" width="580"&gt;&lt;/embed&gt;&lt;/object&gt;&lt;object height="390" width="580"&gt;&lt;param name="movie" value="http://www.soldini.it/player/player_flv.swf"&gt;&lt;param name="allowFullScreen" value="true"&gt;&lt;param name="allowscriptaccess" value="always"&gt;&lt;param name="wmode" value="transparent"&gt;&lt;param name="quality" value="high"&gt;&lt;param name="bgcolor" value="#000"&gt;&lt;param name="FlashVars" value="idVideo=2662&amp;amp;movie=http://externalservice.rossoalice.alice.it/soldini/karine_280509.flv"&gt;&lt;embed src="http://www.soldini.it/player/player_flv.swf" type="application/x-shockwave-flash" bgcolor="#000" flashvars="idVideo=2662&amp;amp;movie=http://externalservice.rossoalice.alice.it/soldini/karine_280509.flv" allowscriptaccess="always" wmode="transparent" quality="high" allowfullscreen="true" height="390" width="580"&gt;&lt;/embed&gt;&lt;/object&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;&lt;br /&gt;Videointerviste online su  &lt;/span&gt;www.soldini.it&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;      &lt;/div&gt;                           &lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3639349830657556530-7421936124785952800?l=gentlebreeze-smc.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</description><link>http://gentlebreeze-smc.blogspot.com/2009/06/coppia-vince.html</link><author>noreply@blogger.com (S.Malosio)</author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://3.bp.blogspot.com/_boHVNyBIap4/SigBUswiXrI/AAAAAAAABNo/7NH4Tfz34oU/s72-c/SoldiniFauconnier1.jpg' height='72' width='72'/></item><item><guid isPermaLink='false'>tag:blogger.com,1999:blog-3639349830657556530.post-1254641833196249622</guid><pubDate>Mon, 25 May 2009 17:11:00 +0000</pubDate><atom:updated>2009-05-26T14:31:12.070+02:00</atom:updated><title>La verde Irlanda. Fine della settima tappa.</title><description>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://2.bp.blogspot.com/_boHVNyBIap4/ShsIum_2feI/AAAAAAAABNI/hK4FeUKyzUM/s1600-h/DavidKneale600x400.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0pt 10px 10px 0pt; float: left; cursor: pointer; width: 320px; height: 214px;" src="http://2.bp.blogspot.com/_boHVNyBIap4/ShsIum_2feI/AAAAAAAABNI/hK4FeUKyzUM/s320/DavidKneale600x400.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5339871380013219298" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;E' arrivata sabato notte la prima barca vincitrice della 7° tappa della Volvo Ocean Race.  Da Boston (USA) a Galway, in Irlanda, sono bastati sette giorni e mezzo per attraversare l’Atlantico del nord. &lt;span style="font-style: italic;"&gt;Ericsson 4 &lt;/span&gt;capitanata da Torben Grael ha tagliato il traguardo all’una del mattino in mezzo accolti da un affollamento di barche di appassionati che aspettavano al varco l’arrivo della flotta. Torben Grael vince anche questa tappa e si porta a casa altri 8 meritatissimi punti, consolidando così il suo vantaggio, sempre più irraggiungibile. Secondo è &lt;span style="font-style: italic;"&gt;Puma&lt;/span&gt;, con  2 ore di distacco, seguito da &lt;span style="font-style: italic;"&gt;Green Dragon&lt;/span&gt;, barca Irlandese con skipper Irlandese.  Difficile immaginare il tripudio con il quale sarà stato accolto Ian Walker al suo passaggio in Patria.&lt;br /&gt;Ma facciamo un passo indietro. &lt;span style="font-style: italic;"&gt;Telefonica Blue&lt;/span&gt;, dopo aver vinto le &lt;span style="font-style: italic;"&gt;In Port Race&lt;/span&gt; di Boston e aver recuperato punti prezioni, riparte per quest'ultima tappa.  Sulle banchine della città del Massachusetts,  170.000 spettatori hanno assistito&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://3.bp.blogspot.com/_boHVNyBIap4/ShsIJJyRqRI/AAAAAAAABM4/D53FdBNqndA/s1600-h/INPORTrace637x363.gif"&gt;&lt;img style="margin: 0pt 10px 10px 0pt; float: left; cursor: pointer; width: 320px; height: 182px;" src="http://3.bp.blogspot.com/_boHVNyBIap4/ShsIJJyRqRI/AAAAAAAABM4/D53FdBNqndA/s320/INPORTrace637x363.gif" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5339870736516491538" border="0" /&gt;&lt;/a&gt; a un'intensa settimana di eventi come solo a Valencia durante la Coppa America si era visto e saluta il 15 maggio la flotta che riparte tra acclamazioni di fans, curiosi e gente comune, dirigendo a nord.  Sulla rotta le barche dovranno evitare una vasta area che, da qui fino alla foce del San Lorenzo in Canada, è segnata dalla presenza massiccia di balene.  