
Le splendide giornate di sole che hanno preceduto il giorno dell’arrivo di tappa hanno regalato false speranze agli organizzatori della parata finale davanti alla Fortezza di Pietro e Paolo, lungo la Neva. Ci si aspettava un evento magico nelle notti bianche di San Pietroburgo e noi di Gentlebreeze eravamo in prima fila davanti al pontile dove avrebbero ormeggiato le barche e sarebbero sbarcati gli equipaggi. Purtroppo un pomeriggio nuvoloso e un‘improvvisa pioggia scrosciante proprio mentre arrivava la prima barca ha decimato giornalisti e spettatori.
Il traguardo della decima tappa è stato posizionato nel Golfo di Finlandia, alcune miglia fuori dalla foce del Neva, il fiume che attraversa la città imperiale. Primi a tagliarlo Telefonica Black, che ha preceduto di poco più di un minuto Puma, che aveva condotto tutta la regata in testa, togliendo a Ken Read la soddisfazione dell’ultima vittoria.

Quest'ordine d’arrivo non cambia comunque il risultato della classifica finale che vede vincitore Torben Grael. Lo skipper di Ericsson 4 ha gestito questa ultima tappa un po’ in economia, arrivando quinto forse per risparmiare barca ed equipaggio, ma ben sapendo di avere già in tasca i punti per la vittoria finale. Alle 17,00 del 27 luglio, come un sipario, si apre il ponte Dvortsovy e in fila indiana le barche sfilano davanti a noi sotto un’esplosione di fuochi d’artificio. Poi una breve parata lungo il fiume, tra il palazzo dell’Ermitage e il Museo Navale con le colonne rostrate in primo piano e la Fortezza di Pietro e Paolo sul lato opposto. Infine i VO 70 arrivano, uno ad uno, all’ormeggio.

Dopo più di 37.000 miglia di mare corse con ogni condizione meteo, dalle calme equatoriali, alle brezze primaverili, alle tremende tempeste, vediamo sbarcare dei super uomini che hanno affrontato una competizione talvolta portata all’estremo, come dice il claim della VOR “LIFE AT THE EXTREME”, perfettamente centrato. Colpiscono in particolar modo gli sguardi sicuri e profondi, sguardi di marinai-velisti consapevoli di aver compiuto un’impresa unica nel suo genere, un’impresa epica.

Sicuramente provati nel fisico. Ken Read appena sceso dalla barca dice sorridente ad un giornalista della tv russa: “ho le rughe come un ottantenne”. Hanno mangiato male e dormito peggio, sofferto il caldo più torrido e il freddo più rigido sempre bagnati da grandi ondate che spazzavano il ponte, ma con la consapevolezza e la grande soddisfazione per essere arrivati tutti interi e aver portato a termine la loro missione. Ora che questi uomini sono saliti all’apice della gloria nel mondo della vela e vengono già richiesti per ogni tipo di competizione possibile, per tutti loro dopo lo svuotamento fisico e mentale ora c’è solo il tempo per il riposo. Un riposo difficile perché dovranno fare i conti con un ritorno alla realtà di tutti i giorni e in questo caso le famiglie sono fondamentali. Rob Salthouse, trimmer neozelandese di PUMA dice ”ora voglio solo tornare ancora a fare il papà”.
La fine di questi eventi, che hanno portato gli uomini a vivere un’alternanza di momenti esilaranti a momenti orribili, momenti di gloria a momenti di sconforto, ebbene la conclusione improvvisa risulta essere sempre un po’ triste, malinconica. Forse è per questo che molti di loro ripartirebbero subito.

Ma mentre i festeggiamenti impazzano qualcuno sta già pensando alla prossima edizione 2011-2012 che partirà da Alicante. Knut Frostad Presidente della VOR vorrebbe incrementare il numero degli equipaggi e spera di veder partecipare alla prossima edizione anche Francia e Italia, in questa edizione l’unico italiano presente è stato Gabriele D’Olivo, mediaman di Telefonica Blue. Si sta anche pensando ad una riduzione di budget per i team, con un limite che permetterà ad altri di entrare nel gioco, argomento al quale gli sponsor sono molto sensibili. Quindi un ritocco alle tappe, che saranno di meno, meno uomini imbarcati, meno vele e un ritocco anche alle barche.
Per un evento mediatico-sportivo come questo va rivolto uno sguardo speciale ai numeri, che la Volvo Ocean Race ha generato. Dai dati forniti dall’organizzazione si parla di più di 2,5 milioni di presenze nei villaggi allestiti negli 11 porti toccati (con 900.000 persone ad Alicante e 800.000 a Cochin), quasi 3 milioni di visitatori unici sui siti della VOR e quasi 45 milioni di pagine visitate. Numeri molto appetibili per aziende che mirano ad una visibilità globale.
La Volvo Ocean Race da oggi manca un po’ anche a noi che l’abbiamo seguita giorno per giorno con entusiasmo e non vediamo l’ora che questa grande avventura riparta per godere di nuove emozioni.