Sono partiti i 5 superstiti della tremenda tappa che ha decimato i partecipanti di questa VOR: Ericsson 4, Puma, Ericsson 3, Green Dragon e Telefonica Blue sono in rotta per Capo Horn e successivamente Rio de Janeiro. 12.300 miglia da affrontare con tutte le condizioni di mare possibili ed immaginabili. Delta Lloyd e Telefonica Black non sono partiti. A causa dei gravi danni riportati nella precedente tappa le barche saranno spedite in cantiere a Rio per le dovute riparazioni che permetteranno loro di riprendere la regata direttamente a Rio de Janeiro per le in port race in programma il 4 di aprile. Team Russia invece aveva già abbandonato definitivamente la regata a Singapore per mancanza di fondi.

Intanto per la flotta che ha lasciato il porto di Quigdao alle ore 13:00 di sabato 14 febbraio per affrontare la tappa più lunga, iniziano le sorprese a pochi minuti dalla partenza. Per un errore di lettura o per un malfunzionamento degli strumenti Telefonica Blue finisce su una secca di soli 3 mt, profondità insufficiente per una barca che ne pesca 4,5. Un grande urto a 8 nodi di velocità mette tutti in agitazione. Si calano le vele e dal gommone appoggio ci si immerge per una prima verifica. Ma l’acqua torbida non permette di vedere il danno. Così Bowie Bakking decide di rientrare: giustamente non se la sente di affrontare una tappa del genere con un'incognita che potrebbe rivelarsi molto pericolosa.
Ripartiranno dopo quasi 20 ore di riparazioni ed in piena notte, con un buon vento nel tentativo di raggiungere la flotta. In questo momento (ore 17 del 17 febbraio) Telefonica Blue è a “sole” 193 miglia di distacco dal primo. Al gruppo di testa si è miracolosamente aggiunta Ericsson 3 che dopo le riparazioni fatte a Taiwan aveva concluso la 4a tappa arrivando a Qingdao quando la 5a tappa era già partita da ben 7 ore. Appena il tempo per piccole riparazioni, un cambio di abbigliamento, una doccia calda e il rifornimento della cambusa. Con un pit-stop di soli 90 minuti E3 riparte per la nuova tappa con 3 elementi di equipaggio freschi. Nonostante il ritardo riescono a rimontare posizioni e piazzarsi in 3a posizione, dietro a Puma, grazie ad un bel vento che ha spinto la barca sui 20 nodi di velocità mentre i primi in classifica erano alle prese con venti più leggeri. Ora il gruppo, che ha ormai superato le ultime isole del Giappone, dirige a sud-est. 
Al momento la situazione è la seguente: Torben Grael, skipper di Ericsson 4, sta navigando in testa con una rotta poco più a sud degli altri, quasi certamente per andare a prendere i punti del primo dei 2 scoring gate posizionati al 36° parallelo e a Capo Horn. Lo segue Ken Read su Puma a sole 8 miglia. Ericsson 3, a 70 miglia, incalza i fuggitivi. Un po’ staccati troviamo Green Dragon, che non riesce a mantenere le medie dei primi, e Telefonica Blue che sta rimontando in gran carriera. Con questi venti da nord le barche sono tornate a surfare sulle onde e macinare miglia a grandi velocità. Acqua e temperatura dell’aria si stanno scaldando rendendo la vita dei marinai decisamente più facile. Il prossimo passaggio cruciale sarà come affrontare le calme equatoriali che rallenteranno i primi e permetteranno agli ultimi di raggiungere le posizioni di testa per ricompattare la flotta. Ma ancora lunga è la strada per Capo Horn.

Le Foto sono di:Rick Tornlinson/Volvo Ocean Race, Helena de la Gandara/Volvo Ocean Race, Rick Deppe/Puma,Gabriele Olivo/ Equipo Telefonica