Poi,  dal capo più a ovest di Terranova,  dove è tracciato lo &lt;span style="font-style: italic;"&gt;scoring-gate&lt;/span&gt; di questa tappa, dovranno portarsi a sud per mantenersi al di sotto dell’&lt;span style="font-style: italic;"&gt;ice-gate&lt;/span&gt;, cancello virtuale che delimita la zona dei ghiacci alla deriva, un tratto di oceano particolarmente insidioso che le barche dovranno tenere sulla propria sinistra.&lt;br /&gt;Si torna al freddo, in questa transoceanica. Nebbia fitta nella zona dei Grandi Banchi (ricordate la zona di pesca dell’&lt;span style="font-style: italic;"&gt;Andr&lt;/span&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;ea Gail&lt;/span&gt;, il peschereccio di George Cloney, nel film “La Tempesta Perfetta”?).  &lt;span style="font-style: italic;"&gt;Telefonica Black&lt;/span&gt; si porta  subito al comando della flotta ma con sole 8 miglia di vantaggio, che non intimoriscono nessuno, ovviamente.  Torben Grael, con il suo &lt;span style="font-style: italic;"&gt;Ericsson 4, &lt;/span&gt;gli sta addosso e poco dietro incalza &lt;span style="font-style: italic;"&gt;Telefonica Blue &lt;/span&gt;di Bouwe Bekking.&lt;br /&gt;La flotta naviga sull'ormai famosa “corrente del Golfo” che da sud sale lungo le coste degli Stati Uniti e vira poi verso l’Europa fino a scontrarsi con le correnti fredde dell’Artico. Le barche sono sospinte verso l'Irlanda da una specie di &lt;span style="font-style: italic;"&gt;tapis roulant&lt;/span&gt;, con la differenza che "sopra" soffiano venti a 35 nodi con un moto ondoso molto impegnativo.&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;Puma&lt;/span&gt; rompe la pala del timone di sinistra, prontamente &lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://1.bp.blogspot.com/_boHVNyBIap4/ShsI_moRuCI/AAAAAAAABNQ/wq18aE7z57w/s1600-h/GuoChuanGD.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0pt 10px 10px 0pt; float: left; cursor: pointer; width: 320px; height: 214px;" src="http://1.bp.blogspot.com/_boHVNyBIap4/ShsI_moRuCI/AAAAAAAABNQ/wq18aE7z57w/s320/GuoChuanGD.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5339871671972116514" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;sostituita con una manovra acrobatica che potete vedere su YouTube cercando nei video della VOR.&lt;br /&gt;Dopo 5 giorni di regata, tanto freddo e tanta acqua che spazza il ponte delle barche, la flotta si separa. Due diverse tattiche all'opera: &lt;span style="font-style: italic;"&gt;Ericsson 4, Green Dragon&lt;/span&gt; e &lt;span style="font-style: italic;"&gt;Ericsson 3&lt;/span&gt; puntano verso NNE, il resto del gruppo, con mure a dritta, scende per  ENE. Pochi gradi di separazione che faranno la differenza. I primi, spinti da un fronte freddo con venti tra i 35 e i 40 nodi, volano sulle creste delle onde  con velocità  medie molto sostenute (25kn circa). Gli altri che scelgono la rotta più bassa perderanno molto terreno prima di accorgersi dell'errore. A 700 miglia dall’arrivo, &lt;span style="font-style: italic;"&gt;Ericsson 4&lt;/span&gt; naviga alla pazzesca velocità di 38 nodi. A queste velocità se la barca entra in un muro d’acqua scendendo da un’onda, e abbiamo visto che non è poi così difficile, può esplodere. Ma l’entusiasmo dell’equipaggio è alle stelle. Ian Walker su &lt;span style="font-style: italic;"&gt;Green Dragon&lt;/span&gt;  è determinatissimo a  voler regalare ai suoi fan un arrivo da campione nelle sue acque Irlandesi. Dietro &lt;span style="font-style: italic;"&gt;Telefonica Blue, Delta Lloyd &lt;/span&gt;e&lt;span style="font-style: italic;"&gt; Telefonica&lt;/span&gt; &lt;span style="font-style: italic;"&gt;Black&lt;/span&gt; vediamo &lt;span style="font-style: italic;"&gt;Ericsson 3&lt;/span&gt; che fatica a tenere il gruppo dopo la rottura di un daggerboard (derive laterali mobili) subita probabilmente dopo aver urtato una rete o una  long-line, le lunghe lenze, invisibili, lasciate dai pescherecci dei Grandi Banchi.&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://1.bp.blogspot.com/_boHVNyBIap4/ShsIeQgifPI/AAAAAAAABNA/jXLrd5OZ9O0/s1600-h/DavidKnealeGDragon600x400.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0pt 0pt 10px 10px; float: right; cursor: pointer; width: 320px; height: 214px;" src="http://1.bp.blogspot.com/_boHVNyBIap4/ShsIeQgifPI/AAAAAAAABNA/jXLrd5OZ9O0/s320/DavidKnealeGDragon600x400.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5339871099098397938" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;L’Irlanda tutta, Paese di velisti, marinai ed esploratori è elettrizzata. Galway ha riversato sui moli, sulla costa e sul mare tutta la sua popolazione a bordo di qualunque sorta di aggeggio galleggiante per dare il benvenuto alla flotta della VOR.  