E' arrivata sabato notte la prima barca vincitrice della 7° tappa della Volvo Ocean Race. Da Boston (USA) a Galway, in Irlanda, sono bastati sette giorni e mezzo per attraversare l’Atlantico del nord. Ericsson 4 capitanata da Torben Grael ha tagliato il traguardo all’una del mattino in mezzo accolti da un affollamento di barche di appassionati che aspettavano al varco l’arrivo della flotta. Torben Grael vince anche questa tappa e si porta a casa altri 8 meritatissimi punti, consolidando così il suo vantaggio, sempre più irraggiungibile. Secondo è Puma, con 2 ore di distacco, seguito da Green Dragon, barca Irlandese con skipper Irlandese. Difficile immaginare il tripudio con il quale sarà stato accolto Ian Walker al suo passaggio in Patria.Ma facciamo un passo indietro. Telefonica Blue, dopo aver vinto le In Port Race di Boston e aver recuperato punti prezioni, riparte per quest'ultima tappa. Sulle banchine della città del Massachusetts, 170.000 spettatori hanno assistito
a un'intensa settimana di eventi come solo a Valencia durante la Coppa America si era visto e saluta il 15 maggio la flotta che riparte tra acclamazioni di fans, curiosi e gente comune, dirigendo a nord. Sulla rotta le barche dovranno evitare una vasta area che, da qui fino alla foce del San Lorenzo in Canada, è segnata dalla presenza massiccia di balene. Poi, dal capo più a ovest di Terranova, dove è tracciato lo scoring-gate di questa tappa, dovranno portarsi a sud per mantenersi al di sotto dell’ice-gate, cancello virtuale che delimita la zona dei ghiacci alla deriva, un tratto di oceano particolarmente insidioso che le barche dovranno tenere sulla propria sinistra.Si torna al freddo, in questa transoceanica. Nebbia fitta nella zona dei Grandi Banchi (ricordate la zona di pesca dell’Andrea Gail, il peschereccio di George Cloney, nel film “La Tempesta Perfetta”?). Telefonica Black si porta subito al comando della flotta ma con sole 8 miglia di vantaggio, che non intimoriscono nessuno, ovviamente. Torben Grael, con il suo Ericsson 4, gli sta addosso e poco dietro incalza Telefonica Blue di Bouwe Bekking.
La flotta naviga sull'ormai famosa “corrente del Golfo” che da sud sale lungo le coste degli Stati Uniti e vira poi verso l’Europa fino a scontrarsi con le correnti fredde dell’Artico. Le barche sono sospinte verso l'Irlanda da una specie di tapis roulant, con la differenza che "sopra" soffiano venti a 35 nodi con un moto ondoso molto impegnativo.
Puma rompe la pala del timone di sinistra, prontamente
sostituita con una manovra acrobatica che potete vedere su YouTube cercando nei video della VOR.Dopo 5 giorni di regata, tanto freddo e tanta acqua che spazza il ponte delle barche, la flotta si separa. Due diverse tattiche all'opera: Ericsson 4, Green Dragon e Ericsson 3 puntano verso NNE, il resto del gruppo, con mure a dritta, scende per ENE. Pochi gradi di separazione che faranno la differenza. I primi, spinti da un fronte freddo con venti tra i 35 e i 40 nodi, volano sulle creste delle onde con velocità medie molto sostenute (25kn circa). Gli altri che scelgono la rotta più bassa perderanno molto terreno prima di accorgersi dell'errore. A 700 miglia dall’arrivo, Ericsson 4 naviga alla pazzesca velocità di 38 nodi. A queste velocità se la barca entra in un muro d’acqua scendendo da un’onda, e abbiamo visto che non è poi così difficile, può esplodere. Ma l’entusiasmo dell’equipaggio è alle stelle. Ian Walker su Green Dragon è determinatissimo a voler regalare ai suoi fan un arrivo da campione nelle sue acque Irlandesi. Dietro Telefonica Blue, Delta Lloyd e Telefonica Black vediamo Ericsson 3 che fatica a tenere il gruppo dopo la rottura di un daggerboard (derive laterali mobili) subita probabilmente dopo aver urtato una rete o una long-line, le lunghe lenze, invisibili, lasciate dai pescherecci dei Grandi Banchi.

L’Irlanda tutta, Paese di velisti, marinai ed esploratori è elettrizzata. Galway ha riversato sui moli, sulla costa e sul mare tutta la sua popolazione a bordo di qualunque sorta di aggeggio galleggiante per dare il benvenuto alla flotta della VOR. Intanto le barche entrano in modalità nascosta (Stealth Play) e si giocano tutto.
Le Isole Aran sono l’ultimo ostacolo da superare prima di entrare nella baia di Galway. Si avvista una luce di via. E quella di Ericsson 4 che, con Torben Grael al comando, taglia il traguardo alla rispettabile velocità di 16 nodi, dopo aver passato 4 giorni surfando sulle onde dell’Atlantico ad una media di 24 nodi.
Classifica aggiornata:
Ericsson 4: 92 punti
Telefonica Blue: 77,5
Puma: 76
Ericsson 3: 60
Green Dragon: 52
Telefonica Black: 36
Delta Lloyd: 29,5
Team Russia: 10,5
Sabato 30 maggio si correranno le In Port Race a Galway e una settimana dopo, il 6 giugno, partirà l’ottava tappa: Galway – Marstrand (Svezia) dove si prevede di arrivare il 10 giugno. Una tappa breve ma molto tattica, in cui la meteorologia la farà da padrona.
Photo Credits: David Kneale, Guo Chuan, Rick Tomlison per Volvo Ocean Race