Intanto le barche entrano in modalità nascosta (&lt;span style="font-style: italic;"&gt;Stealth Play&lt;/span&gt;) e si giocano tutto.&lt;br /&gt;Le Isole Aran  sono l’ultimo ostacolo da superare prima di entrare nella baia di Galway. Si avvista una luce di via. E quella di &lt;span style="font-style: italic;"&gt;Ericsson 4&lt;/span&gt;  che, con  Torben Grael al comando, taglia il traguardo alla rispettabile velocità di 16 nodi, dopo aver passato 4 giorni surfando sulle onde dell’Atlantico ad una media di 24 nodi.&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Classifica aggiornata:&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;Ericsson 4: 92 punti&lt;br /&gt;Telefonica Blue: 77,5&lt;br /&gt;Puma: 76&lt;br /&gt;Ericsson 3: 60&lt;br /&gt;Green Dragon: 52&lt;br /&gt;Telefonica Black: 36&lt;br /&gt;Delta Lloyd: 29,5&lt;br /&gt;Team Russia: 10,5&lt;br /&gt;Sabato 30 maggio si correranno le &lt;span style="font-style: italic;"&gt;In Port Race&lt;/span&gt; a Galway e una settimana dopo, il 6 giugno,  partirà l’ottava tappa: Galway – Marstrand (Svezia) dove si prevede di arrivare il 10 giugno. Una tappa breve ma molto tattica, in cui la meteorologia la farà da padrona.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;Photo Credits: David Kneale, Guo Chuan, Rick Tomlison per Volvo Ocean Race&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3639349830657556530-1254641833196249622?l=gentlebreeze-smc.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</description><link>http://gentlebreeze-smc.blogspot.com/2009/05/la-verde-irlanda-fine-della-settima.html</link><author>noreply@blogger.com (S.Malosio)</author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/_boHVNyBIap4/ShsIum_2feI/AAAAAAAABNI/hK4FeUKyzUM/s72-c/DavidKneale600x400.jpg' height='72' width='72'/></item><item><guid isPermaLink='false'>tag:blogger.com,1999:blog-3639349830657556530.post-3728087292489939024</guid><pubDate>Wed, 20 May 2009 21:03:00 +0000</pubDate><atom:updated>2009-05-25T23:04:24.637+02:00</atom:updated><title>Vele rosa</title><description>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://3.bp.blogspot.com/_boHVNyBIap4/ShsHTfCA0fI/AAAAAAAABMo/PgFlPQAj4UA/s1600-h/velerosa.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0pt 10px 10px 0pt; float: left; cursor: pointer; width: 320px; height: 206px;" src="http://3.bp.blogspot.com/_boHVNyBIap4/ShsHTfCA0fI/AAAAAAAABMo/PgFlPQAj4UA/s320/velerosa.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5339869814506705394" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;Sono otto e sono marinai… donne, sono le VeleRosa (www. VeleRosa.it).&lt;br /&gt;L’equipaggio femminile delle Vele Rosa nasce dalla passione per la vela, per il mare, dall’amicizia e dalla voglia di vivere le emozioni della vela regatando insieme. E tanta voglia di mettersi in gioco.&lt;br /&gt;Gli avversari delle Vele Rosa sono generalmente equipaggi maschili, talvolta misti ma sempre con una piccola percentuale al femminile, questo rende più sfidante e coinvolgente la prova da superare ogni volta.&lt;br /&gt;Ai primi di giugno, per il terzo anno consecutivo le ragazze parteciperanno al Millevele con il loro Comet 41S – Namasté. Niente carbonio o effetti speciali, le Vele Rosa sono ragazze concrete e pragmatiche, non hanno mecenati e non scimmiottano gli uomini.&lt;br /&gt;Sono 8 ragazze dai 25 ai 40 anni, tutte di Milano, e sono unite da un'esperienza agonistica pluriennale su derive, monotipi e regate a compenso. La loro forza? E’ spirito di equipaggio, concentrazione, tecnica e intelligenza, che non toglie nulla ai pregi della femminilità e alla bellezza di questo sport.&lt;br /&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://4.bp.blogspot.com/_boHVNyBIap4/ShsHZmQgsGI/AAAAAAAABMw/qkCZyB1lsrM/s1600-h/velerosadall%27alto.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0pt 0pt 10px 10px; float: right; cursor: pointer; width: 320px; height: 240px;" src="http://4.bp.blogspot.com/_boHVNyBIap4/ShsHZmQgsGI/AAAAAAAABMw/qkCZyB1lsrM/s320/velerosadall%27alto.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5339869919525777506" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;Le Vele Rosa sono seguite da Phi!Number, un innovativo progetto di formazione che segue il team su tutti gli aspetti agonistici, dalle manovre al setting dell'imbarcazione, dal team building allo sviluppo e all'implementazione tecnologica della strumentazione di bordo. Phi!Number, coadiuvata da Duccio Colombi, velista professionista ed esperto di formazione nel campo dello sport, seguirà le Vele Rosa per tutto il 2010.&lt;br /&gt;Chissà che quest'anno le ragazze non ci stupiscano?&lt;br /&gt;Una cosa è certa loro, le Vele Rosa continueranno ad allenarsi e a regatare con tutto l’entusiasmo e l’energia di chi crede fermamente e vuole realizzare un progetto importante, sempre divertendosi, sempre sorridendo e sempre un po’ giocando.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3639349830657556530-3728087292489939024?l=gentlebreeze-smc.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</description><link>http://gentlebreeze-smc.blogspot.com/2009/05/vele-rosa.html</link><author>noreply@blogger.com (S.Malosio)</author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://3.bp.blogspot.com/_boHVNyBIap4/ShsHTfCA0fI/AAAAAAAABMo/PgFlPQAj4UA/s72-c/velerosa.jpg' height='72' width='72'/></item><item><guid isPermaLink='false'>tag:blogger.com,1999:blog-3639349830657556530.post-896513118321718563</guid><pubDate>Wed, 20 May 2009 10:18:00 +0000</pubDate><atom:updated>2009-06-04T14:29:29.179+02:00</atom:updated><title>Il Leone di Caprera torna alla vita grazie ad ARIE</title><description>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://2.bp.blogspot.com/_boHVNyBIap4/SiegkY4n0mI/AAAAAAAABNg/wivu-aIscug/s1600-h/LeoneCaprera1bis.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0pt 10px 10px 0pt; float: left; cursor: pointer; width: 320px; height: 205px;" src="http://2.bp.blogspot.com/_boHVNyBIap4/SiegkY4n0mI/AAAAAAAABNg/wivu-aIscug/s320/LeoneCaprera1bis.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5343416029914059362" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;Il Leone di Caprera, ritorna tra noi, alle 12.00 di martedì 9 giugno, presso il Molo Mediceo di Livorno. Una piccola baleniera di soli 9 metri, di proprietà del Comune di Milano, protagonista nel 1880 di un'impresa memorabile: la traversata dell'Oceano Atlantico con soli tre uomini a bordo, 3 garibaldini,  che vollero dimostrare al mondo le capacità dei marinai italiani.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;I tre coraggiosi, Vincenzo Fondacaro di Bagnara Calabra, Orlando Grassoni di Ancona e Pietro Troccoli di Marina di Camerota, riuscirono nella incredibile impresa.  Ma con il tempo la baleniera fu dimenticata chissa dove.  Fu grazie ad ARIE, Associazione Recupero Imbarcazioni d’Epoca, che l'imbarcazione fu ritrovata, fatta acquisire dal C0mune di Milano e fatta restaurare da Stefano Faggioni, sapiente maestro d'ascia.  Grazie ad ARIE torna oggi a rivivere una fra le più antiche e importanti barche della marineria storica italiana.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;"I giornali stranieri sono pieni di ammirazione per l’intraprendenza dei nostri marinai che hanno compiuto un viaggio meraviglioso sopra un guscio di noce… Che viaggio! Tutto a vela! Con soli tre uomini a bordo! Americani, inglesi, francesi sono sbalorditi di un simile Tour de force!”.&lt;br /&gt;Così commentò, alcuni giorni dopo l'arrivo, la rivista “Illustrazione italiana” del 27 febbraio 1881.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://4.bp.blogspot.com/_boHVNyBIap4/Siegb3HbPkI/AAAAAAAABNY/-q99X0jv8KM/s1600-h/LeoneRestauro.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0pt 10px 10px 0pt; float: left; cursor: pointer; width: 320px; height: 240px;" src="http://4.bp.blogspot.com/_boHVNyBIap4/Siegb3HbPkI/AAAAAAAABNY/-q99X0jv8KM/s320/LeoneRestauro.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5343415883410390594" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3639349830657556530-896513118321718563?l=gentlebreeze-smc.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</description><link>http://gentlebreeze-smc.blogspot.com/2009/06/il-leone-di-caprera-torna-alla-vita.html</link><author>noreply@blogger.com (S.Malosio)</author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/_boHVNyBIap4/SiegkY4n0mI/AAAAAAAABNg/wivu-aIscug/s72-c/LeoneCaprera1bis.jpg' height='72' width='72'/></item><item><guid isPermaLink='false'>tag:blogger.com,1999:blog-3639349830657556530.post-1045951473320782489</guid><pubDate>Fri, 24 Apr 2009 21:00:00 +0000</pubDate><atom:updated>2009-04-30T23:42:28.986+02:00</atom:updated><title>VOR: Fine 6a tappa, arrivati a Boston</title><description>&lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/_sGloxkBgKSE/Sfm2JSqqDEI/AAAAAAAAAS4/mdajJCGeRxI/s1600-h/Boston3_600x400.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5330491904715525186" style="margin: 0px 10px 10px 0px; float: left; width: 320px; height: 214px;" alt="" src="http://3.bp.blogspot.com/_sGloxkBgKSE/Sfm2JSqqDEI/AAAAAAAAAS4/mdajJCGeRxI/s320/Boston3_600x400.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/_sGloxkBgKSE/Sfm2B6JCvOI/AAAAAAAAASw/ldjqH1efNfY/s1600-h/VOR15904_600x400.jpg"&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;div&gt;&lt;div&gt;Di Maurizio Cristofolini &lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Si è conclusa il 26 aprile la 6a tappa di questa fantastica Volvo Ocean Race, regata intorno al mondo per professionisti. Dopo la vittoria delle in-port race da parte di Bouwe Bakking su Telefonica Blue ed un sorprendente terzo posto per Delta Lloyd, gli equipaggi si sono mossi, un po’ al rallentatore per mancanza di vento, verso nord destinazione Boston USA. &lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/_sGloxkBgKSE/Sfm2Osxv4jI/AAAAAAAAATA/JDxZge3zWF0/s1600-h/VOR15582_600x400.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5330491997623935538" style="margin: 0px 0px 10px 10px; float: right; width: 320px; height: 214px;" alt="" src="http://1.bp.blogspot.com/_sGloxkBgKSE/Sfm2Osxv4jI/AAAAAAAAATA/JDxZge3zWF0/s320/VOR15582_600x400.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;Due barche sono tornate in competizione dopo aver saltato la 5a tappa a causa dei gravissimi danni riportati nel mar della Cina: Telefonica Black e Delta Lloyd, arrivate a Rio via cargo da Quingdao.&lt;br /&gt;Allo scoring-gate di Fernando de Noronha si presenta Telefonica Blue che si aggiudica i 4 punti del traguardo intermedio. A questo punto possiamo dire che il giro del mondo è fatto. Ricordiamo infatti che 5 mesi fa la flotta era transitata tra queste isole sulla strada di andata nella tappa da Alicante a Città del Capo (vedi articolo su&lt;br /&gt;&lt;a href="http://gentlebreeze-smc.blogspot.com/2008/10/volvo-ocean-race-fernando-de-noronha.html"&gt;www.gentlebreeze.info&lt;/a&gt; di Ottobre.&lt;br /&gt;&lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/_sGloxkBgKSE/Sfm1w5-YfQI/AAAAAAAAASg/Dm9TIqcnzw0/s1600-h/VOR16059_600x400.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5330491485770513666" style="margin: 0px 10px 10px 0px; float: left; width: 320px; height: 214px;" alt="" src="http://3.bp.blogspot.com/_sGloxkBgKSE/Sfm1w5-YfQI/AAAAAAAAASg/Dm9TIqcnzw0/s320/VOR16059_600x400.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://4.bp.blogspot.com/_sGloxkBgKSE/Sfm0t-a1d9I/AAAAAAAAASI/a4OxRM3G7a4/s1600-h/VOR16059_600x400.jpg"&gt;&lt;/a&gt;Nelle fantastiche condizioni meteo del tropico gli equipaggi si godono le veleggiate con medie intorno ai 17 nodi spinti dell’Aliseo di Sud Est, con mare calmo e acqua calda. Passate le calme equatoriali e tagliato l’Equatore per la quarta volta le barche hanno tracciato una rotta dritta su Boston passando molto vicini alle coste del Brasile. Successivamente sono entrati nell’Aliseo di Nord Est che soffia costantemente intorno ai 20/25 nodi di media per tutto il tratto fino oltre i Caraibi. &lt;a href="http://2.bp.blogspot.com/_sGloxkBgKSE/Sfm15WzBgtI/AAAAAAAAASo/t8a2z_Jl6Js/s1600-h/VOR15908_600x400.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5330491630946452178" style="margin: 0px 0px 10px 10px; float: right; width: 320px; height: 214px;" alt="" src="http://2.bp.blogspot.com/_sGloxkBgKSE/Sfm15WzBgtI/AAAAAAAAASo/t8a2z_Jl6Js/s320/VOR15908_600x400.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;Telefonica Blue allunga il suo vantaggio con poco più di 100 miglia su Ericsson 4. Superati i Carabi l’Aliseo cala e Telefonica Blue rallenta dando la possibilità alle altre barche di recuperare vistosamente il distacco subìto. La flotta si ricompatta nel Nord Atlantico e ricomincia a navigare a medie sostenute con nuovi venti portanti. Tutta una tappa, questa 6a da Rio a Boston, caratterizzata da venti abbastanza stabili che hanno permesso di correre lungo una rotta dritta sulla meta, il che ha fatto guadagnare quasi 3 giorni sull’ETA (tempo stimato di arrivo).&lt;br /&gt;Davanti alle coste americane a poche miglia dalla fine Bouwe Bakking si mangia le mani. Infatti Torben Grael su Ericsson 4, dopo aver recuperato tutto lo svantaggio, entra in Stealth Play (modalità nascosta: le barche non si vedono l’un l’altra) insieme a Telefonica Blue, proprio davanti a Boston e ne escono con un vantaggio per Torben Grael di quasi 60 miglia. Anche Ericsson 3 ha superato nella notte Telefonica Blue, mentre il 4° posto è per Puma.&lt;br /&gt;26 aprile, ore 21,00, Ericsson 4 taglia il traguardo posto davanti alla città seguita dalla sorella Ericsson 3 egregiamente portata dallo skipper 60enne Magnus Olsson arrivato a Boston con una costola rotta. Terza arrivata Telefonica Blue, quarta Puma, quinta Telefonica Black, Delta Lloyd sesta e ultima con quasi 17 ore di distacco Green Dragon. Torben Grael consolida così il suo vantaggio in testa alla classifica:&lt;br /&gt;Ericsson 4 77,5&lt;br /&gt;Telefonica Blue 64,5&lt;br /&gt;Puma 64,00&lt;br /&gt;Ericsson 3 53,00&lt;br /&gt;Green Dragon 44,00&lt;br /&gt;Telefonica Black 29,00&lt;br /&gt;Delta Lloyd 21,00&lt;br /&gt;Team Russia 10,5 ( ritirata )&lt;br /&gt;&lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/_sGloxkBgKSE/Sfm1q-g4rvI/AAAAAAAAASY/fzg_ma6UK2o/s1600-h/VOR16265_600x400.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5330491383909756658" style="margin: 0px 0px 10px 10px; float: right; width: 320px; height: 214px;" alt="" src="http://3.bp.blogspot.com/_sGloxkBgKSE/Sfm1q-g4rvI/AAAAAAAAASY/fzg_ma6UK2o/s320/VOR16265_600x400.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;Una bellissima regata questa sesta tappa tutta condotta dal fuggitivo Bowie Bakking fin dalle prime ore fuori da Rio de Janeiro ma persa per un soffio davanti al traguardo.&lt;br /&gt;Prossime regate di questa entusiasmante VOR sono le in-port race del 9 maggio e la partenza della 7a tappa Boston-Galway (Irlanda).&lt;br /&gt;Le foto sono di:&lt;br /&gt;Dave Kneale/Volvo Ocean Race&lt;br /&gt;Rick Tornlinson/ Volvo Ocean Race&lt;br /&gt;Guo Chuan/Green Dragon/ Volvo Ocean Race&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3639349830657556530-1045951473320782489?l=gentlebreeze-smc.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</description><link>http://gentlebreeze-smc.blogspot.com/2009/04/fine-6a-tappa-arrivati-boston.html</link><author>noreply@blogger.com (capitano)</author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://3.bp.blogspot.com/_sGloxkBgKSE/Sfm2JSqqDEI/AAAAAAAAAS4/mdajJCGeRxI/s72-c/Boston3_600x400.jpg' height='72' width='72'/></item><item><guid isPermaLink='false'>tag:blogger.com,1999:blog-3639349830657556530.post-7561796238048318583</guid><pubDate>Fri, 24 Apr 2009 13:56:00 +0000</pubDate><atom:updated>2009-04-24T16:03:22.520+02:00</atom:updated><title>Carnets d'un marin</title><description>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://4.bp.blogspot.com/_boHVNyBIap4/SfHGZkUqJ1I/AAAAAAAABMI/ts0wtWiROc8/s1600-h/Sylef.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0pt 10px 10px 0pt; float: left; cursor: pointer; width: 250px; height: 189px;" src="http://4.bp.blogspot.com/_boHVNyBIap4/SfHGZkUqJ1I/AAAAAAAABMI/ts0wtWiROc8/s320/Sylef.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5328257976705361746" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;Sfogliamo i Carnets d'un marin e d'un tratto l'universo si immerge in colori densi, odori impastati e richiami d'avventura. Vi trovate a camminare nei docks di porti tropicali. La luce di un giorno di pioggia si riflette sull'asfalto. L'insegna al neon del Caffè del Porto dispensa un chiarore ambiguo. Entrando il calore è più forte di quanto non ci aspettassimo. L'odore di tabacco scuro prende alle narici. In un angolo c'è un tavolo libero. A quello vicino un marinaio senza età attira la vostra attenzione. E' strano ma vi sembra di riconoscerlo. Quella figura, quel modo di fumare...  L'uomo inizia a raccontare....&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;I Carnets d'un marin sono gli appunti di viaggio immaginari di un marinaio anonimo. Nati dalla fantasia debordante di un pittore affascinato dalle barche, mettono in scena un universo fantasmagorico impregnato di reale e  svolge sotto i vostri occhi la matassa di una vita fatta di incontri, naufragi, drammi, uomini, porti e soprattutto di barche e di navi. Le barche sulle quali ha lavorato questo nostro marinaio,  navi che l'hanno forgiato, marchiato, consumato. E che navi! Ciascuna unica nel suo genere e nella sua personalità, maginificamente illustrate da Sylef. Un universo tanto straordinario e unico da diventare quasi una persona.  Di cala in cala, di porto in porto, il nostro marinatio ci conduce attraverso mezzo secolo di viaggi, guerre e scoperte narrando le sue storie inverosimili, le sue disavventure insensate tracciando una galleria di ritratti formidabili, follemente realisti, al punto che non si distingue più il vero dal falso.&lt;br /&gt;Con l'immaginazione questo viaggio che ci proietta in un universo visivo e narrativo sorprendente e ci affascina. In fondo, il viaggio estremo non è forse qello che si fa leggendo di luoghi inventati?&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Sylef è un pittore noto in Francia per le sue mostre d'arte e il suo amore per le navi, i cargo e il mito del viaggio che li accompagna. I carnets sono editi da Glénat, Francia.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3639349830657556530-7561796238048318583?l=gentlebreeze-smc.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</description><link>http://gentlebreeze-smc.blogspot.com/2009/04/carnets-dun-marin.html</link><author>noreply@blogger.com (S.Malosio)</author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/_boHVNyBIap4/SfHGZkUqJ1I/AAAAAAAABMI/ts0wtWiROc8/s72-c/Sylef.jpg' height='72' width='72'/></item><item><guid isPermaLink='false'>tag:blogger.com,1999:blog-3639349830657556530.post-2623877497183629546</guid><pubDate>Fri, 24 Apr 2009 11:26:00 +0000</pubDate><atom:updated>2009-04-24T14:13:36.899+02:00</atom:updated><title>Roma per 2 - Roma per Tutti</title><description>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://4.bp.blogspot.com/_boHVNyBIap4/SfGjmnwGJiI/AAAAAAAABLI/nUy-mUdlBro/s1600-h/Romax2.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0pt 10px 10px 0pt; float: left; cursor: pointer; width: 180px; height: 179px;" src="http://4.bp.blogspot.com/_boHVNyBIap4/SfGjmnwGJiI/AAAAAAAABLI/nUy-mUdlBro/s200/Romax2.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5328219718057076258" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;Ancora una volta all'insegna del tempo inclemente, mare mosso e bonacce alternate a raffiche da 40 nodi, si è conclusa  l'ambita regata d'altura transtirrenica di 526 miglia che si snoda tra Riva di Traiano, Ventotene, Lipari e ritorno: &lt;span style="font-style: italic;"&gt;Roma per 2&lt;/span&gt;, riservata agli equipaggi di due persone, e &lt;span style="font-style: italic;"&gt;Roma per tutti&lt;/span&gt; per gli equipaggi più numerosi.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Regata ambita per le condizioni impegnative e impreviste che richiedono grande perizia velica e perchè vede la partecipazione dei grandi nomi della vela sportiva italiana: Pasquale De Gregorio, uno dei due soli italiani che ha portato a termine la Vendée Globe, oggi a bordo del Comet 38 “Fahrenheit”; Matteo Miceli, già recordman della Dakar-Guadalupa, con il suo nuovo Este 40; e ancora  Andrea Mura e Guido Maisto già vincitori l'anno scorso con il loro open 50 “Ventodi Sardegna”.&lt;br /&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://2.bp.blogspot.com/_boHVNyBIap4/SfGnfsG8o9I/AAAAAAAABLw/5CFqeaWvqNM/s1600-h/2vento.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0pt 0pt 10px 10px; float: right; cursor: pointer; width: 320px; height: 213px;" src="http://2.bp.blogspot.com/_boHVNyBIap4/SfGnfsG8o9I/AAAAAAAABLw/5CFqeaWvqNM/s320/2vento.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5328223997014090706" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;A fare la Roma per 2, quest’anno, anche Giulio Guazzini, giornalista RAI noto a tutti per le sue telecronache, al timone del suo 50’ “Ronin”.&lt;br /&gt;Nella versione in equipaggio numeroso, &lt;span style="font-style: italic;"&gt;la Roma per Tutti&lt;/span&gt;, si punta a battere il record per i monoscafi, stabilito l’anno scorso dal maxi 80’ “Ourdream Damiani” di Claudio Uberti in 54 ore e 23 minuti.&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://1.bp.blogspot.com/_boHVNyBIap4/SfGkOOd52YI/AAAAAAAABLY/0Cm5LIpHc3o/s1600-h/2ronin.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0pt 10px 10px 0pt; float: left; cursor: pointer; width: 194px; height: 130px;" src="http://1.bp.blogspot.com/_boHVNyBIap4/SfGkOOd52YI/AAAAAAAABLY/0Cm5LIpHc3o/s320/2ronin.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5328220398464653698" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;La regata parte sotto la pioggia battente e con vento da sud-est sugli 8 nodi, che va progressivamente calando.  Con andatura di bolina stretta, la flotta di 45 imbarcazioni si grana subito vedendo sfrecciare davanti  a tutti l’open 50 “Vento di Sardegna”, l’ammiraglia della flotta, portata dai due favoriti, Andrea Mura e Guido Maisto, che tentano di portarsi a casa il trofeo per la terza volta. Parte bene anche Matteo Miceli con il suo “Este 40” che ha come validi avversari nella sua classe tre Pogo 40: “Bira” di Roberto Famiani, “Elsa” del francese Yann Del Place e “Courrier de l’Odet” di Davide Consorte. Nella &lt;span style="font-style: italic;"&gt;Roma per Tutti&lt;/span&gt;,   “Alba Blu”, First 40.7 di Beppe Barone cerca di bissare la vittoria dello scorso anno, ma quest’anno ha come avversari “Aki Sports Three”, l’Akilaria 40 di Andrea Bonini e “Ikarus” di Massimo D’Alema.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Nella notte gli equipaggi, fanno rotta verso il passaggio volante di Ventotene con probabili zone di calma piatta. Vento di Sardegna passa per primo a Ventotene alle 9.00 di mattina, nonostante  una grave avaria: la rottura della deriva di prua (canard). &lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://1.bp.blogspot.com/_boHVNyBIap4/SfGq70bm82I/AAAAAAAABL4/la1eqmhB2wQ/s1600-h/2avaria.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0pt 10px 10px 0pt; float: left; cursor: pointer; width: 225px; height: 168px;" src="http://1.bp.blogspot.com/_boHVNyBIap4/SfGq70bm82I/AAAAAAAABL4/la1eqmhB2wQ/s320/2avaria.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5328227778819453794" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;Secondi al traguardo volante dell’isola laziale  i due skipper del Pogo 40 “Courrier de l’Odet”, Davide Consorte e Mario De Matte.  Il resto della flotta si trovava ancora a Ponza rallentata da un vento leggero.&lt;br /&gt;Quando però all'alba Vento di Sardegna supera il "gate" di Lipari per risalire verso Riva di Traiano, il vento che aveva finora scarseggiato prende forza fino a 25 nodi sospingendo velocemente anche il resto della flotta che incalza.  Dopo alcune ore passa infatti secondo a Lipari il Pogo 40 “Courrier de l’Odet”, timonato da Davide Consorte e Mario De Matteo, seguito a ruota dall’altro Pogo 40 “Elsa” della coppia francese Yann Del Place e Joel Villacampa e  dall’Este 40 di Matteo Miceli e Tullio Picciolini.&lt;br /&gt;Proprio in prossimità del passaggio di Lipari, “Ikarus” di Massimo D’Alema e il 40’ “Aki Sports Three” di Andrea Bonini duellano aspramente. A spuntarla, anche se per poco, è  Bonini.  Nella risalita da Ventotene, l’ex premier, coadiuvato dal suo numeroso e fedele equipaggio, riesce a sorpresa a superare tutti gli avversari e festeggia con questo assaggio di successo il suo 60esimo compleanno timonando.&lt;br /&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://1.bp.blogspot.com/_boHVNyBIap4/SfGrWrebDSI/AAAAAAAABMA/wxEkhVC2sFI/s1600-h/2pogostra.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0pt 0pt 10px 10px; float: right; cursor: pointer; width: 320px; height: 214px;" src="http://1.bp.blogspot.com/_boHVNyBIap4/SfGrWrebDSI/AAAAAAAABMA/wxEkhVC2sFI/s320/2pogostra.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5328228240271805730" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;Il mare è mosso e le raffiche di vento arrivano a 40 nodi. Le barche arrivano velocissime al traguardo. Nonostante le gravi avarie subite, Vento di Sardegna è sempre in testa.&lt;br /&gt;Non bastano a fermarla la rottura della deriva di prua e conseguente urto a 7 nodi di velocità sulla pala del timone (che è poi risultato gravemente danneggiato) e tre stecche della randa rotte durante un groppo improvviso con venti a 40 nodi, al passaggio di Lipari. “Ci siamo dovuti fermare circa un’ora per ammainare la randa in mezzo alle onde e alla pioggia e per poter riparare le stecche” hanno raccontato i due skipper dopo aver tagliato il traguardo vittoriosi per la terza volta.&lt;br /&gt;Con grande e visibile soddisfazione arriva anche Massimo D’Alema, primo della regata in equipaggio.  Alle sue spalle il suo diretto avversario “MITAN - Aki Sports Three”. &lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://1.bp.blogspot.com/_boHVNyBIap4/SfGnOlvH-zI/AAAAAAAABLo/fjJjqebDftc/s1600-h/2ikarus.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0pt 0pt 10px 10px; float: right; cursor: pointer; width: 320px; height: 240px;" src="http://1.bp.blogspot.com/_boHVNyBIap4/SfGnOlvH-zI/AAAAAAAABLo/fjJjqebDftc/s320/2ikarus.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5328223703245781810" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3639349830657556530-2623877497183629546?l=gentlebreeze-smc.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</description><link>http://gentlebreeze-smc.blogspot.com/2009/04/roma-per-2-roma-per-tutti.html</link><author>noreply@blogger.com (S.Malosio)</author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/_boHVNyBIap4/SfGjmnwGJiI/AAAAAAAABLI/nUy-mUdlBro/s72-c/Romax2.jpg' height='72' width='72'/></item></channel></rss>
